Che cosa c’è di più famoso in Irlanda di una birra nera? Forse ben poco. Ma come ha fatto un piccolo imprenditore a diventare un colosso mondiale? La risposta è variegata, ma molto ha contribuito il fattore spot. La pubblicità della Guinness, utilizzate negli anni, e riproposte col passare del tempo in varie salse, hanno segnato un solco nella storia del marchio di Dublino.

L’arte di produrre una Pinta di nera non inizia in una fabbrica di birra, bensì nei campi irlandesi. Ogni anno Guinness usa 90 mila tonnellate del migliore orzo irlandese, che corrispondono al 7% dell’intera produzione nazionale.

In altri termini, ogni anno quattro mila camion carichi di orzo attraversano St James Gate, ossia l’indirizzo dove si trova la fabbrica. Nel quartiere The Liberties. Se questi tir arrivassero tutti insieme si formerebbe una coda di 30 miglia: immaginate che ingorgo stradale!

I ‘vecchi’ spot della celebre Stout

La pubblicità della Guinness ha contribuito alla sua fama. In particolare sono state una serie di pubblicità create da John Gilroy tra il 1930 e il 1940: celebri sono le campagne con gli animali (tucano, leone, struzzo) entrate direttamente nell’iconografia del marchio. Tanto sono rimaste impresse che tuttora sono riconoscibili e utilizzate da gran parte del merchandising della casa irlandese. Paradossalmente questi amici della stout sono diventati più famosi del logotipo stesso (un’arpa – in questo caso speculare -, simbolo dell’Irlanda e del Trinity College di Dublino).

Alcune foto sono di proprietà di Blech Schilder.

I vari motti come ad esempio Lovely Day o Guinness is Good For You, che accompagnavano queste pubblicità, sono anch’essi entrati nella creazione del mito. Attualmente gran parte del business è dovuto al licensing e alla vendita di vestiti ed accessori raffiguranti il logotipo della nera o delle varie campagne pubblicitarie di John Gilroy. Nel XIX secolo iniziò la campagna pubblicitaria più lunga della sua storia. Essa comportava il gettare delle bottiglie sigillate contenenti documenti nell’Oceano Atlantico. Delle bottiglie si ritrovano ancora oggi nel Texas e nei Paesi dell’America Centrale e Meridionale.