Famosa per il sapore e il colore, corposa e ricca di proprietà, la nera dublinese ha rinunciato alla colla di pesce diventando così vegana.

Guinness diventa vegana

Non sarà più la birra che conosciamo? Niente paura, l’eliminazione della colla di pesce dal processo produttivo non andrà ad intaccare né il sapore né la consistenza della birra, visto che gli agenti vengono utilizzati semplicemente per accelerare il deposito dei sedimenti. Il problema nasce dal fatto che alcune piccole particelle della sostanza restano nel prodotto finito. Questo la renderebbe inadatta per le diete vegetariane e vegane. Considerando che ci sono molte alternative alla colla di pesce, che non contengono prodotti di origine animale, è nata una petizione su Change.org con lo scopo di stimolare l’azienda al cambiamento. Esperimento riuscito, così i vegetariani di tutto il mondo potranno godere di una delle bevande alcoliche più amate al mondo senza incappare in problemi: la celebre Guinness.

La rinuncia alla colla di pesce

L’azienda, dopo oltre due secoli, ha voluto rivoluzionare il proprio sistema produttivo. Già a partire dalla fine del 2016 è stato possibile mettere in commercio la nuova versione della stout vegana senza colla di pesce. Una scelta che St. James’s Gate Brewery ha ritenuto opportuna anche per allargare ulteriormente la platea dei consumatori. Stando ai dati diffusi dal produttore, la stout esporta in 150 paesi nel mondo con 10 milioni di pinte di birra consumate ogni giorno.