Racconti d’Irlanda, un libro di Vanessa Marenco

Racconti d’Irlanda

«L’Irlanda può cambiarti la vita. Non importa quanto tempo viaggerai sotto i suoi cieli immensi ed imprevedibili. Ad aspettarti, oltre alle sue scogliere a picco sull’oceano, ci sarà molto di più. T

i accoglierà una nazione meravigliosa, trasformata dai cambiamenti sociali, economici e politici degli ultimi anni. Qui, il grigio delle pietre del Burren abbraccia i murales di Belfast. La vita e la morte s’incontrano in una pinta di scura. Scoprirai che l’esotismo si può nascondere anche nei pigiami, e che i monaci benedettini amano giocare a rugby.

Ti sentirai un pirata vagabondo, con gli occhi rivolti verso le stelle attraverso un enorme telescopio che, quasi per magia, troverai in un giardino segreto». Questi racconti nascono da storie vere vissute da Vanessa Marenco. Otto anni di vita irlandese, “dall’altra parte” della strada, su una Punto nera scassata.

 

«Racconti d’Irlanda è una lettera d’amore per una nazione che ho visto cambiare nel corso degli anni. L’Isola mi ha migliorato la vita e mi ha donato possibilità che, in quei precisi momenti, l’Italia forse non mi avrebbe potuto dare. Il libro è anche una professione di entusiasmo nella vita all’estero. Fai fatica con la lingua, almeno all’inizio, ma ti impegni e le cose cambiano, ed impari valori e Tradizioni che altrimenti ti sarebbero precluse. Il mio libro racconta di quotidiani e grandi cambiamenti. Ad esempio imparare a guidare “dall’altra parte della strada”, oppure il confrontarsi con vicende storiche complesse come quelle dell’Ulster. Per me, questa lunga esperienza irlandese è stato il dono di una, due, tre, mille vite differenti che mi hanno cambiata per sempre. In inglese, si parla di inbetweenness: un po’ paradossalmente, io dentro sarò sempre un po’ italiana, ed un po’ irlandese», racconta l’autrice.

Qualche frase tratta dal libro dei Racconti

«I bambini sono stati indubbiamente i maestri più spietati: mi correggevano l’accento, la grammatica, la sintassi senza paura d’essere maleducati. Il più tenace di tutti è stato Colin, che ora ha quasi vent’anni. Lo considero come un fratello minore, ma che non sopportava che io non pronunciassi il suo nome in modo corretto, oppure che non sapessi cos’era un banana sandwich. La sua frase preferita era “I am not sure I know what you mean”. Era un killer senza cuore che però nel giro di un paio di settimane riuscì a insegnarmi, suo malgrado, molto di più di quanto era riportato in quell’ostile libro di grammatica contro cui sbattevo da anni».

«Le convenzioni che regolavano le uscite con gli amici e i nuovi colleghi del lavoro erano completamente diverse da quelle a cui ero abituata in Italia. Variava tutto. I pub, centri essenziali della vita irlandese, prendevano il posto dei nostri bar e avevano orari di apertura più ridotti. La morte, la vita, le sconfitte e le vittorie vengono celebrate in maniera equamente passionale in questi luoghi: varia la struttura del locale, varia indubbiamente il tipo di clientela, ma stabile rimane la loro natura tollerante e famigliare».

«Molti viaggiatori arrivano in Irlanda per la musica tradizionale. I violini, i bodhrán, le gighe, i reel. Solitamente, l’immaginario collettivo piazza questi elementi nella cornice di un pub. I cantanti irlandesi in generale raccontano di emigranti dal cuore spezzato, di malinconia per le coste del Kerry, dei campi di Athenry. A Limerick le cose in fatto di musica vanno diversamente. Ci sono, ad esempio, i Rubberbandits».

Chi è Vanessa Marenco?

Vanessa Marenco nasce in Liguria nel 1980. Dopo la laurea in lingue e letterature straniere a Torino, parte per l’Irlanda, paese che vive e ama per quasi 9 anni. Ha viaggiato, zaino in spalla, in molti paesi dell’Asia Centrale, in Medio Oriente ed in Groenlandia. Ad accompagnarla nelle sue esplorazioni la sua fidata Nikon e un taccuino. Alla fine del 2013 crea il suo sito di racconti e fotografia di viaggio, www.skandorinasdiary.com, che cura in italiano ed in inglese. Da febbraio 2016 collabora con la rivista online Latitudes Life. Vive a Torino.

 

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