I murales di Derry sono l'emblema di un passato burrascoso fatto di stragi di innocenti e di fazioni unioniste e nazionaliste contrapposte.

I celebri murales di Derry, noti come Derry Murals, sono l’emblema di un passato burrascoso fatto di stragi di innocenti e di fazioni unioniste e nazionaliste che negli anni si sono date battaglia.

I murals sono il volto di una città che ora in qualche modo si è lasciata anni bui alle spalle. Seppur ogni tanto ritornano rivendicazioni superate dagli accordi di pace, i murali sono la testimonianza storica di una realtà divenuta arte. I murales di Derry rappresentano la violenza settaria e il grido popolare al riconoscimento dei diritti civili in Irlanda del Nord, durante il periodo dei Troubles. Ossia, durante i 30 anni di lotta armata che ha seminato oltre tremila morti.

Sono tante le pagine di storia che raccontano la città di Derry, così come Belfast. Si tratta dei centri urbani che più hanno vissuto anni di violenze e stragi. Lo raccontano i murales di Londonderry nei quartieri di Creggan, situato sopra la collina, oppure la zona cattolica a sud nota come Brandywell, o l’area residenziale di Rosemount, a nord. I ricordi riaffiorano nella città vecchia e al Foyle. Merita assolutamente una visita, lo storico quartiere protestante Fountain Street. Zona povera così come quella della fazione avversaria: il Bogside da non perdere assolutamente. La maggioranza dei protestanti risiedono al di là del fiume Foyle, nel quartiere denominato Waterside.

Murales nel quartiere Bogside

Nel Bogside si è consumata una delle più grandi tragedie del periodo dei Troubles, conosciuta come la Domenica di sangue. Il 30 gennaio 1972, 13 civili furono uccisi dai paracadutisti dell’esercito britannico durante il Bloody Sunday. Il contributo di queste opere si rifanno agli artisti che a vario titolo hanno apportato il proprio contribuito alla causa, sia essa lealista sia essa repubblicana. Più nel dettaglio nel Bogside, quartiere cattolico, i disegnatori sono chiamati con la’ppellativo di The Bogside Artists e sono Tom Kelly, suo fratello William e Kevin Hasson.

Dietro al celebre muro ‘You are now entering Free Derry‘, un totem che annuncia l’ingresso nel quartiere cattolico, ci sono i Derry Murals dipinti sugli edifici. Quello che oggi sembra un tranquillo ingresso circondato di verde e murales fu luogo di dure battaglia che videro contrapporsi giovani antagonisti contro le forze britanniche. I militari presidiavano o cercarono di presidiare una zona che divenne off-limits per loro. “Free Derry” rappresenta un’area liberata dove nessun militare britannico doveva e poteva mettere piede. È in questo clima di tensione che si consumarono gli scontri e i morti furono inevitabili. Tornando alle opere che esaltano figure esistite o immaginarie, su Rossvile Street i murales sulla causa sono straordinari: c’è Bernadette Devlin, la pasionara con un megafono in bocca uccisa nello scontro a fuoco tra l’Ira e l’esercito inglese il 6 settembre del 1971; l’uomo con la mitraglietta; il ragazzo con la maschera antigas con una molotov in mano (Petrol Bomber), quest’ultima una delle immagini preferite dagli abitanti locali; il militare britannico con una mazza che sfonda una porta, la prima vittima a Londonderry; Edward Daly, il parroco, che divenne una figura pubblica dopo essere stato fotografato nell’atto di sventolare un fazzoletto macchiato di sangue come una bandiera bianca nel tentativo di scortare il diciassettenne ferito Jackie Duddy; C’è anche una colomba che sta a simboleggiare la pace, lasciandosi alle spalle una scia di sangue. In un nostalgico video ripercorriamo i simboli dei gruppi paramilitari che hanno utilizzato tantissimo i murales per mostrare i muscoli, per intimidire l’avversario per dimostrare la propria forza.

Alcuni quartieri sono stati restaurati e gli edifici abbattuti per costruirne di nuovi. Col passare del tempo i murals di Derry sono andati perduti.

I murales di Londonderry sono testimoni del ricordo indelebile del Sunday Bloody Sunday in Irlanda del Nord. “I can’t believe the news today. I can’t close my eyes and make it go away. How long, How long must we sing this song?”, hanno cantato gli U2 nel ricordo proprio di quella strage del del 30 gennaio 1972. Il teatro dell’orrore avvenne durante una manifestazione nel Bogside, oramai una galleria di quest’arte muraria molto amata dai turisti.