Si dice che l’arte di produrre una pinta di Guinness non inizi in una fabbrica di birra, bensì nei campi irlandesi. È in effetti è proprio così.

Un fondo di verità che racconta la straordinaria ascesa di di un’azienda che ogni anno utilizza 90 mila tonnellate del migliore orzo d’Irlanda, che corrisponde al 7% dell’intera produzione nazionale irlandese. In altri termini, ogni anno 4 mila camion carichi di orzo attraversano Saint James’s Gate a Dublino. Se dovessero arrivare tutti insieme si formerebbe una coda di 30 miglia: immaginate che ingorgo stradale.

Per comprendere fino in fondo l’arte della Guinness bisogna fare riferimento al suo fondatore, il celebre Arthur Guinness che a soli 34 anni mise in piedi quella che sarebbe diventata una delle più famose fabbriche di birra al mondo. Giovanissimo, l’imprenditore ideò la stout, ossia la birra nera, riuscendo al contempo nell’impresa di affittare il birrificio a un prezzo davvero conveniente. Sottoscrisse un accordo di 9 mila anni a 45 sterline al mese. Ci credeva davvero: un veggente e lungimirante mastro birraio.

A lui si deve il gusto amaro che lascia al palato la birra Guinness, a lui si deve la riconoscenza per aver amato il proprio lavoro e creduto di fare qualcosa di grande. Lo stesso James Joyce, tanto per definire un riconoscente qualunque, ovviamente scherziamo, definì la nera di Dublino come “L’unica bruna della quale nessuna donna irlandese può immaginarsi gelosa: è una birra sublime”. Cos’altro dire se non facciamo conoscenza con la stout.

Le caratteristiche della Guinness

La birra Guinness si presenta scura. La si percepisce di colore nero, ma in realtà è classificata di colore “Rubino scuro”. Ciò che la contraddistingue è il fatto di essere una birra robusta, al contrario di una birra inglese, una pilsner o birra chiara. Siamo di fronte a una stout, scura, spessa e cremosa. L’iconica pinta nera, servita nel suo altrettanto iconico bicchiere, è già di per sé un successo ulteriormente comprovato dal gusto.

Gli ingredienti

Ingredienti della Guinness

Quel colore nero e il bicchiere affascinante nascondono ingredienti prelibati che rendono la Guinness buona e nutriente.

  • Acqua
  • Orzo maltato
  • Orzo non maltato torrefatto
  • Luppolo
  • Lievito

Eppure c’è un ingrediente segreto che pochi conoscono: l’azoto. Guinness utilizza una miscela di gas azoto/CO2 per spingere la birra attraverso le serpentine piuttosto che solo CO2 come un tradizionale sistema di birra alla spina. È quel gas di azoto la componente che dà alla birra Guinness la sua cremosità. La miscela di gas è composta al 75% di azoto e 25% di CO2. Una scoperta che ha facilitato l’erogazione della birra e che ha creato una sensazione cremosa in bocca, tipica marchiatura delle birre irlandesi.

La tostatura

Tostatura Guinness

La bevanda prende il colore e il sapore tipico dal procedimento di tostatura dell’orzo. Senza orzo, non c’è Guinness. Questi chicchi di cereali al gusto di nocciola è il cuore e l’anima del marchio, sono ciò che rendono speciale il sapore. L’orzo proviene da agricoltori locali, alcuni dei quali coltivano il prodotto appositamente per il birrificio da generazioni. Dal momento in cui l’orzo arriva al birrificio, i birrai attivano il lento processo per maltare. Nei birrifici Guinness, l’orzo viene parzialmente germinato in acqua ed essiccato con aria calda. Una volta maltato, l’orzo è tostato per ottenere una ricca finitura nera. Esattamente a 232 gradi Celsius.

La schiuma

Guinness

La schiuma della Guinness è cremosa. Oltre ad ammirarne la bellezza studiamone la dinamica, in particolare il motivo per il quale resta compatta una volta versata. Complice, come accennavamo poc’anzi di questa cremosità è il processo di spillatura tramite carboazoto anziché esclusivamente anidride carbonica. Questo perché l’azoto non si disperde nel liquido, rendendo la Guinness una birra “ferma”, con meno bollicine, e regalandole quel tocco di schiuma unico.

