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	<title>IrlandaOnline.com &#187; Lettura irlandese</title>
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		<title>Krapp’s Last Tape: molto Wilson poco Beckett</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario Samuel Beckett]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1630-krapps-last-tape-molto-wilson-poco-beckett.html">Krapp’s Last Tape: molto Wilson poco Beckett</a></p><p>di Antonio Borriello La messinscena de L’ultimo nastro di Krapp di Robert Wilson, vista al Mercadante di Napoli, non “c’azzecca” assolutamente niente con Samuel Beckett. È tutt’altra cosa. Ne ho viste di rappresentazioni distanti, ma un testo così interamente stravolto, nel modo più gratuito tradendo i contenuti di una delle più intense e suggestive pièces [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1630-krapps-last-tape-molto-wilson-poco-beckett.html">Krapp’s Last Tape: molto Wilson poco Beckett</a></p><p><strong>di Antonio Borriello</strong></p>
<p>La messinscena de L’ultimo nastro di Krapp di Robert Wilson, vista al Mercadante di Napoli, non “c’azzecca” assolutamente niente con Samuel Beckett. È tutt’altra cosa. Ne ho viste di rappresentazioni distanti, ma un testo così interamente stravolto, nel modo più gratuito tradendo i contenuti di una delle più intense e suggestive pièces del grande dubliner di Parigi, mai. Lo spettacolo dello straordinario regista di Einstein on the beach già prima dell’apertura del sipario preannuncia delle inspiegabili sorprese. Infatti, sotto un fascio di luce alla ribalta c’è un non chiaro e robusto plico di fogli o chissà. </p>
<p>Al levar della tela il pubblico è assalito da fulmini, saette e fragorosi tuoni e contestualmente da un crescente scroscio di pioggia. Estranea e incomprensibile aggiunta che è sottolineata anche da effetti illuminotecnici e che andrà avanti per quasi tutto lo spettacolo! La scenografia, priva di fughe, rimanda ad uno spazio che rievoca un garage, visto che in alto ha una sequenza di lucernari a forma rettangolare e sul fondale una grossa grata-saracinesca. Ci sono due uscite: una dietro la grata e l’altra è indicata da una forte luce sulla quinta di destra. Ai lati grossi banconi coperti da scatole e altro. Niente di quanto descritto è previsto nel testo di Beckett. Al centro della scena una scrivania con sei cassetti, tre a destra e tre a sinistra, rivolti al pubblico (in Beckett un piccolo tavolo solo con due cassetti). La lampada, che dovrebbe illuminare il piano e l’attore, spesso si accende e si spegne. Come del resto i lucernari, a volte la luminosità è alta, altre bassa. Il costume: un ampio pantalone con pieghe regolari. Camicia e giubbotto ordinati, sgargianti calzini rossi vermiglio e pantofole: perfetto contrario in Krapp’s Last Tape. Il trucco rimanda ad un giovane Harry Langdon: faccia e mani bianche, lucidi capelli ben pettinati con tanto di piega a lato.</p>
<p>La postura è attiva ed energica, altro che vecchio sfatto come indica Beckett. Il gesto, i movimenti e le azioni, a tratti robotizzati, sovente accennano e rinviano a inaccettabili passi di danza, con sculettamenti verso il pubblico!&nbsp; La recitazione è mescolata da miagolii amplificati da effetti sonori che si confondono con il registrato delle bobine. Tantissimi i rumori fuori scena, da un frequente scampanio a tonfi e sparate di decibel, in particolare quando Krapp-Wilson estrae e sbuccia la banana, impugnandola a mo’ di pistola verso il pubblico. In quel momento lo scroscio della pioggia fa rimpiangere i concerti heavy metal. Una vera mitragliata. La traduzione in italiano che scorre in alto sull’arlecchino è priva delle dettagliate e rigorose didascalie, nonché delle pause e i silenzi voluti da Beckett. Inoltre rivela molteplici tagli e inesattezze per quanto riguarda i segni di interpunzione. </p>
<p>Gravissime omissioni. Quanto in sintesi descritto è in assoluta contraddizione con l’opera dell’Autore. Con Krapp, Beckett scrive (e mette in scena) un testo denso di poesia, di amore e di voglia di vivere, anche se… “la Terra potrebbe essere disabitata”. Un testo colmo di tanti rinvii alla Bibbia, alla Cabala, al manicheismo, al mistero dei Numeri. Un’opera di pochissime pagine di cui la stragrande maggioranza sono ferree consegne per l’interprete, lo scenografo, il costumista e i tecnici delle luci e del suono. Uno scritto minuzioso, perfetto come uno spartito musicale. In proposito, consiglio di leggere quanto ha riportato Deidre Bair in Samuel Beckett. Una biografia (trad. it. Garzanti, 1990, pp. 573-574).</p>
