| La Gaelic Athletic Association - GAA |
Da
molto tempo la GAA è il punto di riferimento per i cattolici
che praticano sport in Irlanda del Nord. La sua storia suggerisce
anzi l'inseparabile legame che da sempre unisce sport e politica in
Irlanda del Nord. Non è una coincidenza che l'organizzazione
sia stata fondata verso la fine del XIX secolo quando prese avvio
un'altra importante struttura del nazionalismo politico e culturale
irlandese: l'IRA.
Per i fondatori della GAA, tra cui figurano il proprietario terriero
Michael Davitt, Charles Stuart Parnell e l'arcivescovo Croke, la nascita
e lo sviluppo di un movimento sportivo cattolico che abbracciasse
l'intera isola d'Irlanda, era visto come una grossa opportunità
per fare crescere il senso di identità nazionale. Allo stesso
modo la GAA era vista come un baluardo contro l'allargamento dell'influenza
inglese, i cui sport sarebbero stati considerati "estranei"
alla cultura irlandese.
Il carattere politico dell'associazione non è mai stato chiaro.
E questo soprattutto per via della frammentazione che da sempre caratterizza
la vita politica del nazionalismo irlandese. E che si è riprodotta
anche tra le fila della GAA.
Per questo i padri fondatori dell'associazione hanno deciso che, per
farla sopravvivere a lungo come punto di riferimento della cultura
irlandese, avrebbero dovuto mantenere le distanze da qualsiasi forma
di associazione politica , sia da quelli che, nel desiderio di un'Irlanda
unita fossero favorevoli all'uso delle armi e della violenza, sia
da coloro invece intenzionati a seguire la via del confronto parlamentare.
Questo certo non significa che la GAA sia apolitica. Ad oggi il suo
statuto parla di un'Irlanda a 32 contee e, fatto ancora più
importante, contiene una serie di articoli formulati per escludere
la polizia nordirlandese, la polizia inglese e l'esercito britannico
dai suoi membri.
Nella Repubblica d'Irlanda, la GAA è diventata una delle più
importanti associazioni socio-culturali del paese.
Nel nord dell'isola invece, l'atteggiamento di opposizione che l'associazione
mantiene e adotta nei suoi rapporti con lo stato britannico, ha creato
attorno ad essa un clima di sospetto, tale per cui i protestanti vedono
nella GAA un "nemico" da combattere. E molte sono le cause
che hanno portato a questa situazione. Per esempio lo sventolare del
tricolore irlandese durante le partite di calcio gaelico, di hurling
e di camogie; l'uso dell'irlandese come lingua ufficiale durante le
riunioni dell'associazione presso l'Ulster Council; il nome dato allo
stadio Casement Park di Belfast, in onore di Sir Roger Casement, l'eroe
repubblicano giustiziato dagli inglesi per tradimento e la scoperta
di armi appartenenti all'IRA nascoste in alcuni locali di proprietà
della GAA.
Anche l'atteggiamento del governo nordirlandese nei confronti della
GAA è contraddittorio. A volte è di benevolenza, a volte
di sospetto e infine di minaccia.
Comunque, per via del divieto imposto all'associazione da parte del
governo e per l'atteggiamento comunque diffidente da parte di quest'ultimo
nei confronti delle manifestazioni della GAA, le forze di sicurezza
non fanno nulla per cercare di conciliare le parti. Anzi, controllano
in modo serrato tutte le attività della GAA. È quasi
all'ordine del giorno sentire di giocatori e tifosi di squadre di
sport gaelici che vengono fermati e perquisiti prima e dopo le partite.
Il risultato è che molti membri della GAA percepiscono questo
controllo costante come parte di una sistematica tradizione di minaccia
che prosegue ininterrottamente dal primo "Bloody Sunday",
il 21 novembre 1921, quando un distaccamento dei Black and Tans dell'esercito
britannico, irruppe nello stadio Croke Park di Dublino e fece fuoco
sugli spettatori di una partita di calcio gaelico uccidendone dodici.
Lo sviluppo della GAA nel nord ha aumentato il risentimento all'interno
dei circoli lealisti che percepiscono la GAA come strettamente collegata
alle organizzazioni politiche nazionaliste repubblicane. Estrema espressione
di questa paura è stata l'incendio di alcuni immobili della
GAA e le minacce di morte pervenute ad alcuni membri dell'associazione
da parte di terroristi lealisti. |
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