Il patriottismo
irlandese La Protestant Ascendancy, composta da una
minoranza protetta dall’Inghilterra, dominò di fatto l’isola per tutto il
XVIII secolo. La società gaelica appariva disorganizzata e paralizzata
senza ricchezze, terre e armi, tutte nelle mani di una sola classe. Fu
solo grazie alla guerra d'indipendenza americana (1776) che il paese
ottenne nel 1781 la libertà economica. Grazie all'azione politica promossa
dal deputato protestante Henry Grattan (1746-1820) e dal «partito dei
patrioti» - il parlamento di Dublino conquistò nel 1782
l'indipendenza. L’indipendenza
Il movimento degli United Irishmen non riuscì a imporsi, nonostante le
continue rivolte. Il fallimento della rivolta di Robert Emmet (1778-1803),
nel 1803, segnò la fine delle speranze. L’aggravarsi della situazione
interna e la pressione esercitata dai Keniani, il movimento fondato in
America nel 1858, indussero il primo ministro inglese Gladstone a
impegnarsi a pacificare l’Irlanda: nel 1869 la religione
anglicana cessò di essere quella
ufficiale. La Repubblica d’Irlanda
Approfittando della situazione creata dal conflitto, i
nazionalisti più risoluti proclamarono la Repubblica
d'Irlanda. Era il lunedi di Pasqua del 1916. La battaglia
con gli inglesi durò una settimana. I leader dell'insurrezione (tra cui
Patrick Pearse, l'estensore della proclamazione della Repubblica, e il
capo operaio James Connolly) furono giustiziati. Salirono i consensi
intorno al partito nazionalista dei Sinti Féin, organizzato da Arthur
Griffith nel 1905, che alle elezioni del 1918 ottenne la maggioranza,
rifiutandosi di sedere a Westminster.
Il 21 gennaio 1919 i deputati
del Sinti Féin si auto-dichiararono parlamento
dell'Irlanda indipendente (Dáil Èireann), confermarono la
validità della Proclamazione della Repubblica del 1916 ed elessero come
presidente Eamori De Valera (1882-1975).Iniziò la guerra d'indipendenza,
condotta dall'Irish Republican Army (IRA) contro la polizia «regia» e
l'esercito britannico, mentre il nuovo Stato si organizzava
clandestinamente.
Nel 1932 il Fianna Fail, partito fondato e
guidato da De Valera, ottenne la maggioranza assoluta dei voti e costituì
sotto la sua presidenza un governo che gradualmente abolì gli accordi
stipulati con il precedente trattato. Passo successivo fu la promulgazione
di una nuova costituzione (1937) che abolì le prerogative della Corona e
dichiarò l'Irlanda uno Stato sovrano, indipendente e
democratico. Il paese riprese l'antico nome gaelico “Eire” e Dublino ne
divenne capitale. |