<p>La studiosa nel suo ponderoso studio scrive che “secondo Beckett, il miglior spettacolo teatrale è quello in cui non vi sono attori o registi, ma soltanto l’opera. Interrogato sul modo di rendere possibile un simile teatro, Beckett ha risposto che l’autore ha il dovere di cercare l’attore migliore, cioè quello che esegue alla perfezione le sue istruzioni e che ha la capacità di annullarsi completamente nell’opera”. Ed è indispensabile questo stato fisico e psicologico per interpretare Beckett. Sempre nel testo della Bair si ribadisce il concetto di una condizione ancora più estrema voluta da Beckett: “La miglior opera teatrale possibile è quella in cui non ci sono attori, ma soltanto il testo. Sto cercando il modo di scriverne una”.&nbsp; Lo farà con Non io, in cui il corpo dell’attore è inesistente, ridotto ad una Bocca. Ebbene, tutto questo non è neanche minimamente apparso dallo spettacolo di Wilson. Uno straordinario performer, eccezionale artista, ma con Beckett, in questo spettacolo, non ho visto alcuna affinità. Anche se nella “fotocopia” distribuita in guisa di programma di sala l’americano scrive che “quando dirigo uno spettacolo creo una struttura nel tempo. Solo nel momento in cui tutti gli elementi visivi sono al loro posto viene creata una cornice che gli attori devono riempire. Se la struttura è solida, allora si può essere liberi al suo interno. In questo caso la struttura è data per la maggior parte dal testo e spetta a me trovare la mia libertà all’interno della struttura di Beckett”. Ed ancora, sempre nella “fotocopia”, nella sinossi si legge che per Krapp “è il settantesimo compleanno”: un errore gravissimo.</p>
<p>È il 69novesimo. Un numero preciso e denso di significati in questa pièce. A mio convinto avviso al Mercadante non ho visto nulla di Beckett, di Krapp. Intanto, il pubblico ha applaudito e le recisioni hanno riportato qua e là nei quotidiani partenopei quanto letto nella “fotocopia” con accenni di consensi. Ebbene, personalmente desidero dissentire, ovviamente con motivi e ragioni e l’ho fatto anche alla fine dello spettacolo. In generale una lettura personale di una pièce, che dia conto della traduzione, della lingua, del suono, della cultura, dei gusti dell&#8217;interprete può andare bene anche una rivisitazione, penso alla drammaturgia classica di Shakespeare, Molière, Brecht, ma per le opere beckettiane il discorso muta radicalmente. </p>
<p>La fedeltà al testo deve svelarsi in una sorta di felice consustanziazione scenica. Ricordo che Beckett stesso, in alcuni casi, ha imposto la sospensione di messinscene estranee alle sue indicazioni. Non a caso Beckett passa alla realizzazione delle sue opere, proprio come i grandi Euripide e Shakespeare, Pirandello ed Eduardo. Le minuziose e lunghe didascalie beckettiane sono poi un ulteriore testo drammaturgico. O meglio sono il testo stesso. Vedi quelle maniacali di Krapp, colme di suggerimenti spazio-temporali, nonché di precise attenzioni al costume, al trucco, agli oggetti (tanti), ai gesti (tanti e precisissimi), al battito o meno di ciglia. E allora non sarebbe più corretto scrivere su manifesti e quant’altro che si tratta di un adattamento o una riduzione?&nbsp; </p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Antonio Borriello al Convegno internazionale “Beckett in Rome”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1629-antonio-borriello-al-convegno-internazionale-beckett-in-rome.html">Antonio Borriello al Convegno internazionale “Beckett in Rome”</a></p><p>Antonio Borriello al prestigiosissimo Convegno internazionale “Beckett in Rome”, organizzato dall’Università Tor Vergata, dal 17 al 19 aprile, con l’esposizione di una straordinaria testimonianza fotografica delle messinscene di Aspettando Godot, Va e vieni, Dondolo, Non io, L’ultimo nastro di Krapp, Cosa dove,&#160; L’improvviso dell’Ohio, interpretate e dirette dallo stesso Borriello con i suoi allievi. I [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1629-antonio-borriello-al-convegno-internazionale-beckett-in-rome.html">Antonio Borriello al Convegno internazionale “Beckett in Rome”</a></p><p class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm -3.95pt 0pt 0cm; TEXT-ALIGN: justify">
<p class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm -3.95pt 0pt 0cm; TEXT-ALIGN: justify"><span style="COLOR: black"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p><font face="Times New Roman" size=3></font></o:p></span></p>
<p><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman" size=3>Antonio Borriello al prestigiosissimo Convegno internazionale “Beckett in Rome”, organizzato dall’Università Tor Vergata, dal 17 al 19 aprile, con l’esposizione di una straordinaria testimonianza fotografica delle messinscene di <i style="mso-bidi-font-style: normal">Aspettando Godot</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal">Va e vieni</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal">Dondolo</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal">Non io</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal">L’ultimo nastro di Krapp</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal">Cosa dove</i>,<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span><i style="mso-bidi-font-style: normal">L’improvviso dell’Ohio</i>, interpretate e dirette dallo stesso Borriello con i suoi allievi.</p>
