Questione irlandese, ecco il significato

La questione irlandese ha un significato preciso, che si rifà alla lotta per l’autonomia del popolo in Irlanda del Nord. Ancora in parte sotto il controllo di Londra, questi territori hanno subito una lunga colonizzazione britannica dell’Irlanda e la divisione della popolazione in due sezioni: la prima formata da un’ampia maggioranza cattolica, nazionalista e repubblicana, la seconda formata da in una minoranza di ascendenza scozzese e inglese, protestante e unionista. Fino al 1922, il Regno Unito controllava tutta l’Isola irlandese. A seguito di una violenta guerra d’indipendenza, le nove contee, successivamente divenute sei, rimasero sotto il controllo britannico. Le altre 26 formano la Repubblica d’Irlanda, oggi conosciuta come Eire.

La situazione precipitò negli ’70 e ’80 quando i repubblicani irlandesi formarono delle organizzazioni paramilitari. L’Irish Republican Army e i gruppi lealisti si scontrarono duramente, provocando migliaia di morti. Infine giocarono un ruolo fondamentale, anche le condizioni di sudditanza e di miseria, in cui trovavano gli irlandesi cattolici sotto il governo britannico, e la “grande carestia”del 1845-1847, dove morirono più di un milione di persone e centinaia di migliaia emigrarono nel continente americano. Tra i più importanti eventi che segnarono il corso di quegli anni bui, ricordiamo il 30 gennaio 1972, giorno in cui la situazione si infiammò. Paracadutisti britannici uccisero a Derry tredici civili disarmati. Per reazione all’eccidio, passato alla storia come la Domenica di sangue o Bloody Sunday, i nazionalisti si rivoltarono contro l’esercito britannico. In poche parole stiamo parlando del conflitto nordirlandese.

In poche settimane, in seguito al diniego del governo unionista guidato da Brian Faulkner di cedere al governo britannico i poteri relativi a giustizia e ordine pubblico, la questione irlandese si espande. Il parlamento venne sospeso e Londra riprese il governo della provincia (Direct Rule) il 24 marzo 1972. L’apparizione della Provisional IRA (un gruppo di fuoriusciti dall’Official IRA), e la campagna di violenza condotta da gruppi terroristici lealisti quali l’Ulster Defence Association e altri, portò il territorio sull’orlo della guerra civile. Lungo tutti gli anni anni settanta e ottanta, gli estremisti di entrambi gli schieramenti portarono avanti una serie di omicidi, attentati e ferimenti, spesso ai danni di civili innocenti.

Questione irlandese, ecco il significato di un passato burrascoso

Alcuni politici britannici, soprattutto l’ex ministro laburista Tony Benn, furono fautori del ritiro della Gran Bretagna dall’Isola. I vari governi irlandesi espressero tuttavia un forte dissenso, prefigurando il rischio di ulteriori scontri e di esodi di massa dei nazionalisti nelle contee occidentali e dei lealisti verso le contee orientali. La paura più forte era quella di una guerra civile che avrebbe coinvolto anche la Repubblica e la Scozia, che avevano forti legami con le comunità irlandesi.

Irlanda del nord

Un po’ di Storia

Questo territorio ha una storia molto variegata. Dall’essere culla del nazionalismo irlandese, divenne essa stessa la principale area di insediamento dei coloni provenienti dalla Scozia.

Troubles

I Troubles costituiscono un periodo buio nella storia di questo territorio. Degli oltre tremila morti, di cui la metà a Belfast, circa 750 sono stati ufficialmente considerati omicidi settari.

Bandiera

Dal 1972 la Bandiera non esiste. Quella ufficiale è la Union Flag britannica, che identifica tutto il Regno Unito e non solo l’Ulster.

Inno

Come per la bandiera, che non è ufficiale dal 1972, stessa sorte è toccata anche all’Inno. Talvolta sostituito con quello britannico.

 

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