Un itinerario alla scoperta delle località divenute famose per la produzione e commercializzazione, talvolta all'estero, di prodotti tipici.

Itinerario in Irlanda

Un percorso di circa 1500 km da vivere possibilmente in estate e della durata di circa 10 giorni estendibili a due settimane. Un modo per sconoscere l’Irlanda della tradizione di artigianato locale. Avrete modo di passare dai noti negozi moderni e rétro di Dublino e Belfast, alle botteghe degli artigiani che fuori dal tram tram cittadino conservano tradizione e culture passate: dall’oreficeria alla maglieria, passando per le prelibatezze culinarie ai piccoli manufatti tipicamente locali.

Tappe

  • Dublino
  • Dublino – Avoca – Kilkenny
  • Kilkenny – Waterford – Cork
  • Cork – Dingle
  • Dingle
  • Isole Aran
  • Galway – Roundstone – Clifden
  • Clifden – Foxford – Ballina
  • Bellek – Ardara – Portrush
  • Portrush – Dublino

Itinerario di viaggio

Alcune delle tappe sopracitate sono percorribili macinando in una giornata fino a 300 km, altre invece si presentano piuttosto confortevoli con spostamenti non troppo faticosi. Il viaggio immerso nei prodotti tipici andrebbe organizzato, ovviamente, in orari consoni con le aperture dei negozi che generalmente aprono alle 9 e chiudono alle 18. Grandi magazzini potrebbero concedere orari flessibile fino alle 21, così come i centri commerciali e delle volte anche la settimana dal lunedì al venerdì riguarda più i piccoli che i grandi shop.

Giorno 1: Dublino

La capitale è di per sé il luogo più adatto per fare acquisti modaioli e senza grandi spostamenti dal centro. Le vetrine lungo George’s Street Arcade, Castle Market, Clarendon Street, Westbury Mall, e perfino Temple Bar, sono il lasciapassare di shopping, boutique di moda, e firme più o meno famose. A queste vie accostiamo subito Grafton Street e Henry Street più conosciute per lo shopping nei grandi magazzini. Ovviamente per l’artigianato, Dublino si contraddistingue offrendo negozietti, anche minuscoli, magari rintracciabili fra i vicoli di Temple Bar con una oggetti d’arte, manufatti, ceramiche, artigianato stile irlandese, gioielli, bigiotteria e anche cristallerie. Di questo fanno parte anche capi di abbigliamento come cardigan, maglie, guanti e sciarpe.

Giorno 2: Avoca, Kilkenny

Raggiungete la contea di Wicklow conosciuta per i suoi giardini, tra i più amati in Irlanda, le cascate e le valli finite sullo sfondo di set cinematografici. Ma più nello specifico la contea vanta una ricca produzione di artigianato, caratterizzato dal 1723 dai pregiati tessuti di Avoca. Da queste parti si lavorano a mano filati, tessuti e biancheria nel rispetto della traduzione e con produzioni naturali e rispettose delle antiche tecniche. A Kilkenny, invece, ci sono i lanifici e le soffierie, con i soffiatori di vetro che mostrano performance uniche e tipiche della tradizione irlandese. Kilkenny è anche una buona meta per riprendere fiato, concedersi un po’ di relax vivendo il centro medievale e magari fare qualche acquisto.

Giorno 3: Waterford, Cork

Waterford è la tappa successiva, una zona molta amata del sud Irlanda ricca di bellezze da visitare e vivere. Il prodotto che ha reso celebre Waterford è il cristallo, tipico del posto, datato 1738, conosciuto nel mondo perché fabbricato sottile. Dal clima mite, i paesaggi variano moltissimo offrendo zone montuose, contrapposte da villaggi
marinari, carichi di spiagge e baie che delimitano centri urbani pittoreschi e caratteristici. In un raggio di 32 Km, leggermente nell’entroterra, nella Nire Valley, si snodano Ballymacarbry, Cappoquin e Lismore. Scendendo ancora si arriva a Cork, la capitale del sud Irlanda che regala whisky. In particolare in zona c’è la distilleria  Jameson. La visita è un modo per conoscere la produzione di whisky, in attività dal 1780, con la possibilità di fare degli assaggi o acquistare una bottiglia.