<p>I suggestivi scatti, visibili anche su </font><a href="http://it.youtube.com/watch?v=H1dsAN5kakE"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none"><font face="Times New Roman" size=3>http://it.youtube.com/watch?v=H1dsAN5kakE</font></span></a><font face="Times New Roman" size=3>, sono dei bravissimi Aliberti-Pomposo, che da anni collaborano con il regista torrese; “sguardi rigorosissimi e assolutamente ubbidienti alle <i style="mso-bidi-font-style: normal">pièces </i>del grande <i style="mso-bidi-font-style: normal">Dubliner</i> parigino che affidano alla suggestione realistico-poetica delle loro immagini presenti e future non tanto la proiezione esterna di un mondo, quanto un mondo desiderante di identificarsi sul boccascena dell’io beckettiano”, così Biagio Scognamiglio, Dirigente Superiore per i Servizi Ispettivi del M.P.I.. </font></span><font size=3><font face="Times New Roman">Borriello, studioso e fedelissimo interprete di Beckett da ben oltre vent’anni, ha ricevuto nel 1985 personalmente da Beckett una lettera di ringraziamento ed incoraggiamento per le sue particolari ricerche ed interpretazioni. </p>
<p>Ha pubblicato diversi studi, tra cui<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span><i style="mso-bidi-font-style: normal">Samuel Beckett, Krapp’s Last Tape: dalla pagina alla messinscena</i>, Napoli,<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>ESI, 1992 (con un apparato bibliografico di oltre duemila voci di prima mano); <i><u>Numerical references in ‘Krapp’s Last Tape’</u></i>, in <i>Samuel Beckett: Endlessnes in the Year 2000. Samuel Beckett: Fin sans fin en l’an <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter w:st="on" ProductID="2000, a">2000<span style="FONT-STYLE: normal">, a</span></st1:metricconverter><span style="FONT-STYLE: normal"> cura di Angela Moorjani e Carola Veit, Amsterdam &#8211; New York, Rodopi, 2002. Lo studio considera il rapporto </span>numero e parola</i> in una delle più suggestive pièces beckettiane, dimostrando lungo un rigoroso percorso filologico, battuta per battuta, la predilezione del Maestro dell’Assurdo per il numero tre e i suoi multipli; <i style="mso-bidi-font-style: normal">Samuel Beckett, un autore da interpretare come un magico spartito musicale</i>, “Metropolis”, 21 dicembre 2005; <i style="mso-bidi-font-style: normal">Samuel Beckett, il genio del Novecento che ha raccontato l’Uomo spezzato,</i> “Il Secolo XIX”, 13 aprile 2006; è intervenuto in diversi convegni internazionali, tra cui “Beckett Festival <st1:metricconverter w:st="on" ProductID="1991”">1991”</st1:metricconverter>, Trinity College, Dublin e “The International Beckett in Berlin <st1:metricconverter w:st="on" ProductID="2000”">2000”</st1:metricconverter>, Simposio mondiale realizzato dall’University of Maryland, Baltimore (USA) e della Humboldt-Universität zu Berlin, oltre che dalla “The Samuel Beckett Society”, della quale fa parte<span style="mso-bidi-font-style: italic">;<i> </i></span>ha curato “Beckett per Sarayevo” e “1906 &#8211; 2006 Omaggio a Samuel Beckett, la terra potrebbe essere disabitata”. </p>
<p>“Quella di Antonio Borriello per Samuel Beckett &#8211; come ha scritto Mario Ruotolo &#8211; è una grande passione, nata da una seduzione letteraria, da un incontro fatale con le parole di uno scrittore che colpiscono in profondità, si impongono necessarie al senso, sedimento nella coscienza: quel meccanismo di fascinazione dell’arte che genera una magica empatia tra lettore e artista, fra fruitore ed opera. Sono proprio questo processo ‘auratico’, questa creativa sintonia, che hanno giocato un ruolo fondamentale nella ricerca ultradecennale, nell’analisi a tutto campo &#8211; sempre aperta a inedite soluzioni, a critiche scoperte &#8211; che del teatro di Samuel Beckett ha operato e opera &#8211; infaticabilmente &#8211; Antonio Borriello, che all’amore per la ricerca unisce aspetti complementari che ne fanno un personaggio di spicco nel panorama del teatro contemporaneo: <span style="COLOR: black">la necessità di divulgare didatticamente il suo patrimonio euristico in Scuole ed Università italiane e straniere: la ‘prassi’ teatrale esercitata in qualità di attore e regista”.<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</p>
<p> </span>Per ulteriori informazioni sul Convegno, curato da un altissimo comitato scientifico (Chris Ackrley, Enoch Brater, Daniela Guardamagna, Daniela Caselli, Rossana Sebellin), con la partecipazione di eccezionali studiosi beckettiani come Stanley E. Gontarski, Carla Locatelli, Mark Nixon, John Pillino, Rosemary Pountney, Giuseppina Restivo, Dirk Van Hulle e tant’altro, come la partecipazione di Giulia Lazzarini (brava interprete di <i style="mso-bidi-font-style: normal">Giorni felici</i>, diretto da Giorgio Strehler), la mostra delle foto che ritraggono Beckett e le sue produzioni, eseguite dal notissimo John Haynes e degli inediti… disegni-scarabocchi di Samuel Beckett, si veda <a href="http://www.beckettinrome.com/"><span style="TEXT-DECORATION: none; text-underline: