La prestigiosa istituzione risale al 1592, quando la
“terribile” Elisabetta I volle
sottrarre all’influenza papista i suoi sudditi irlandesi. Sorto il
College, fioccarono le iscrizioni delle più prominenti famiglie
protestanti dell’isola: un successo che dura da secoli. La serie di
celebrità che si formarono negli anni giovanili tra queste auguste mura è
davvero imponente: sembra quasi che nessuno dei grandi irlandesi si sia
sottratto a questa regola. Jonathan Swift, Bram
Stoker, Samuel Beckett, giusto per fare qualche
esempio, studiarono qui.
E ancor oggi, sotto lo sguardo severo e
vigile che dai busti marmorei di Edmund Burke (1729-1797)
e del poeta Oliver Goldsmith (1728-1744) ancora si
proietta sui viali, i giovani irlandesi ricevono qui un’istruzione di
prim’ordine.
Tra i gioielli del Trinity College,
la Old Library, edificata tra il 1712 e il 1733 da
Thomas Burgh. L’edificio era originariamente suddiviso in
tre piani, ma nel 1857 il grande ingegnere e architetto di
Tullamore, Benjamin Woodward, decise di
regalare al collegio la splendida Long Room: eliminò così il soffitto del
piano intermedio e diede origine a una sala lunga 60 metri con copertura a
capriate. Sui due livelli di scaffali trovano posto il Book of Durrow,
il Book of Kells e il Book of Armagh, i tesori librari più preziosi del
Trinity College.
La biblioteca è infatti dotata
di un vero e proprio tesoro: 200.000 degli oltre tre milioni di volumi
appartenenti all'istituto universitario sono custoditi qui. Fanno parte
della collezione oltre cinquemila manoscritti greci e latini e vi trovano
posto anche numerosi papiri egiziani. Ricca anche la raccolta di opere più
moderne, tra le quali il Trinity College si vanta di
custodire anche un originale shakespeariano.
Nell’area ove sorge il College sorgono alcuni dei più interessanti
esempi di architettura dublinese degli ultimi tre secoli: oltre alla già
citata Old Library di Burgh (nata nel XVIII
secolo), si possono ammirare l'ex Museum
Building di Thomas Deane e Benjamin
Woodward (1857, in stile medievale-lombardeggiante), la Berkeley
Library (1964-1967, già New Library) e l'Arts Building (1980, sede della
galleria di arte moderna Douglas Hyde, uno dei
rari luoghi di innovazione artistica della città), opera di Paul
Koralek. |