L’Irlanda è un paese ricco di allevamenti a pascolo e l’industria ancora oggi garantisce carne irlandese di qualità apprezzata in Italia e nel mondo.

Largamente commercializzata nel nostro paese, proposta nelle migliori bracerie italiane, la carne è garantita qualitativamente dalle moderne tecnologie all’avanguardia che contribuiscono alla crescita di una popolazione bovina sana e numerosa che può giovare di una superficie di 5 milioni di ettari. Al pascolo vivono 122 mila mandrie, per una media di 53 capi per mandria. Per secoli il montone è stato forse la carne irlandese più tipica, le pecore, allevate per la loro lana e per il loro latte, erano sfruttate fino a tarda età e la macellazione di un agnello era riservata alle occasioni speciali. Il montone ha un sapore pronunciato e richiede una lunga cottura, vario è il “repertorio” dei mutton broth (zuppe) e mutton stew (stufati).

Carne di manzo

carne irlandese

Gli allevamenti sono tradizionalmente su scala ridotta e a conduzione familiare, tanto da affidarsi ancora a pratiche antiche, tramandate da generazioni, che permettono di ottenere un vero filetto di manzo irlandese. Con una percentuale di terreni agricoli dedicati al pascolo pari all’80% (contro il 40% della media europea) e un clima influenzato dalla Corrente del Golfo, che porta precipitazioni frequenti e temperature moderate, l’Irlanda garantisce una delle più lunghe stagioni di pascolo. Grazie al suolo calcareo, l’erba ha un contenuto di calcio particolarmente elevato influendo positivamente sul gusto e la consistenza della carne.

Allevamenti

Viaggiare in Irlanda

La carne di manzo proveniente da mandrie di vacche nutrici di razze tradizionali irlandesi, allevate essenzialmente al pascolo. Un sistema di allevamento che consente la formazione, già nei capi giovani, di depositi intramuscolari di grasso di marezzatura. Il prodotto utilizzato per questa preparazione è un filetto di manzo intero, non sgrassato interessato da una frollatura di 21 giorni. I capi di bestiame, nati e allevati nella Repubblica d’Irlanda, sono abbattuti in macelli certificati sul territorio nazionale. Gli allevamenti e la qualità sono assicurati: bovini provenienti da allevamenti irlandesi certificati (EN 45011) e aderenti al Programma di Qualità Assicurata di Bord Bia (Irish Food Board) che assicura tracciabilità e certificazione di tutta la filiera.

  • l’origine del prodotto
  • i metodi di alimentazione naturali
  • la salute dell’animale e i metodi di trasporto
  • la produzione e la trasformazione della carne
  • la rintracciabilità

Piatti di carne famosi

Irish stew è sicuramente uno dei piatti più noti e si tratta di uno spezzatino di montone (ma può anche essere fatto con costine e reni di maiale) con patate e cipolle. Ne esistono svariate varianti: per alcuni l’aggiunta di carote è anatema, per altri, invece, queste sono indispensabili. Tipicamente irlandese è il manzo stufato nella Guinness, così come l’abbinamento del manzo alle ostriche in steak and oyster pie, uno sformato di carne con un coperchio di shortpastry, una pasta simile alla pasta brisé ma meno ricca e più friabile.

La carne irlandese nel mondo

Le esportazioni di carne irlandese (suina) nel 2007 erano pari a 368 milioni di Euro, con 129 mila tonnellate esportate in oltre 40 mercati in tutto il mondo. La Gran Bretagna rimane la destinazione principale con il 56% delle spedizioni, seguita dalla Germania, dalla Russia e dal Giappone. Il giro d’affari complessivo per la carne suina irlandese è valutato in oltre 1 miliardo di Euro. Si tratta di un settore tecnicamente all’avanguardia, altamente efficiente, con 4 impianti di lavorazione che garantiscono il 90% dell’intera produzione.

Il mercato europeo delle carni lavorate è valutato in oltre 13 miliardi di Euro l’anno. L’Irlanda, un produttore eccezionale in tale settore, ha una produzione di carne e pollame lavorati per oltre 850 milioni di Euro, con esportazioni nell’ordine di 400 milioni di Euro. Il pollame lavorato costituisce il 70% delle esportazioni complessive di pollame, con il Regno Unito tra i principali mercati di destinazione.