none">http://www.beckettinrome.com/</span></a></span></font></font></p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tullio Pericoli in mostra a Dublino</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1628-tullio-pericoli-in-mostra-a-dublino.html">Tullio Pericoli in mostra a Dublino</a></p><p>Una mostra personale di Tullio Pericoli, presso l&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in Irlanda fino al 26 aprile, offrirà la completa rassegna dei ritratti di Samuel Beckett. La mostra consiste in 29 opere, la maggior parte delle quali di tipo grafico e un piccolo gruppo acquerelli e pitture ad olio. L&#8217;attività artistica di Pericoli, il cui ritratto di [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1628-tullio-pericoli-in-mostra-a-dublino.html">Tullio Pericoli in mostra a Dublino</a></p><p>
<p>Una mostra personale di Tullio Pericoli, presso l&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in Irlanda fino al 26 aprile, offrirà la completa rassegna dei ritratti di Samuel Beckett. La mostra consiste in 29 opere, la maggior parte delle quali di tipo grafico e un piccolo gruppo acquerelli e pitture ad olio.</p>
<p>L&#8217;attività artistica di Pericoli, il cui ritratto di James Joyce è stato riprodotto dalle Poste Irlandesi su un francobollo da 48c, non è sconosciuta agli irlandesi del posto.</p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#039;Aspettando sam&#039; ispirato alla vita di Samuel Beckett</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1627-aspettando-sam-ispirato-alla-vita-di-samuel-beckett.html">&#039;Aspettando sam&#039; ispirato alla vita di Samuel Beckett</a></p><p>Il nuovo spettacolo in cartellone al Teatro Baretti nella stagione ‘Anthology – Capitolo II’ è un testo ispirato alla di Samuel Beckett, presentato dal Teatro Selig in collaborazione con Sistema Teatro Torino. Sul palco tre personaggi: due uomini e una donna, figure indistinte, parlano, aspettano, appaiono e scompaiono in un&#160; gioco di luci. Ricordano Sam, [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1627-aspettando-sam-ispirato-alla-vita-di-samuel-beckett.html">&#039;Aspettando sam&#039; ispirato alla vita di Samuel Beckett</a></p><p>
<p>Il nuovo spettacolo in cartellone al Teatro Baretti nella stagione ‘Anthology – Capitolo II’ è un testo ispirato alla di Samuel Beckett, presentato dal Teatro Selig in collaborazione con Sistema Teatro Torino.</p>
<p>Sul palco tre personaggi: due uomini e una donna, figure indistinte, parlano, aspettano, appaiono e scompaiono in un&nbsp; gioco di luci. Ricordano Sam, l&#8217;amico scomparso, tra bicchieri di Sauternes, chiacchere, musica e poesie in una ideale cerimonia funebre.</p>
<p>Per questa nuova produzione Marina Bassani ha scelto di affidare il suo progetto a tre giovani attori provenienti dalla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e dalla Paolo Grassi e al regista Nicola Berloffa, diplomato alla stessa scuola e aiuto regista di Luca Ronconi e Davide Livermore. Suoi invece gli allestimenti di ‘La morte e la fanciulla’ di Dorfman per il Teatro Litta di Milano e di ‘Risveglio di primavera’ per il Teatro Toselli di Cuneo.<br />Marina Bassani, attrice, regista e autrice, si è diplomata presso l’Accademia d’arte drammatica di Milano. Cofondatrice di Viartisti Teatro, ha fondato Teatro Selig nel 2003. </p>
<p><em>&#8230; quando sarò morto, soffoca il tuo pianto<br />no, se leggerai queste mie righe non ricordare<br />La mano che le scrisse<br />io ti voglio così bene<br />che vorrei sentirmi assente dai tuoi dolci pensieri&#8230;</em></p>
<p>Il cartellone 2006/2007 del Baretti si arricchisce di eventi collaterali: nelle domeniche precedenti e seguenti ogni spettacolo avranno luogo uno StoryBrunch, con testi a cura di Elena Pugliese, e un film, con cui si cercherà di costituire una linea con lo spettacolo teatrale. In occasione di questo spettacolo è previsto:<br />il 15 aprile &#8211; STORYBRUNCH al Diwan Cafè: Beckett day<br />l’22 aprile – FILM – Corti: Catastrophe di David Mamet; Foofalls di Walter Asmus; Rough for theatre II di Katie Mitchell</p>
<p><strong>Gli spettacoli e i film sono al CineTeatro Baretti: Via Baretti 4 – 10125 Torino</strong> <br />Tel. e fax +39 011 655 187 <a href="mailto:info@cineteatrobaretti.it">info@cineteatrobaretti.it</a>; <a href="http://www.cineteatrobaretti.it">www.cineteatrobaretti.it</a><br />Gli storybrunch sono al Diwan cafè, Via Baretti 15<br />Orari Spettacoli ore 21:00. Brunch al Diwan Cafè ore 11:00; Film al Baretti ore 18:00 e ore 20:30.