Carrick-a-RedeFoto di hhach, Pixabay

Se cerchi un’esperienza forte, breve e intensa, vieni a provare il Carrick-a-Rede, il celebre ponte di corda lungo 18 metri che attraversa il selvaggio mare della costa di Antrim. Ovviamente, l’attraversamento è sconsigliato a chi soffre di vertigini. Ciò detto, persone con malattie incompatibili con l’attrazione farebbero bene ad accontentarsi di una cartolina di quello che è conosciuto anche con il nome di Rope bridge.

Dopo i doverosi avvertimenti, cerchiamo di scoprire il Carrick-a-Rede e la costa di origine vulcanica sul quale poggia. Documentato dalla presenza di tufo e di cenere, si stima che la formazione di questo tratto costiero derivi dall’estrema violenza delle eruzioni avvenute circa 60 milioni di anni fa. A conferma di quanto affermato, le tracce di basalto e la dolerite, una roccia che erode più lentamente, presente in alcuni tratti della zona.

Situato sopra una gola profonda 30 metri, che collega la terra ferma alla piccolissima isola, Carrick-a-Rede è gestito dalla National Trust. Il passaggio è a pagamento e ogni anno migliaia di visitatori affrontano il ‘brivido’. Solo quando sarete nel mezzo vi renderete conto di essere sospesi sull’oceano. Non abbiate paura, il ponte reggerà il vostro peso. Raggiungetelo facilmente dalle Giant’s Causeway, altra bellezza dell’Irlanda del Nord, assolutamente da non perdere, e dal vicino villaggio di Ballintoy.

Carrick-a-Rede

Carrick-a-Rede: il ponte di corda a picco sull’oceano

La costruzione del Carrick-a-Rede risale al 1784. Il suo scopo è ed è stato in passato quello di raggiungere la vicina isola di Carrick. Stando ai racconti locali, con ogni probabilità, la struttura sarebbe stata realizzata dai pescatori di salmoni. La zona era alquanto strategica per chi operava nel settore. In queste acque, i salmoni atlantici tornavano a deporre le uova.

 

Accesso all’isola

Dopo il passaggio sul Carrick-a-Rede, riprendete fiato e godetevi una visita sull’altra sponda. Gli irlandesi chiamano l’isoletta “The rock in the road”, letteralmente “scoglio nella strada”. Un nomignolo dovuto alla sua posizione geografica. Con il passare del tempo, questo fazzoletto di terra è divenuto celebre per il birdwatching, ossia la pratica di osservazione degli uccelli, considerando il fatto che i pescatori non ci sono più e forse nemmeno i salmoni. La grande pesca sembra soltanto un grande ricordo. Gli abitanti dei villaggi vicini ricordano che nel 1960 venivano pescati ogni giorno almeno 300 animali. Già nel 2012, lo stesso numero è stato raggiunto in un’intera stagione.

 

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