Storie di lotte, subbuglio e tensioni che hanno costretto registi a raccontare l’Irlanda dall’estero. Poi la nascita dell’Irish Film Board.

Cinema e film, set su Cave Hill

La lotta all’indipendenza dalla Gran Bretagna, dall’aprile 1949 Repubblica d’Irlanda, a esclusione dell’Ulster, segna profondamente il cinema. Le rivendicazioni della minoranza cattolica in Irlanda generarono una guerra civile, con devastanti conseguenze sociali. Dalla guerra d’indipendenza al primo governo dello Stato libero d’Irlanda, fino agli anni ’50 quando cinema in Irlanda vantò produzioni di pellicole Usa ambientate in Irlanda. Poi nei Settanta, il cinema fu segnato dal conflitto nordirlandese. Il 1972 fu infatti l’anno della Bloody Sunday dell’inglese Paul Greengrass, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Il 30 gennaio a Derry le truppe britanniche aprirono il fuoco sui civili.

I set cinematografici in Irlanda, per via dei conflitti, furono presidiati da registi Usa con origini irlandesi. La diffusione delle pellicole in Irlanda avvenne nel 1896 con l’apertura di un teatro di varietà di Dublino, lo Star of Erin. La prima proiezione pubblica in Irlanda fu un film dei fratelli Lumière.

Tra il 1910 e il 1912 la statunitense Kalem Company diede una spinta al cinema in Irlanda e fece realizzare a Sidney Olcott, un canadese originario dell’Irlanda, diciassette film di finzione su temi e caratteri d’Irlanda girati nella contea di Kerry, tra cui The lad from old Ireland (1910), The fishermaid of Ballydavid (1911), Ireland the oppressed (1912).

Riassunto

La guerra d’indipendenza non fermò in Irlanda la produzione del cinema. Nonostante, il primo governo dello Stato libero d’Irlanda mise a dura prova la libertà d’espressione, varando nel 1923 il Censorship of Films Act. Diecimila pellicole in Irlanda ne fecero le spese. Nel corso degli anni Trenta e Quaranta in Irlanda furono realizzate numerose opere. Lo statunitense Robert J. Flaherty girò in Irlanda a Inis Mór il celebre documentario Man of Aran (1934). John Ford ambientò in Irlanda The informer (1935), una vicenda di tradimenti nel Sinn Féin.

Anche gli anni ’50 il cinema in Irlanda vantò produzioni di pellicole Usa ambientate in Irlanda. Ford girò The quiet man (1952; Un uomo tranquillo), Douglas Sirk vi ambientò Captain Lightfoot (1955; Il ribelle d’Irlanda), e John Huston girò nella contea di Cork Moby Dick (1956). Nel corso degli anni Settanta, il cinema fu segnato da conflitto nordirlandese. Il 1972 fu infatti l’anno della Bloody Sunday dell’inglese Paul Greengrass, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Il 30 gennaio a Derry le truppe britanniche aprirono il fuoco sui civili.

La nascita dell’Irish Film Board

Negli anni Ottanta in Irlanda fu creato l’Irish Film Board, il primo Ente cinematografico statale. Una risorsa per il cinema e per i tanti artisti emergenti e che portò a numerose iniziative in Irlanda, come ad esempio il Festival del cinema a Dublino. Tra le pellicole del cinema che hanno segnato il tempo ci sono Nel nome del padre di Sheridan girato nel 1993; The boxer (1997); La moglie del soldato, ovvero The crying game diretto da Neil Jordan (1992) e Michael Collins (1996), su due diversi periodi della storia d’Irlanda dell’IRA; O’Connor, con commedie come Circle of friends (1995; Amiche) e Dancing at Lughnasa (1998; Ballando a Lughnasa). Tra i registi i cui film hanno circolato soprattutto in Irlanda vanno ricordati Comerford (High Boot Benny, 1993), Quinn (The bishop’s story, 1994), Black (Korea, 1995), Murphy (Nora, 2000), O’Sullivan (Ordinary decent criminal, 2000, Un perfetto criminale).