<br />Biglietti € 7,00; ridotti (over 60, under 25) € 6,00; Brunch € 4,00; Film € 4,00; ridotti € 3,00; Convenzione: Spettacolo+Brunch+Film € 10,00. <br />Prenotazioni e Informazioni Tel. 011 655187; <a href="mailto:info@cineteatrobaretti.it">info@cineteatrobaretti.it</a>.; <a href="http://www.cineteatrobaretti.it">www.cineteatrobaretti.it</a> </p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Teatro Strehler di Milano. Laboratorio Shakespariano e Finale di partita</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1626-teatro-strehler-di-milano-laboratorio-shakespariano-e-finale-di-partita.html">Teatro Strehler di Milano. Laboratorio Shakespariano e Finale di partita</a></p><p>Oggi al Piccolo Teatro Strehler di Milano, la XVII edizione del Laboratorio Shakespariano con un omaggio a Giorgio Strehler, del quale ricorre quest&#8217;anno il decennale della morte. Alle ore 17.00&#160;&#8221;Re Lear&#8221; per la regia di Giorgio Strehler e &#8220;Finale di partita&#8221; di Samuel Beckett&#8221; con Camilla Guaita dell&#8217;Università degli Studi di Milano. Dopo la&#160;visione di [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1626-teatro-strehler-di-milano-laboratorio-shakespariano-e-finale-di-partita.html">Teatro Strehler di Milano. Laboratorio Shakespariano e Finale di partita</a></p><p>
<p>Oggi al Piccolo Teatro Strehler di Milano, la XVII edizione del Laboratorio Shakespariano con un omaggio a Giorgio Strehler, del quale ricorre quest&#8217;anno il decennale della morte. </p>
<p>Alle ore 17.00&nbsp;&#8221;Re Lear&#8221; per la regia di Giorgio Strehler e &#8220;Finale di partita&#8221; di Samuel Beckett&#8221; con Camilla Guaita dell&#8217;Università degli Studi di Milano.</p>
<p>Dopo la&nbsp;visione di &#8220;Re Lear&#8221; strehleriano, una riflessione sul rapporto che la critica ha rilevato tra&nbsp;Shakespeare e Samuel Beckett, l&#8217;influenza che il drammaturgo elisabettiano ebbe sull&#8217;opera dell&#8217;autore<br />irlandese. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.</p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Beckett a Villa Macrina</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario Samuel Beckett]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1625-beckett-a-villa-macrina.html">Beckett a Villa Macrina</a></p><p>La mostra-omaggio dedicata a Samuel Beckett in occasione del centenario della nascita, tenutasi alla fine dello scorso anno a Villa Macrina, ha fatto sì che intellettuali, appassionati, curiosi, ma soprattutto giovani convergessero nello stesso luogo allo stesso tempo. La presentazione della rassegna stampa, che ha raccolto articoli a partire dal 1953 fino ai giorni nostri, [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1625-beckett-a-villa-macrina.html">Beckett a Villa Macrina</a></p><p>La mostra-omaggio dedicata a Samuel Beckett in occasione del centenario della nascita, tenutasi alla fine dello scorso anno a Villa Macrina, ha fatto sì che intellettuali, appassionati, curiosi, ma soprattutto giovani convergessero nello stesso luogo allo stesso tempo.</p>
<p>La presentazione della rassegna stampa, che ha raccolto articoli a partire dal 1953 fino ai giorni nostri, la mostra fotografica, le proiezioni video, le pieces teatrali e la produzione libraria di e su Beckett, ha visto l&#8217;intervento di numerosi esperti: il professor Francesco D’Episcopo, docente dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; Felice Piemontese, critico, poeta e giornalista; Susan Colon, Addetto Culturale dell’Ambasciata d’Irlanda, e, naturalmente, Antonio Borriello, studioso e interprete di Samuel Beckett, colui al quale va il merito dell’intera organizzazione ed ideazione dell’evento.<br />Attraverso le parole accorate degli studiosi è stato possibile predisporre mente, anima e corpo a quello che attendeva gli spettatori nelle segrete stanze della villa settecentesca.</p>
<p>Un viaggio attraverso la vita e le opere del Premio Nobel per la Letteratura 1969 non riservato ai soli addetti ai lavori. Un viaggio attraverso l’asciuttezza, l’essenzialità, una certa montaliana scabrosità, che permea l’immagine sia fisica che artistica dell’autore Irlandese vissuto a Parigi; attraverso il “meridione del nord” e il cuore dell’Europa, che si contaminano e stringono legami indissolubili; attraverso il calcolo “Euclideo” che l’autore di “Aspettando Godot” usa per costruire il dramma- in questo simile a Dante- e l’infinita vanità del tutto, persino della scena e dei dialoghi in teatro, che lo accomuna a Leopardi.</p>
<p>Introduzione appassionante, capace di caricare di aspettative i presenti, che di sicuro non sono rimasti delusi esplorando l’itinerario Beckettiano. Lo sguardo indugia sugli oggetti di scena di drammi immortali, come la sedia a rotelle di “Finale di partita”, la mente ricorda leggendo pagine di quotidiani internazionali, che titolano “La vita è nulla” in occasione della morte di Samuel Beckett, e affiancano “le rughe dell’infinito che riscattano il nulla” del suo viso agli occhi spalancati del tiranno Ceausescu, giustiziato nello stesso dicembre del 1989.<br />Un’iniziativa dall’alta portata culturale che ha riscattato la nostra città e l&#8217;ha fatta uscire dai vicoli oscuri nei quali sembra essersi persa, che forse in tanto rumore insegnerà a qualcuno a godere del silenzio. </p>
