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Governo chiude ambasciata presso Santa Sede

La rottura c’è, Dublino chiude con il Vaticano e nonostante le proteste dei vescovi dell’isola, la cattolicissima isola lascia la Curia Romana. Ma tutti rassicurano che non c’è l’ombra della pedofilia dietro questa scelta, è solo un problema di crisi e di costi.

Ricordiamo gli scandali sulla pedofilia di questi ultimi mesi che hanno animato i dibattiti nel paese e nel resto del mondo, sul ruolo di questi preti che pur macchiandosi in maniera indelebile di peccati atroci restano spesso al proprio posto o vengono spostati ma non processati secondo le leggi dello Stato. Una denuncia che il Premier Enda Kenny aveva rivolto senza mezzi termini direttamente a Roma.

Ma il governo fa sapere che la chiusura della sede irlandese (così come quella in Iran e a Timor Est) è dovuta esclusivamente ad un problema di tagli che l’esecutivo intende rispettare per rispondere positivamente agli obiettivi del programma dell’Ue e dell’Fmi.
 

Reazioni

Per il Vaticano ha risposto Padre Federico Lombardi, “La Santa Sede prende atto della decisione irlandese”.

Dall’Irlanda ‘profonda delusione’ è stata espressa dal cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda, che ha dichiarato: “Per la prima volta da quando sono stati stabiliti rapporti diplomatici tra i due Stati nel 1929, non ci sarà un ambasciatore accreditato presso la Santa Sede”.
 

Higgins ricuce lo strappo con la Santa Sede

Il Presidente dell’Irlanda, Michael D. Higgins, ha definito ‘buone’ le relazioni diplomatiche tra l’Irlanda e la Santa Sede. E’ quanto sarebbe emerso da un incontro tra il nuovo nunzio apostolico a Dublino, mons. Charles John Brown e Higgins, avvenuto lo scorso 16 febbraio. Almeno così riporta l’Osservatorio romano, che aggiunge: “Il Presidente avrebbe chiesto a Brown di comunicare al Papa un saluto da parte sua e di tutto il popolo irlandese”.

L’anno scorso il governo di Dublino, aveva maturato la decisione irrevocabile, almeno per il momento, di chiudere la propria ambasciata presso la Santa Sede di Roma, dopo gli scandali sessuali che hanno coinvolto il clero irlandese e la relativa polemica sulla copertura sistematicamente osannata dal Vaticano. Chiusura confermata inoltre proprio alla fine di febbraio.

 

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