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La
boxe continua ad essere l'unico working class sport che, almeno
al suo interno, è rimasto estraneo agli effetti destabilizzanti
del settarismo. Com'è stato possibile ciò?
La capacità della boxe di attrarre sportivi da entrambe le
comunità è aiutata dal fatto che questo sport non
viene associato ne alla tradizione culturale cattolica ne a quella
protestante.
Anche se gli inglese, a ragione, possono essere considerati i responsabili
dello sviluppo iniziale di questo sport fino alla sua evoluzione
attuale, in nessun modo la boxe viene associata per tradizione culturale
all'Inghilterra. Non è percepita come uno sport di tradizione
inglese.
La boxe si è sviluppata come uno sport genuino ed universale
che non è intrinsecamente legato a nessun tipo di tradizione
nazionalista o post-coloniale. Per questo è percepita come
uno sport neutrale. Essere pugile non è rappresentativo della
propria religione o delle proprie idee politiche. In questo modo
cattolici e protestanti si possono unire e ritrovare nel nome di
uno sport, senza alcuna paura di derivazione settaria.
Sebbene chi compete a livello amatoriale si allena e fa parte di
un club, la boxe può essere considerata più uno sport
individuale che non di squadra.
Ma più di qualunque altra cosa è il carattere particolare
che circonda questo sport in Irlanda del Nord a renderlo così
popolare nonostante i contrasti esistenti tra cattolici e protestanti.
A Belfast la boxe è circondata da valori e tradizioni tipiche
della working class. Fino agli anni '50 era considerato uno sport
per uomini duri.
La violenza sconfinata e casuale, che sembra essere endemica delle
grandi e moderne città, non ha spazio nella subcultura della
boxe. E questo è vero a Belfast come a Chicago, Detroit o
Città del Messico.
L'apparente capacità della boxe di isolarsi dalla violenza
che caratterizza alcuni aspetti della vita in Irlanda del Nord,
si ferma purtroppo entro la soglia della palestra. Come Wayne McCullough
e Barry McGuigan hanno scoperto a loro spese. Perché, nel
momento in cui, in Irlanda del Nord uno sport dimostra il proprio
impatto positivo sulle relazioni tra le due comunità, quasi
sistematicamente lo stesso sport diventa bersaglio per lo sfruttamento
politico da parte di quelle forze che fanno leva sulla divisione
tra cattolici e protestanti.
Wayne McCullough ha vinto una medaglia d'argento per l'Irlanda alle
Olimpiadi di Barcellona e, come atleta più giovane delle
squadra, ha portato il tricolore nella cerimonia di apertura dei
giochi olimpici di Seoul nel 1988. McCullough è un protestante
di Shankill Road. I pugili nordirlandese devono appartenere a club
iscritti alla International Amateur Boxing Association (IABA), e
nelle competizioni internazionali ad eccezione di quelle del Commonwealth,
devono rappresentare l'Irlanda.
Questo ovviamente, non è molto apprezzato al di fuori dei
circoli di boxe e soprattutto nelle aree lealiste come per esempio
quella da dove proviene McCullough, Shankill Road. Qui, portare
il tricolore irlandese viene percepito da molti come un tradimento
alla causa protestante e lealista. I familiari di McCullough sono
infatti stati minacciati di morte. Di ritorno poi dai giochi olimpici,
il Belfast City Council si è rifiutato di invitare Michael
Carruth, compagno di gara di McCullough, in quanto membro dell'esercito
irlandese, esercito che rivendica la giurisdizione sull'Irlanda
del Nord.
Questi avvenimenti hanno fatto si che McCullough piuttosto che proseguire
la sua carriera in Irlanda o in Inghilterra, abbia preferito emigrare
negli Stati Uniti e gareggiare là a livello agonistico.
Le circostanze nella carriera di Barry McGuigan, probabilmente il
miglior pugile proveniente dall'isola d'Irlanda degli ultimi tempi,
hanno certamente influenzato la decisione di McCullough di gareggiare
negli Stati Uniti.
McGuigan è nato e cresciuto a Clones, nella contea di Monaghan,
in quella parte di Ulster che ancora fa parte della Repubblica d'Irlanda.
Come tutti i pugili anche lui era associato alla IABA.
Quando poi iniziò la sua carriera a livello professionale,
il suo manager B.J. Eastwood, lo convinse a gareggiare per i club
inglesi e per i titoli inglesi piuttosto che per quelli irlandesi.
Questo probabilmente perché i primi gli avrebbero offerto
più soldi e l'opportunità di un riconoscimento internazionale.
Nel tentativo di non offendere ne i nazionalisti irlandesi ne gli
unionisti, McGuigan salì sul ring con la bandiera delle Nazioni
Unite e con sottofondo la canzone di Londonderry "Danny Boy"
evitando sia l'inno inglese che quello irlandese.
Purtroppo però molti nazionalisti irlandesi non dimenticarono
il tradimento di McGuigan che scelse di gareggiare per il titolo
inglese e non per quello irlandese. E quando il pugile sfilò
per le strade di Belfast con il suo titolo di campione mondiale,
apparsero nelle aree nazionaliste slogan del tipo "Barry the
brit - sold his soul for English gold".
Una volta ritiratosi dall'attività sportiva, McGuigan decise
di stabilirsi definitivamente nel sud dell'Inghilterra. È
probabile che la scelta di vivere lì piuttosto che in Irlanda
del Nord, sia dovuta alle minacce di morte pervenute a lui e alla
sua famiglia da parte dei nazionalisti repubblicani. Minacce che
lo hanno spinto a scegliere il Kent piuttosto che la contea di Armagh.
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