<p>Tratto da <a href="http://www.capitoloprimo.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=919&amp;Itemid=439"><strong>Capitoloprimo.it</strong></a></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Samuel Beckett. &quot;Rughe dell&#039;infinito&quot;</title>
		<link>http://www.irlandaonline.com/news/1624-samuel-beckett-rughe-dellinfinito.html</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2006 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario Samuel Beckett]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1624-samuel-beckett-rughe-dellinfinito.html">Samuel Beckett. &quot;Rughe dell&#039;infinito&quot;</a></p><p>BIAGIO SCOGNAMIGLIO&#160;(Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione)&#160; &#160;Questa mostra, questo omaggio del nostro Antonio Borriello a Samuel Beckett nel centenario della nascita, è un evento eccezionale; ed io mi sento in difficoltà: è difficile per me esprimere l’ammirazione e la commozione sconfinate di fronte&#160;all’opera eccelsa di Antonio Borriello, studioso, attore, regista, docente, educatore&#8230; Mi soffermerò [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1624-samuel-beckett-rughe-dellinfinito.html">Samuel Beckett. &quot;Rughe dell&#039;infinito&quot;</a></p><p>
<p>BIAGIO SCOGNAMIGLIO&nbsp;(Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione)&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Questa mostra, questo omaggio del nostro Antonio Borriello a Samuel Beckett nel centenario della nascita, è un evento eccezionale; ed io mi sento in difficoltà: è difficile per me esprimere l’ammirazione e la commozione sconfinate di fronte&nbsp;all’opera eccelsa di Antonio Borriello, studioso, attore, regista, docente, educatore&#8230; <br />Mi soffermerò brevemente su di lui solo quale studioso ed educatore.</p>
<p>&nbsp;Ad Antonio Borriello, esperto di spicco in campo internazionale dell’opera dell’insigne drammaturgo, si deve riconoscere&nbsp; fra l’altro il merito di avere evidenziato il rapporto Beckett – Dante ad un livello davvero straordinario di profondità. Rammento, in proposito, un contributo di Manfred Hardt&nbsp; alla conoscenza della struttura matematica della Commedia dantesca (M. HARDT, I numeri e le scritture crittografiche nella Divina Commedia, in AA. VV. , Dante e la scienza (a c. di P. Boyde e V. Russo), Ravenna, Longo Editore, 1995, pp. 71 – 90), ove viene mostrato come il “poema sacro” sia stato costruito matematicamente; ebbene, il nostro studioso con sorprendente analogia ha messo in risalto i riferimenti numerici nell’opera drammatica L’ultimo nastro di Krapp dell’autore irlandese (A. BORRIELLO, Samuel Beckett Krapp’s Last Tape. Dalla pagina alla messinscena, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1992, pp. 61 – 80. Tradotto Numerical References in ‘Krapp’s Last Tape’ e riportato in Samuel Beckett,Today – Aujourd’hui, a c. di Angela Moorjani &amp; Carola Veit, New York &#8211; Amsterdam, Rodopi, 2001, pp. 391-398).</p>
<p>Un altro accostamento viene però in mente con spontaneità ed è quello di Leopardi a Beckett,&nbsp; in quanto affiorano alla memoria i versi del tormentato canto leopardiano A se stesso ed in particolare l’ultimo, che dichiara “l’infinita vanità del tutto” e richiama in tal modo la formula del cosiddetto pessimismo cosmico, spingendo a chiedere agli studenti se siano d’accordo nell’accomunare Beckett a Leopardi in questa prospettiva di totale desolazione; ebbene,&nbsp; il nostro educatore ci suggerisce il senso della diversità di Beckett rispetto a Leopardi, impressa sulla copertina dell’invito in quella effigie tutta rughe, rughe dell’infinito che ci attirano e riscattano il nulla.</p>
<p>Ed è per ogni io come iniziare una ricerca di luce lungo la via tracciata da Samuel e additata da Antonio, fino a udire da chi ci ama: “&#278; bello vedere te e il sole”.</p>
<p><strong>Mostra 1996 – 2006 Omaggio a Samuel Beckett</strong> – La terra potrebbe essere disabitata di Antonio Borriello fino al 10 dicembre, ore 16.30-19.30, presso Villa Macrina in Torre del Greco, con il patrocinio del Comune di Torre del Greco e dell’Ambasciata d’Irlanda.</p>
<p>Libri, video, foto di scena di Aliberti-Pomposo, scenografie e una esaustiva rassegna stampa in anastatica dal 1953 ad oggi. Sono previsti momenti spettacolari: giovedì 23 novembre è andato in scena in un magico contesto scenico Va e vieni e Dondolo. </p>
<p>Presenti giovani e studiosi e perfino laureandi dell’università di Bologna; <br />giovedì 30 novembre ore 18.00 Non io, Cosa dove, Testi per nulla; </p>
<p>giovedì 7 dicembre ore 18.00 L’improvviso dell’Ohio con Antonio Borriello e Raffaele Ausiello. Per gli spettacoli e le visite guidate (riservate agli studenti maturandi) è obbligatoria la prenotazione. </p>
