Irlanda è un paese di narratori: sei romanzi lo raccontano

L’Irlanda è un paese di narratori

L’arte della narrazione è fortemente radicata nella cultura irlandese. Con una dote innata nel rendere un’immagine vivida tramite l’uso della prosa e una storia sociale e politica ricca ed interessante, non c’è da stupirsi che alcuni dei più celebri scrittori provengano dall’Irlanda.

Da Oscar Wilde e W.B. Yeats fino ai più moderni Marian Keyes e Cecilia Ahern, l’Isola di Smeraldo ha dato i natali a diversi grandi scrittori.

Per celebrare questo paese di narratori, sono stati presi in considerazione sei romanzi irlandesi emblematici del 20° secolo e ne sono state rielaborate le copertine da Radissonblu, dando un aspetto che richiamasse il 21° secolo. Questa raccolta analizza alcune delle più famose fiction irlandesi e rende queste accattivanti e avvincenti storie quanto più recenti attraverso una rappresentazione moderna e minimalista.
 

Ridefinizione dei classici irlandesi

Con questa serie di immagini, si è voluto catturare l’essenza di alcune storie iconiche, restando fedeli all’argomento ed emancipando i personaggi principali dove fosse possibile. Eseguendo una modifica visiva, abbiamo modernizzato le copertine e le abbiamo rese interessanti per i lettori odierni. Abbiamo utilizzato elementi grafici isolati per raccontare ogni storia avvincente senza rivelare troppo. Proprio per questo motivo tonalità accese, piccole variazioni e trame consistenti conferiscono una sensazione contemporanea. Per i titoli, un carattere pulito e senza grazie (cioè un carattere che non ha tratti terminali) combacia con gli elementi visivi ordinati.
 

Sei romanzi

  • A Portrait of an Artist as a Young Man (Ritratto dell’artista da giovane) di James Joyce è considerato uno dei romanzi più significativi del ventesimo secolo: un “flusso di coscienza” che fu adottato da molti autori moderni. Un ritratto di un artista e una storia semi-autobiografica ispirata dall’evoluzione dello scrittore all’età adulta e alla ribellione contro le convenzioni cattoliche e irlandesi.
  • Molloy in diversi formati di Samuel Beckett, drammaturgo irlandese, è stato fortemente ispirato dallo stile di Joyce. Beckett ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1969 ed è considerato uno dei migliori scrittori del XX secolo. Molloy è suddiviso in due parti e sembra raccontare la storia di due personaggi principali: l’omonimo Molloy, un vagabondo indolente in un viaggio folle, e Moran, un detective cupo incaricato di rintracciarlo. Bizzarro e talvolta cupo, la narrazione dei 2 uomini inizia a sembrare simile, portando i lettori a credere che i 2 personaggi siano, di fatto, 2 diverse personalità nella stessa persona.
  • The Last September di Elizabeth Bowen (L’ultimo settembre) ha visto un aumento dei cosiddetti romanzi della “Big House” nella letteratura irlandese. Ambientato nelle grandiose dimore dell’aristocrazia anglo-irlandese, questi romanzi hanno esaminato la scomparsa di queste proprietà durante il periodo rivoluzionario irlandese. Lo scorso settembre di Elizabeth Bowen si concentra su una di queste proprietà, Danielstown, e i suoi abitanti mentre cercano di preoccuparsi con sottigliezze sociali frivole in tempi difficili. Ispirato alle estati che Bowen ha trascorso nella storica casa di campagna della sua famiglia a Kildorrery, The Last September è un racconto personale e realistico.
  • The Book of Evidence di John Banville è basato sul vero caso di vita di Malcom Edward MacArthur e si concentra su Freddie Montgomery, un narratore inaffidabile che torna in Irlanda dopo diversi anni di distanza cercando denaro per pagare un debito acquisito all’estero. Con sua grande sorpresa, sua madre ha venduto la collezione d’arte della famiglia e, nel tentativo di reclamarlo, si ritrova coinvolto in ogni sorta di problemi, tra cui uccidere una cameriera e nascondersi a casa di un amico di famiglia. The Book of Evidence ha vinto il premio Guinness Peat Aviation irlandese nel 1989 ed è stato selezionato per il Booker Prize.
  • Le ragazze del paese (Country Girl) di Edna O’Brien: il romanzo d’esordio di Edna è una classica storia di formazione irlandese ambientata negli anni ’50, dopo la seconda guerra mondiale. Due giovani amici lasciano la scuola del convento nella campagna irlandese e intraprendono un viaggio nella grande città dove imparano la vita, l’amore e il sesso. Le Country Girls sono state bandite dai censori irlandesi a causa del loro contenuto sessuale, ma in questo periodo è stata annunciata per aver infranto il silenzio su questioni sessuali e questioni sociali in Irlanda.
  • The Wig My Father Wore di Enne Enright è stato pubblicato nel 1995. Il romanzo esplora l’amore, le relazioni e un tema che vediamo molto nella letteratura irlandese – la religione. Il romanzo è narrato da Grace, una sventurata giovane donna ossessionata dall’orribile parrucchino che indossa suo padre. Grace, sfortunata innamorata e stufo della sua famiglia, è visitata da un angelo, Stephen, che è stato mandato sulla terra per salvare le anime perse. Questo libro splendidamente scritto di Anne Enright (vincitore del Premio Man Booker per The Gathering nel 2007) è emotivo e surreale e merita sicuramente una lettura.

 

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