Libertà di stampa. Scende l’Irlanda, l’Italia sale al 52esimo posto

Libertà di stampa. Scende l’Irlanda, l’Italia sale

L’Irlanda scende dal nono al quattordicesimo posto, mentre l’Italia sale di venticinque posizioni assestandosi al 52esimo. Una rimonta incredibile dovuta all’assoluzione di un gruppo di giornalisti coinvolti nel caso Vatileaks II.

Sono queste le stime sulla libertà di stampa 2017 diffuse da Freedom Index. Un quadro preoccupante che fa emergere come la copertura mediatica sia sempre più concentrata nelle mani di poche persone. Paesi nordici come Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca occupano i primi quattro posti. Seguono Olanda, Costa Rica, Svizzera, Giamaica, Belgio e Islanda.

Da segnalare la discesa del Regno Unito e degli Stati Uniti d’America, rispettivamente al 40esimo e al 43esimo posto.
 

Libertà di stampa. Ecco la classifica 2017 di Freedom Index

A tenere sotto scacco la libertà di stampa, e la conseguente retrocessione di paesi come Regno Unito e America, ci sarebbero le elezioni di Donald Trump e il referendum britannico sulla Brexit. Grande sconfitta la Corea del Nord, “che continua a tenere la popolazione nell’ignoranza e nel terrore”, si legge nel comunicato dell’Organizzazione, l’Eritrea, la Cina, la Siria e il Turkmenistan. Tra i paesi che perdono posizione c’è anche la Polonia (54esima) e la Turchia, che perde quattro posizioni fermandosi al 155esimo posto. Complice il referendum costituzione voluto dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che ha “decisamente virato verso un regime autoritario e fatto diventare la Turchia la più grande prigione dei media”, riferisce Reporters sans frontières. Bene le Filippine, che crescono di 11 posizioni (127esimo posto).

La classifica completa stilata da Reporters sans frontières

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