Irlanda | Irlanda notizie | Irlanda eventi | Iranda Annunci
Sei in storia e attualità / Torna indietro

stampa questa pagina

Ottocento e novecento

Vicenda letteraria irlandese (terza parte)



L’Ottocento 
Nell'Irlanda del XVIII secolo, il romanticismo riporta in auge la letteratura gaelica e la musica. Rappresentative di questo rinnovato interesse sono le Irish Melodies (1808-34), una raccolta di canzoni patriottiche e sentimentali in dieci volumi, ad opera di uno tra i massimi esponenti del movimento romantico irlandese, Thomas Moore (1779-1852), autore tra l'altro di una biografia di Byron (1830), di cui era amico. Dopo l'unificazione dei parlamenti di Dublino e Westminster e la creazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda con l'Atto di Unione nel 1801, Dublino perse prestigio a favore di Londra che divenne, tra l'altro, polo d'attrazione per non pochi artisti irlandesi i quali vi si trasferirono abbandanando la madre patria.

Tra questi c'è Oscar Wilde (1854-1900), l'umorismo e l'arguzia dei cui scritti lo hanno consacrato tra i più brillanti, pungenti, controversi e scomodi scrittori irlandesi del XIX secolo. Divenne celebre con L'importanza di chiamarsi Ernesto, rappresentato nel 1895 a Londra, in cui dipinse con critica ironia la società di cui egli stesso ormai faceva parte. La sua onestà intellettuale e il suo libertinismo, l'immoralità dei suoi comportamenti privati e delle sue opinioni pubbliche gli attirarono addosso le critiche della società inglese che lo condannò per omosessualità a due anni di carcere duro, durante i quali Wilde scrisse due delle sue opere più belle: La ballata del carcere di Reading (1898) e il cosiddetto De Profundis (1905).  
 
Il novecento 
L'Irlanda di fine secolo diede i natali ad un altro grande scrittore, James Joyce (1882-1941), giovane di intelletto vivace che ben presto prese le distanze da Yèats e dagli altri scrittori per il loro sostegno alla causa irlandese, che egli considerava una volgarità del nazionalismo popolare. Egli, infatti, intrattenne con il suo paese natale - che lasciò nel 1902 per tornarvi solo per brevi periodi - un sentimento contrastato.

La freddezza con la quale egli, a sua volta, era ricambiato dai suoi compatrioti risulta evidente allorché gli editori della capitale gli rifiutarono la pubblicazione di Gente di Dublino (1914) a causa dell'immagine critica che si dava del mondo irlandese. Immagine che viene ancora fuori prepotentemente nel Ritratto dell'artista da giovane (1916), in cui Joyce narra del tentativo di Stephen Dedalus di sfuggire dall'abbraccio opprimente della religione, della famiglia e della nazionalità e in quella che è considerata l'opera più rappresentativa dell'autore: l'Ulisse (1922).

Con una tecnica narrativa assolutamente innovativa ed uno stile ricchissimo di particolari ed elementi simbolici, Joyce descrisse in quest'ultima opera, la giornata di un venditore ebreo di trentotto anni, senza ideali politici o sentimenti religiosi, nè il tempo per immaginare un futuro diverso per il suo paese. Privato dei suoi sogni e plagiato dalla moglie, il venditore affronta un metaforico viaggio attraverso la quotidianità armato unicamente di una rassegnata pazienza. Con Joyce lavorò a Parigi negli anni Trenta Samuel Beckett (1906-1989), che ricevette il premio Nobel nel 1969.

L'Irlanda ha dato i natali al poeta Seamus Heaney, premiato anche lui con il Nobel nel 1995, e ad autori quali Edna O'Brien (La ragazza dagli occhi verdi, 1962), Seamus Deane (Le parole della notte, 1966), William Trevor (Il viaggio di Felicia, 1994), Roddy Doyle (The Commitments, 1987) e Paddy Clarke (Ah Ah Ah, 1993, Una stella di nome Henry, 1999), i quali hanno immortalato con i loro romanzi aspetti diversi di un’Irlanda protagonista della scena letteraria della fine del XX secolo. 

Contributi Irlanda Contributi degli irlandiani!

presenti: 0 | inserisci nuovo contributo

Argomenti correlati a: Vicenda letteraria irlandese (terza parte)



Irlanda. Cenni storici (prima parte)

I primi stanziamenti di Celti e Gaeli risalgono invece all’Età del Bronzo (600-500 a.C.). Gli ultimi invasori provenienti dalla Gallia arrivarono nel I secolo a.C. e in 500 anni riuscirono a conquistare il paese. E’ a loro che l’Irlanda deve lingua, leggi – codice Brehon - e culti, poi conservati fino all’età medievale


Irlanda. Cenni storici (seconda parte)

la promulgazione di una nuova costituzione (1937) che abolì le prerogative della Corona e dichiarò l'Irlanda uno Stato sovrano, indipendente e democratico. Il paese riprese l'antico nome gaelico “Eire” e Dublino ne divenne capitale


L’Irlanda in Europa

Nella UE l'Irlanda occupa un posto in qualità, la viva scena artistica, nella musica, nel teatro, nella cinematografia e nella letteratura, creando un senso di vitalità mai esistito prima e dando all'Irlanda un peso culturale molto più vasto di quanto sia la sua esigua popolazione


L'Irlanda chiede il riconoscimento del Gaelico

I circa 2300 villaggi della zona conosciuta come Gaeltacht, con l'80% di gaelico-parlanti avranno il nome solamente in gaelico. La zona in questione comprende le contee di Galway, Kerry, Donegal e Mayo, Cork, Waterford e Meath


L'Irlanda e la sua Economia

In ogni angolo si vedono negozi nuovi, mentre uffici e hotel spuntano un pò ovunque. I consumi sono diventati un passatempo irlandese come mai prima d'ora, la disoccupazione si è ridotta a livelli record (in effetti, uno dei problemi più impellenti per l'economia irlandese è attualmente la mancanza di lavoratori) e l'emigrazione, a lungo data per scontata da molti irlandesi, è ora una scelta e non una necessità


Vicenda letteraria irlandese (prima parte)

Dall’avvento del cristianesimo e della parola scritta ai vichinghi e normanni


Vicenda letteraria irlandese (seconda parte)

Dalla Riforma al secolo aureo


Mappa del sito | Condizioni di utilizzo del sito | Scrivici | Realizzato da Dnetwork | rss Irlanda | ©2001-'06 IrlandaOnline.com