<p>Ingresso libero. Informazioni 0818811081 – <a href="http://www.comune.torredelgreco.na.it" target=_blank><strong>www.comune.torredelgreco.na.it</strong></a> </p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>1906-2006 Omaggio a Samuel Beckett. La terra potrebbe essere disabitata</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2006 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1623-1906-2006-omaggio-a-samuel-beckett-la-terra-potrebbe-essere-disabitata.html">1906-2006 Omaggio a Samuel Beckett. La terra potrebbe essere disabitata</a></p><p>16 novembre – 10 dicembre 2006 &#8211; Villa Macrina, Via Nazionale n. 601 &#8211; Torre del Greco “Quella di Antonio Borriello per Samuel Beckett è una grande passione, nata da una seduzione letteraria, da un incontro fatale con le parole di uno scrittore che colpiscono in profondità, si impongono necessarie alsenso, sedimento nella coscienza: quel [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1623-1906-2006-omaggio-a-samuel-beckett-la-terra-potrebbe-essere-disabitata.html">1906-2006 Omaggio a Samuel Beckett. La terra potrebbe essere disabitata</a></p><p>
<p><font face="arial, helvetica, sans-serif"><strong>16 novembre – 10 dicembre 2006 &#8211; Villa Macrina, Via Nazionale n. 601 &#8211; Torre del Greco</strong></font></p>
<p><font face="arial, helvetica, sans-serif"><img alt="Borriello, la terra potrebbe essere disabitata" hspace=3 src="http://www.irlandaonline.com/imgs/borriello_beckett.jpg" align=left vspace=3 border=0>“Quella di Antonio Borriello per Samuel Beckett è una grande passione, nata da una seduzione letteraria, da un incontro fatale con le parole di uno scrittore che colpiscono in profondità, si impongono necessarie al<br />senso, sedimento nella coscienza: quel meccanismo di fascinazione dell’arte che genera una magica empatia tra lettore e artista, fra fruitore ed opera. Sono proprio questo processo ‘auratico’, questa creativa sintonia, che<br />hanno giocato un ruolo fondamentale nella ricerca decennale, nell’analisi a tutto campo – sempre aperta a inedite soluzioni, a critiche scoperte – che del teatro di Samuel Beckett ha operato e opera – infaticabilmente –&nbsp; Antonio Borriello, un intellettuale ‘integrale’ che all’amore per la ricerca unisce due aspetti complementari che ne fanno un personaggio di spicco nel panorama del teatro contemporaneo: la necessità di divulgare didatticamente il suo patrimonio euristico in Scuole e Università italiane e straniere; la ‘prassi’ teatrale esercitata in qualità di attore e regista” (Mario Ruotolo, “Sipario”, n. 581, ottobre 1997).</font></p>
<p><font face="arial, helvetica, sans-serif">da Lunedì a Domenica &#8211; ore 10.00 – 13.00 16.30 – 19.30</p>
<p><strong>Progetto e realizzazione</strong><br />Antonio Borriello</p>
<p><strong>Foto di scena</strong><br />Vincenzo Aliberti – Rosario Pomposo<br />Augusto Trombetta</p>
<p><strong>Video</strong><br />Aliberti &#8211; Pomposo</p>
<p><strong>Musiche</strong><br />Stefano Ferraro</p>
<p><strong>Ufficio stampa</strong><br />Gennaro Di Donna &#8211; Francesco Manca</p>
<p><strong>Computer-grafica</strong><br />Mauro Vingiani</p>
<p><strong>Stampa</strong><br />Duemme s.a.s.<br />Torre del Greco</p>
<p>Hanno collaborato per le messinscene: Laura Boccia, Delia Greco, Antonella Mastellone, Annamaria Raiola (docenti<br />dell’ISIS “Pitagora”); per l’allestimento mostra: gli studenti della classe VD dell’ITCG “Pantaleo” di Torre del Greco;<br />l’opera pittorica Samuel Beckett, il ricordo è di Raffaella Vitiello. Un ringraziamento particolare a S.E. Sean O&#8217;Huiginn<br />(Ambasciatore d’Irlanda in Italia), Susan Conlon (Addetto Culturale, Ambasciata d’Irlanda), M. Cristina Villosio<br />(Ufficio Culturale Ambasciata d&#8217;Irlanda), al Commissario Straordinario, Prefetto Ennio Blasco, al Sub Commissario<br />Antonio Ruocco, a Giuseppe Sbarra, Capoufficio Stampa, all’Ufficio Cultura e al personale di Villa Macrina, Comune di Torre del Greco, ai Dirigenti scolastici Annamaria Galdi e Maria Ortello.</font></p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Samuel Beckett. Trieste tra cinema e teatro per il festival &#039;Beckett&amp;Puppet&#039;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2006 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centenario Samuel Beckett]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1622-samuel-beckett-trieste-tra-cinema-e-teatro-per-il-festival-beckettpuppet.html">Samuel Beckett. Trieste tra cinema e teatro per il festival &#039;Beckett&amp;Puppet&#039;</a></p><p>Un&#8217;originale ricognizione visiva dell&#8217;opera di Samuel Beckett,&#160;si apre oggi a Trieste fino a giovedì 19 ottobre, nell&#8217;ambito del Beckett &#38; Puppet&#160;Festival. &#8220;Visioni immagini sguardi di/da/con Samuel Beckett&#8221;, a cura dell&#8217;Associazione Alpe Adria Cinema e Bonawentura/Teatro Miela. Si tratta di 19 drammi teatrali di Samuel Beckett, che registi cinematografici noti a livello internazionale, come Atom Egoyan, [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1622-samuel-beckett-trieste-tra-cinema-e-teatro-per-il-festival-beckettpuppet.html">Samuel Beckett. Trieste tra cinema e teatro per il festival &#039;Beckett&amp;Puppet&#039;</a></p><p>