Il gusto e il sapore

Gusto, sapore e schiuma della Guinness

La Guinness ha inizialmente un sapore umido e latteo, con un gusto influenzato dal modo cui è versata. Sbagliando la spillatura la bevanda potrebbe apparire più acquosa che lattiginosa. Viceversa può assumere, e assume, il sapore tostato (come il caffè) con una forte sapidità di grano scuro. In linea di massima potremmo definirla come una dolcezza maltata e un’amarezza luppolata, con note di caffè e cioccolato.

  • Molto cremosa
  • Bevibile
  • Con un leggero retrogusto di cioccolato e caffè.

Il grado alcolico

Guinness Original presenta una gradazione alcolica pari a 4,2%. Ad ogni modo, per arrivare a più persone possibili, nel tempo l’azienda ha creato diverse varianti riguardanti sia la gradazione alcolica sia il gusto sia la tipologia di contenitore. Ci sono delle varianti che presentano gradazioni alcoliche più importanti, fino ad arrivare alla Guinness Special Export 8%.

Quali sono i diversi tipi di birra Guinness?

Tipi di birra Guinness

Probabilmente non ne abbiamo mai sentito parlare, in realtà esistono in commercio diverse varietà di Guinness. Alcune sono riservate all’esportazione e si possono facilmente reperire nei nostri supermercati.

  • Guinness Extra Stout/Original (4.2°)

  • Guinness Draught (4.2°)

  • Foreign Extra Stout (7.5°)

  • Guinness Special Extra (8°)

Oltre ai vari tipi di birra stout, con sfumature e gradi alcolici differenti, l’azienda produce delle ottime birre bionde e rosse.

  • Dublin Porter (3,8°)
  • West Indies Porter (6°)
  • Golden Ale (4,5°)
  • Hop House 13 Lager (5°)
  • Blonde, American Lager (5°)
  • Nitro Ipa (5,8°)
  • Smooth (5°)
  • Black Lager (4,5°)

Perché c’è la pallina nella lattina di Guinness?

Lattina di Guinness

La Guinness è una birra di tipo stout che, come abbiamo ripetuto in più occasioni, è spillata tramite un processo di azotizzazione. L’abbinamento accattivante di gas azoto e anidride carbonica crea una birra perfettamente bilanciata. Il risultato è così buono che il metodo è replicato su tutte le birre del gruppo. La tecnologia, originariamente progettata per permettere la spillatura al pub, è stata studiata anche per una perfetta mescita della bevanda in lattina. Per questo sono state introdotte nelle latte una pallina bianca che galleggia al suo interno. Il famoso widget utilizza un’ingegnosa capsula riempita di azoto che si gonfia di bolle quando si apre la linguetta ad anello. Il risultato è quello di ottenere una stout perfettamente liscia che inconfondibilmente anche a casa.

Come spillare la Guinness

Guinness è una birra che va servita in due tempi. Anche in Italia, tendenzialmente, i pub rispettano attentamente questo modo di fare la spillatura. Il bicchiere, a forma di campana rovesciata, va riempito per circa i 3/4, avendo cura che il becco dello spillatore tocchi il vetro interno del bicchiere. La fase successiva è il riposo della bevanda per qualche minuto e, una volta posata, si prosegue a riempire il boccale allontanandolo dallo spillatore. Durante questo passaggio si fa più evidente la schiuma cremosa. L’arte di spillare una pinta di Stout non è un gioco da ragazzi e la differenza fra un conoscitore e un barman improvvisato è fin troppo chiara. Inoltre, vogliamo segnalare due cose. In Irlanda, è tipico disegnare sulla schiuma un trifoglio. Il tutto avviene con il becco dello spillatore: simbolo d’Irlanda!

Storia della Guinness

Guinness

Scoprire le origini della Guinness significa ripercorrere in qualche modo la vita di Arthur, l’imprenditore che cominciò a produrre birra nera nella città di Leixlip per poi trasferirsi nella celebre, oramai, fabbrica di St James’s Gate Brewery a Dublino. Correva l’anno 1759. E così quel deposito abbandonato, prenotato per 45 sterline all’anno e successivamente sigillato da un contratto di 9000 anni, il proprietario pareva non credere proprio all’impresa, si è trasformato in quella che oggi conosciamo come la Guinness Storehouse. Una fabbrica, museo, in grado di conservare il passato, di far vivere il presente e con uno sguardo decisamente proiettato verso il futuro.

