L’Irlanda è in Europa e occupa un posto in qualità di Stato sovrano e indipendente dialogando con la vicina Gran Bretagna, oramai in uscita.

Con una crescente volontà di accettare gli stretti legami che uniscono le due isole, l’Irlanda pur preservando e coltivando la propria cultura, dal gaelico alla musica, si trova a gestire un doppio fronte con l’Europa, appunto, e Londra. Se il confine con l’Irlanda del Nord torna a essere tema di attualità in vista della Brexit, si sono aggiunti negli anni nuove problematiche riguardanti i flussi migratori. Sono finiti i tempi della Grande Carestia, ora l’isola verde è molto ambita per chi intende cambiare vita.

Tornando ai flussi, il progresso economico in Europa ha creato un problema nuovo per l’isola: l’immigrazione. Proveniente dai Balcani e dalla Nigeria, il flusso migratorio si è fatto sentire. Nonostante questo, il paese ha reagito abbastanza bene. Alcuni immigrati sono stati ricevuti con calore e amicizia ma altri potrebbero raccontare una storia diversa, fatta di razzismo e di violenze. Questi episodi hanno stimolato un ripensamento su se stessi da parte degli irlandesi, costretti a mettere in discussione la loro immagine di gente alla mano e accogliente. Una situazione analoga ai tanti paesi d’Europa: Italia in primis.

L’Europa e la migrazione

Europa e Irlanda

L’accoglienza dei migranti è un tema molto sentito sull’isola. La battaglia è fra quanti considerano l’immigrazione come una minaccia per il proprio modo di vita e tra coloro che la ritengono un’opportunità. Nuove persone nell’isola significa crescita economica e culturale. Dopo un lungo periodo di crisi, il paese è tornato a sorridere. Nonostante questo, un crescente numero di economisti ha lanciato l’avvertimento. Il livello di crescita degli anni recenti non potrà durare. Insomma, al boom seguono dei crolli economici.

L’economia del paese è piccola e aperta, quindi estremamente vulnerabile. Risente delle scosse provenienti dall’Europa e dal resto del mondo, quali la recessione economica americana, o un calo nel mercato mondiale dell’elettronica.

Nel frattempo, la prepotenza dell’economia ha interagito con una già viva scena artistica, nel teatro, nella cinematografia e nella letteratura, creando un senso di vitalità mai esistito prima e dando all’isola un peso culturale molto più vasto di quanto la sua esigua popolazione e la sua collocazione periferica potrebbero far supporre.

Rapidi arricchimenti e cattolicesimo tradizionale, cosmopolitismo e nazionalismo: contraddizioni che fanno dell’isola un paese in Europa sempre più affascinante per chi voglia fare lo sforzo di andare al di sotto delle sue apparenze.