<p>Un&#8217;originale ricognizione visiva dell&#8217;opera di Samuel Beckett,&nbsp;si apre oggi a Trieste fino a giovedì 19 ottobre, nell&#8217;ambito del Beckett &amp; Puppet&nbsp;Festival. &#8220;Visioni immagini sguardi di/da/con Samuel Beckett&#8221;, a cura dell&#8217;Associazione Alpe Adria Cinema e Bonawentura/Teatro Miela.</p>
<p>Si tratta di 19 drammi teatrali di Samuel Beckett, che registi cinematografici noti a livello internazionale, come Atom Egoyan, Patricia Rozema, Neil Jordan, Anthony Minghella, Karel Reisz e Richard Eyre, e registi irlandesi emergenti, come Damien O¨Donnell, Conor McPherson, Enda Hughes, Kieron J. Walsh, John Crowley, hanno trasferito sullo schermo attenendosi meticolosamente alle istruzioni teatrali dell&#8217;autore.</p>
<p>Oggi 16 ottobre e domani due spettacoli beckettiani saranno proposti sul palcoscenico del Teatro Miela: &#8216;Beckett Box&#8217;, della Compagnia Teatropersona diretta da Alessandro Serra, che ha vinto il concorso teatrale &#8220;Beckett&amp;Puppet 2006&#8243;, e &#8220;One reel&#8221; della compagnia Zaches di Scandicci (Firenze), progetto segnalato al concorso &#8220;Beckett&amp;Puppet&#8221;, per la regia di Aleksej Merkushev, con Samuele Mariotti, Luana Gramegna, Costanza Givone.</p>
<p>&#8220;Abbiamo affollato lo spazio di oggetti impunemente depredati dalle opere di Beckett &#8211; spiega Serra a proposito di &#8216;Beckett Box&#8217; &#8211; disperdendone inizialmente i rapporti congeniti con gli altri elementi scenici. Tutti gli oggetti in Beckett possiedono una vita propria, non stanno lì per caso, essi agiscono. In questo senso risulta ridicolo investigare i loro significati concettuali. Trattare i personaggi beckettiani come oggetti e non come personaggi&nbsp;è stato il secondo lavoro: emanciparsi dall&#8217;imbarazzante interpretazione del personaggio, la pretesa attoriale di tradurre supposti stati emotivi con presunti equivalenti mimici e vocali&#8221;. </p>
<p>&#8216;One reel&#8217;, invece, è uno spettacolo senza parole, i protagonisti sono maschere con visi grotteschi, personaggi surreali e ridicoli ma allo stesso tempo tragici. Nella loro vita fatta di niente, in cui tutto&nbsp;è finzione, ogni spettatore può riconoscere la realtà che lo circonda. Le parole, che in Beckett perdono la loro funzione primaria di comunicazione, sono sostituite da gesti.</p></p>
<p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Beckett Puppet Festival 2006. Burattini Beckettiani</title>
		<link>http://www.irlandaonline.com/news/1621-beckett-puppet-festival-2006-burattini-beckettiani.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1621-beckett-puppet-festival-2006-burattini-beckettiani.html">Beckett Puppet Festival 2006. Burattini Beckettiani</a></p><p>Sabato 14 e domenica 15 ottobre, all&#8217;Auditorium di Gorizia,&#160;omaggio allo scrittore irlandese,&#160;&#8217;Beckett e il teatro di Figura&#8217;, con relazioni e comunicazioni del traduttore e poeta Gabriele Frasca, del critico e scrittore Alfonso Cipolla, dell&#8217;artista irlandese John McCormick, del critico sloveno Edvard Majaron, del docente e scrittore Luca Scarlini, e di Ana Alvarado, Fernando Marchiori, Marisa [...]</p></p><p><a href="http://www.irlandaonline.com">IrlandaOnline.com</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.irlandaonline.com/news/1621-beckett-puppet-festival-2006-burattini-beckettiani.html">Beckett Puppet Festival 2006. Burattini Beckettiani</a></p><p>Sabato 14 e domenica 15 ottobre, all&#8217;Auditorium di Gorizia,&nbsp;omaggio allo scrittore irlandese,&nbsp;&#8217;Beckett e il teatro di Figura&#8217;, con relazioni e comunicazioni del traduttore e poeta Gabriele Frasca, del critico e scrittore Alfonso Cipolla, dell&#8217;artista irlandese John McCormick, del critico sloveno Edvard Majaron, del docente e scrittore Luca Scarlini, e di Ana Alvarado, Fernando Marchiori, Marisa Sestito, Alessandro Serra, Roberto Canziani, con una tavola rotonda alla quale prenderanno parte Dino Arru, Cesi Barazzi, Daniel Blanga Gubbay, Antonella Caruzzi, Alfonso Cipolla, Gianni Franceschini, Costanza Givone, Luana Gramigna, Bruno Leone, Fernando Marchiori, Gaspare Nasuto, Paolo Ruffini, Alessandro Serra e altri artisti e critici presenti al festival. <br />Mentre al Teatro Miela di Trieste, dal 16 al 19 ottobre, sarà di scena la rassegna di cinema e video &#8216;Visioni Immagini Sguardi di/da/con Samuel Beckett&#8217;, un&#8217;originale ricognizione visiva dell&#8217;opera del drammaturgo irlandese, con una selezione di registi cinematografici noti a livello internazionale, come Atom Egoyan, Patricia Rozema, Neil Jordan, Anthony Minghella, Karel Reisz e Richard Eyre, e registi irlandesi emergenti, come Damien O&#8217;Donnell, Conor McPherson, Enda Hughes, Kieron J. Walsh, John Crowley.</p>
<p>Complessivamente, 19 drammi teatrali di Samuel Beckett trasposti sullo schermo, in cui i registi si sono attenuti meticolosamente alle istruzioni teatrali dell&#8217;autore, lavorando in chiave personale solo all&#8217;interno di questi confini. </p>
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