Patate irlandesi

Fin dal ‘500, le patate irlandesi sono uno degli emblemi della cucina (e della cultura) irlandese. Un bel piatto fumante di tuberi bolliti e conditi con il burro rappresenta forse l’essenza culinaria locale. Inoltre, ci sono tantissimi piatti dove le patate sono l’ingrediente principale. La maggior parte delle volte si tratta di preparazioni molto semplici, come purè con aggiunte di verdure, che richiedono una mano generosa con il burro o la panna. Persino le torte di mele possono contenere tuberi. Ne è un esempio la Potato Apple Cake, inusuale quanto intrigante per i palati più fini.

Da un punto di vista nutrizionale la patata, spesso accompagnata dal latte, fornisce sufficienti carboidrati, proteine e sali minerali per assicurare una dieta relativamente equilibrata.

Patate irlandesi e la grande carestia irlandese

La patata giunse in Irlanda intorno al 1590

Nei successivi 80 anni la coltivazione era limitata ad alcune aree nel Munster. Ben presto, però, i contadini scoprirono che la coltivazione del quantitativo necessario per vivere richiedeva meno terreno rispetto ad altre colture. Inoltre,  rendeva disponibili le aeree per l’allevamento. Dunque, il surplus costituiva anche modesti guadagni. Nel 1750, la patata era ampiamente diffusa anche nelle altre province d’Irlanda.

La Carestia delle patate irlandesi

Dal 1845 al 1850 ci fu una diffusione nelle campagne della peronospora. A seguito di una grave malattia, causata da un fungo infestante, la Phytophthora infestans, i tuberi furono distrutti. Si alternarono periodi di distruzione sistematica del raccolto. Questa carestia, è considerata una delle tragedie più gravi della storia europea. E considerando che la patata era diventato l’alimento base del popolo, la popolazione fu letteralmente decimata. Secondo i dati riportati dal censimento del 1841, l’Irlanda contava poco più di 8 milioni di abitanti, dieci anni dopo nel 1851, si registrò un dato di quasi 6 milioni. Una devastazione totale, che ebbe la sua massima espansione nell’anno 1847, definito appunto “l’anno nero” dove si calcola morirono mezzo milione di persone.

Occorre infine ricordare che il governo britannico, deliberatamente scelse di non intervenire in soccorso della popolazione irlandese, secondo loro infatti, la grande carestia costituiva un fattore di naturale riequilibrio demografico della popolazione.

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