Solo le località Gaeltacht mantengono l’irlandese come prima lingua nelle case e fra la gente: viaggio in Irlanda tra le aree del gaelico.

Gaeltacht

Gaeltacht non è una brutta parola e sta a indicare alcune aree rurali dove le comunità di lingua irlandese sono predominanti. Il Gaeltacht ufficiale si estende in parte delle contee di Donegal, Mayo, Galway e Kerry, oltre ad aree di Cork, Meath e Waterford, incluse sei fra le isole abitate d’Irlanda.


Località Gaeltacht

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Zone Gaeltacht sono particolarmente curiose per i turisti perché luoghi dove non è presente il bilinguismo. Ci si ritrova in un altro “Paese” ed è facile accorgersene dalla segnaletica stradale: non compare il nome inglese — come invece accade in altre zone — al fianco dell’indicazione in gaelico. Il Donegal è tra le zone più rappresentative nell’area geografica del Gaeltacht e probabilmente la più estesa insieme al Kerry e alla penisola di Dingle. Tra le varie zone Gaeltacht più vicine a Dublino citiamo la Contea di Meath, famosa per ospitare l’antica tomba di Newgrange, e Waterford. La più grande regione del Gaeltacht, patria del gaelico, si trova nel Connemara e nelle vicinanze di Galway. In tutti questi posti ritorna sempre una scritta che recita: Céad Mile Fáilte, centomila benvenuti.

Origine e conservazione

Seppur circoscritte le aree Gaeltacht hanno avuto origine durante il processo d’indipendenza dell’Irlanda dalla Gran Bretagna. Nate per difendere la lingua gaelica, le tradizioni e i costumi, queste zone che hanno rifiutato il bilinguismo sono diventate delle bolle in mezzo a comunità bilingue e coinvolgono circa 90 mila persone. Considerando l’uso dell’inglese, predominante in Irlanda, nel corso degli anni si è cercato di salvaguardare le comunità di minoranza gaelica. Negli anni 2000, in particolare, ci fu un’iniziativa del Ministro a sostegno del gaelico e dei luoghi Gaeltacht con la conseguente trasformazione dei segnali stradali da bilingui in lingua gaelica. Ma anche i processi di conservazione del patrimonio Gaeltacht spesso finiscono per essere contestati dalla stessa popolazione locale che teme di non essere riconosciuta dai vacanzieri e dunque di perdere il bene più prezioso: l’afflusso turistico.