L'uragano Ophelia

Ophelia si abbatte sull’Irlanda: scuole chiuse

In attesa del passaggio di Ophelia, l’Irlanda ha ordinato la chiusura delle scuole, la soppressione della maggioranza dei traghetti di collegamento con la Gran Bretagna, e imposto il divieto di circolazione a ciclisti e motociclisti.

L’aeroporto di Dublino e Shannon hanno invitato i passeggeri a informarsi sui voli prima di mettersi in viaggio, mentre lo scalo di Cork ha già annunciato possibili cancellazioni. Al momento dell’impatto, l’uragano Ophelia, il più potente ad essersi mai diretto verso la parte orientale dell’Atlantico, potrebbe declassarsi a tempesta post-tropicale con venti che potrebbero raggiungere i 140 chilometri orari.

Nonostante il calo di potenza durante l’attraversamento delle acque più fredde dell’Atlantico, avvicinandosi verso le coste occidentali dell’Irlanda e il nord del Regno Unito, Ophelia si presenterà con un carico di raffiche violente, piogge battenti e venti che potrebbero anche innescare allagamenti.

Il picco è atteso tra le 16 e le 23 ora italiana, quando Ophelia potrebbe trasformarsi “in un potente ciclone post-tropicale con venti della forza di un uragano”. Timori confermati dal meteorologo Luke Miall, che ha parlato di venti pari agli uragani, con violente piogge, raffiche e turbolenze e dal servizio meteorologico irlandese ha elevato il livello di allerta da arancione a rosso, il massimo, per tutto il paese e avvertito la popolazione di “potenziali rischi per la vita”. Mentre il meteorologo Alex Burkhill, citato dall’London Evening standard, non esclude che, al contatto con la terra, l’uragano possa “indebolirsi” e “ridursi a tempesta extratropicale”.

Nel frattempo, in Irlanda è stato convocato un comitato d’emergenza nazionale incaricato di assumere misure precauzionali. Dopo il passaggio di Ophelia ci potrebbero essere conseguenze drastiche che riguarderebbero i servizi essenziali come: danni alle linee elettriche, interruzioni ai trasporti e alle reti di telefonia mobile, alberi sradicati o tetti scoperchiati, con il conseguente rischio di detriti proiettati qua e là. Un evento che sfortunatamente richiama alla mente il ‘Great Storm’ dell’ottobre 1987 – 30 anni fa esatti -, quando una violenta perturbazione atlantica toccò le coste di vari paesi del Vecchio Continente. Il Regno Unito riportò danni per un miliardo di vecchie sterline e un bilancio di 18 vittime su 22 morti complessivi.

Ophelia ha superato le Azzorre senza provocare danni

Ophelia ha superato le Azzorre – senza causare danni – ed è sceso da categoria 3 a 1 (su un massimo di 5 della scala Saffir-Simpson) con venti a 140 km/h. Secondo i centri di monitoraggio, l’uragano si muoverebbe in direzione dell’area di Mizen Head, punta estrema sud-orientale dell’Irlanda.

I dati, però, sono in evoluzione e la perturbazione vista dal satellite è preoccupante tanto che nelle diverse contee irlandesi, soprattutto quelle settentrionali, è scattato lo stato di allerta rosso. Il massimo livello. Ma se l’Ulster è in allarme, la Gran Bretagna non ha aggiornato lo stato d’allerta.

Secondo il centro statunitense per gli uragani, Ophelia potrebbe portare dai 50 ai 70 millimetri di pioggia sull’Irlanda occidentale e in Scozia, con alluvioni e onde “alte e distruttive” sulla costa. “Forze di difesa in corso di dispiegamento nelle aree di massima allerta – ha twittato il primo ministro irlandese Leo Varadkar – pronte ad agire”.

 

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