Il quarto rapporto voluto dal governo irlandese, sugli abusi su minori commessi da alcuni preti cattolici in Irlanda ha fatto emergere gli insabbiamenti di cui si è reso colpevole monsignor John Magee, ex vescovo di Coyne ed ex segretario personale di tre Pontefici, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.
Il rapporto, che ripercorre gli abusi sessuali su minori compiuti nella diocesi di Coyne, nel sud-est del paese, dal 1996 al 2009 è stato reso pubblico soltanto in questi giorni poichè era in corso un processo a carico di un sacerdote pedofilo. I precedenti rapporti commissionati dall’esecutivo erano quello sulla diocesi di Ferns (2005), il rapporto Ryan sugli abusi e le violenze nelle istituzioni residenziali della Chiesa (2009) e il rapporto Murphy sugli abusi nella diocesi di Dublino (2009).
Il documento mette in evidenza e critica il comportamento del monsignor Magee sulla gestione degli abusi compiuti da ben 19 preti. Dal canto suo Magee si è giustificato con un semplice “Capisco ora che avrei dovuto prendere una posizione più ferma nell’applicazione delle norme”. Giuste quindi le sue dimissioni, accettate da Ratzinger, per non aver tutelato numerosi bambini vittime di preti malati e senza scrupoli, che invece di essere protetti dovevano essere assicurati alla giustizia.
La conferenza episcopale irlandese ha reagito alla pubblicazione del nuovo rapporto con un’ammissione di colpa, “gravi errori di giudizio compiuti e serio fallimento di leadership da parte dei vescovi”.


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