Gosford Castle

Vendesi castello di Game of Thrones

Il Gosford Castle è in vendita per 500mila sterline. Reso celebre durante la terza stagione di Game of Thrones, residenza dei Tully, conosciuta come il Delta delle Acque, la fortezza si trova lungo Mullaghbrack Road nel villaggio di Markethill, nella Contea di Armagh.

Nel 2006 il castello fu acquistato da Gosford Castle Development Limited che avanzò una proposta di 4 milioni di sterline per ripristinare il precedente edificio e trasformarlo in residenze di lusso. Il restauro è stato intrapreso da artigiani con particolare attenzione al mantenimento del carattere e dell’integrità storica del castello: uno dei più grandi tra i castelli irlandesi.

Ciò che rende particolare il Gosford Castle sono le scale e i soffitti a volta e le diverse combinazioni di colori originali che sono stati ripristinati laddove è stato possibile.

 

Appartamenti

Una porzione del Gosford Castle in vendita è stata parzialmente restaurata allo scopo di convertire lo spazio in sei appartamenti di lusso, ciascuno mediamente di 3500 m².

  • The Inner Bailey, da 5 posti letto
  • La grande sala, da 3 posti letto
  • La vecchia fortezza, da 5 posti letto
  • La sala da pranzo, da 3 posti letto
  • L’ala della biblioteca, da 3 posti letto
  • La torre rotonda, da 5 posti letto

 

Storia della tenuta

Costruito a metà del 1800 dal secondo conte di Gosford, Archibald Acheson, il castello di Gosford è un edificio di interesse storico occupato dai conti di Gosford fino al 1921. La progettazione in stile Norman Revival va attribuita all’architetto londinese Thomas Hopper.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il castello fu requisito e utilizzato per ospitare truppe e un campo di prigionieri. A seguito della guerra, gli Achesons vendettero il Castello al Ministero dell’Agricoltura che consacrò, nel 1986, la Gosford Forest Park come prima foresta di conservazione dell’Irlanda del Nord. Successivamente, il castello ricadde in uso militare durante I Troubles prima di essere convertito in hotel nel 1983.

 

Altre risorse