Moving On, di Catherine Dunne

Moving On, di Catherine Dunne

È un racconto noir, pervaso da un’atmosfera cupa di mistero, ambientato su una splendente isola greca dell’Egeo. Ma è anche la storia di una perdita, e di una rinascita. Di una partenza, e di quanto l’essere outsider – stranieri, differenti – crei distanze e vicinanze imprevedibili.

E’ Moving on (Percorsi Editore), il racconto che Catherine Dunne ha scritto per la seconda edizione del Festival italo-irlandese (Nogarole Rocca e Verona, 3-6 maggio 2012) cedendo gratuitamente i diritti della pubblicazione all’associazione ònoma, organizzatrice del Festival.

Il volume della scrittrice irlandese verrà presentato al pubblico sabato 5 maggio alle 20 nella Chiesa di Santa Maria in Chiavica a Verona (via Santa Maria in Chiavica 7).

In versione bilingue italiano-inglese (con traduzione di Federica Sgaggio e revisione di Ada Arduini), Moving On avrà tiratura limitata di mille copie numerate e sarà disponibile dopo la presentazione pubblica.
La copertina è stata realizzata dal grande artista italiano Domenico Paladino: pittore, scultore e incisore, tra i principali esponenti della Transavanguardia.
Nel corso dell’appuntamento veronese, intitolato “Parole e musica – Incontro con gli autori”, Catherine Dunne, insieme allo scrittore nordirlandese John Lynch e a cinque colleghi dublinesi ospiti del Festival (Anthony Glavin, Niamh MacAlister, Celia de Freine, June Caldwell, Lia Mills) incontreranno i lettori per una serata di chiacchiere, reading (con traduttore) e musica tradizionale irlandese dal vivo con “The Birkin Tree”.

Tratto da Moving On:

“Non sono affari tuoi”, disse quando gli riferii quel che avevo visto. Stava usando il pollice per stendere il colore di fondo sulla tela. Lo applicò in uno strato spesso, poi grattò via l’eccesso con la spatola. Alla fine, arretrò e si mise fermo a guardare da lontano, giudicandone l’effetto.
Mi ci ero abituata: all’attesa, al fatto che non badasse a me. “Tu e io siamo diversi, tutto qua”, disse. “Non parliamo la loro lingua”.

‘It’s not your concern,’ he said, when I told him what I’d seen. He was using his thumb to texture paint onto canvas.
He applied it thickly, then scraped away the excess with his palette knife. Finally, he stood back, judging the effect.
I had grown used to this, to waiting, to his not looking at me. ‘We’re different, that’s all, you and I – we don’t speak the same language they do.’

Il libro è edito da Percorsi Editore, cooperativa di Benevento che destinerà il ricavato all’associazione ònoma. La stampa è a cura della tipografia Auxiliatrix.

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