Giorno 4: Dingle

Il viaggio può continuare attraverso il Ring of Kerry e in particolare nella penisola di Dingle, dove oltre a trovare una natura presente, fino troppo via nella baia di Dingle, si possono conoscere le arti dell’oreficeria. Si dice che da queste parti si lavori la pietra di 188 milioni di anni fa. Brian de Staic è il riferimento all’oreficeria di matrice celtica, fatta di artigianato, riproduzioni di antichi gioielli celtici, ispirati alle meraviglie del passato. Oltre ai gioielli da indossare c’è la ceramica di Louis Mulcahy’s Pottery, a Ballyferriter, a considerarsi un vero prodotto tipico dell’isola.

Giorno 5: Isole Aran

Una volta sulla costa ovest non si può fare a meno di visitare le Cliffs of Moher, prima di salire su un traghetto con destinazione le tre isole Aran. Tra i prodotti artigianali tipici, e tra i più famosi d’Irlanda, ci sono i maglioni di lana. Ma non solo, con la stessa lana cerata sono prodotti tantissimi capi d’abbigliamento e accessori. Originariamente concepiti per i pescatori delle isole, questi maglioni hanno subito una evoluzione notevole fino ad arrivare sugli scaffali di mezzo mondo: costosi ebbero in passato il compito di essere una vera e propria divisa per i pescatori, decorati con dei simboli che ne avrebbero distinto l’appartenenza in caso di naufragio.

Giorno 6: Galway, Roundstone, Clifden

Il villaggio di Galway è un posto incantevole, famoso per l’Oyster Festival e tra i più amati dell’isola, e custodisce l’antica arte della fabbricazione del Claddagh Ring, l’anello di fidanzamento irlandese. L’origine del famoso cimelio riconduce in un minuscolo centro di pescatori situato proprio sulla Baia di Galway. Nelle vicinanze ci sono Roundstone e Clifden. Il primo si affaccia sul mare ed è caratterizzato dalla produzione di Bodhrans, il tipico strumento della musica tradizionale. A Roundstone, tra l’altro, vive un artigiano famoso che si chiama Malachy Kearns. Clifden, invece, è patria di botteghe che commerciano esemplari di gioielleria celtica.

Giorno 7: Foxford, Ballina

Restando in tema strumenti musicali, per le arpe fate riferimento al villaggio di Claremorris. A Foxford, nella Contea di Mayo, potrete trovare un altro importante lanificio, probabilmente il più antico d’Irlanda. Il Foxford Woollen Mills offre un’esperienza unica nel suo genere e di acquisto delle famose coperte di tweed e plaid. Sempre restando nella contea, va nominata Ballina, patria del salmone. È inutile dire che il piatto è ambito e offerte da tutti i pub della città. Visitate i ristorantini nella zona del porto fluviale, ai Doks. Gli amanti della pesca potranno partecipare anche alla stagione del salmone, tra febbraio e settembre, altrimenti passate da queste parti a luglio in concomitanza con il Ballina Salmon Festival.

Giorno 8: Bellek, Ardara, Portrush

Per le ceramiche irlandesi l’indirizzo giusto è Belleek, un posto incantevole d’Irlanda, nei pressi della valle dell’Erne, rinomato per le sue creazioni. In particolare lo stile di lavorazione a mano richiama ai successi del fondatore John Caldwell Bloomfield, che dopo una vita in cui fece tutt’altro decise di fondare la Belleek Pottery negli anni ’50 dell’Ottocento. L’industria tessile, invece, trova il suo apice ad Adara, nel Donegal con il pregiato tweed. Le realizzazioni sono molteplici e riguardano capi di abbigliamento e accessori realizzati attraverso manuali lavori di tessitura. Per completare la visita ai prodotti tipici dell’Irlanda, nella vicina Portrush, situata sulla costa di Antrim, potrete fare una sosta a Bushmills, villaggio omonimo che ospita la più vecchia distilleria nel mondo, risalente addirittura al 1608 quando re
Giacomo I rilasciò ufficialmente la licenza. Un viaggio alla scoperta della distillazione e conservazioni e i segreti di un percorso che rende unico un prodotto eccellente esportato il tutto il mondo.

Giorno 9: Dublino

Sembra quasi inutile ripetere quale sia la tappa più importante: la fabbrica-museo che tra le sue mura racchiude il “mondo Guinness”: la Guinness Store House.

La casa, ultimata nel 1904, fu costruita seguente uno stile ben delineato in accordo con i progettisti. Il cuore della struttura, ovvero la parte interna, rappresenta la forma di una pinta che dall’ingresso cresce fino al Gravity Bar, al settimo piano. Si dice che: “Se fosse riempita, la gigantesca pinta conterrebbe 14,3 milioni di pinte di
Guinness”. Scoprite tutto quello che c’è da sapere ed eventualmente acquistate un ricordo.