Ascesa

Arthur ha rapidamente sviluppato un commercio di successo, iniziando ben presto a esportare sul mercato inglese. “Porter”, termine che significa “facchino”, introdusse un nuovo tipo di birra inglese, già inventato a Londra nel 1722 da Ralph Harwood. A differenza delle solite birre si utilizza l’orzo tostato, conferendo alla birra un colore rubino scuro e un aroma ricco. Tra le diverse porter c’è la “West India Porter”, ancora prodotto sotto il nome di Guinness Foreign Extra Stout. Rappresenta il 45% di tutte le a livello globale ed è popolare in Asia, Africa e Caraibi.

Boom economico

Gli affari di Arthur furono trasmessi a suo figlio, Arthur Guinness II, che ne subentrò. L’attività fu trasferita da padre in figlio per cinque successive generazioni. Una dinastia della birra. Negli anni ’30 il St James’s Gate Brewery diventò il più grande birrificio in Irlanda. Il commercio estero fu ampliato e nel 1830 le spedizioni arrivarono a Lisbona (Portogallo), Carolina del Sud (Stati Uniti), New York (USA), Barbados (Caraibi) e Sierra Leone (Africa).

Alla fine del XX secolo, Guinness era diventato un marchio internazionale e il più grande birrificio al mondo. Nel 1901 fu istituito un laboratorio; usando la scienza per migliorare le generazioni di birrifici. Edward, uno dei successori, morì nel 1927 e suo figlio, Rupert Guinness, divenne il nuovo presidente. Sotto la presidenza di Rupert l’attività si espanse ulteriormente. Per la prima volta un birrificio fu costruito oltremare e aperto nel 1936, a Park Royal (Londra). Nel 1929 fu lanciata la prima campagna pubblicitaria ufficiale per Guinness.

In Italia

In Italia la birra Guinness è facilmente reperibile. Distribuita da Diageo, la maggior parte delle tipologie di birra Guinness sono facilmente reperibili nei grandi supermercati, ipermercati e catene di distribuzione alimentare. Comodamente sul divano potrete acquistare la nera anche online. Fatelo subito!

Arthur e l’Arthur Day

Arthur Guinness Day

La storia dell’uomo che divenne celebre per le sue birre. È la biografia di Arthur Guinness che nacque a Celbridge e crebbe ad Ardclough, nella contea di Kildare. Fondò il suo primo birrificio a Leixlip nel 1755 e poi non si fermò più. A lui è dedicato l’Arthur Guinness Day, un evento planetario, nel giorno in cui si ricorda il fondatore, anticonformista, innovatore, attivista e filantropo irlandese, della nera. Negli ultimi anni l’evento non è stato più riproposto.

Guinness Storehouse

Guinness Storehouse è uno dei dieci luoghi più visitati di Dublino: sette piani di acciaio con tante sorprese al proprio interno. Con un look totalmente rinnovato, godetevi questa meraviglia e sorseggiate una birra nera. Il gusto inconfondibile vi farà sperimentare tutto ciò che vi abbiamo detto finora. Avrete modo di scoprire ogni ingrediente al palato e al contempo ammirare un panorama meraviglioso.

Curiosità

Abbiamo detto tanto sulla Guinness ma non tutto. Introduciamo delle curiosità che riguardano la birra nera.

  • Il colore della Guinness è rubino e non nero. Ciò dipende dalla tostatura.
  • Quando Arthur fondò la fabbrica era un ragazzo che aveva 21 figli.
  • Un contratto per 9 mila fu il colpo vincente della famiglia Guinness.
  • Birra Guinness è prodotta in oltre 60 paesi e disponibile in oltre 100.
  • Negli anni ’30, Guinness era la settima compagnia al mondo per dimensioni.
  • La cremosità della birra dipende dal ruolo dell’azoto.
  • L’arpa nel logo fu introdotta nel 1862.
  • Il famoso tucano del birrificio non faceva parte del marchio fino agli anni ’40.
  • L’Isola non è il principale Paese consumatore di Guinness. In base ai dati mondiali il 30% è consumato in Africa, dove ci sono 3 dei 5 birrifici di proprietà dell’azienda.
Le ricette di San Patrizio

Scopri come preparare dei piatti utilizzando la Guinness.

Guinness Cocktails

Scopri come preparare dei cocktails utilizzando la Guinness.