Samuel Beckett è il fuoriclasse di Dublino: drammaturgo e poeta, tra i più illustri scrittori irlandesi del XX secolo. Frasi e capolavoro: Aspettando Godot.

Samuel Beckett nacque nel 1906 da una famiglia anglo-irlandese e morì a Parigi. La sua scrittura ha contribuito a influenzare il XX secolo. Il suo capolavoro è senz’altro Aspettando Godot, in cui segna quel genere teatrale e filosofico che l’ungherese Martin Esslin definì Teatro dell’assurdo. La produzione artistica di Samuel Beckett va intesa in senso più ampio, in quanto fu autore complesso anche nel campo radiofonico e televisivo e cinematografico. Ne è un esempio il film del 1965 con Buster Keaton. Autore di romanzi e di poesie, nel 1969 Beckett venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nella motivazione si legge: «per la sua scrittura, che – nelle nuove forme per il romanzo ed il dramma – nell’abbandono dell’uomo moderno acquista la sua altezza».

Dopo essersi diplomato al Trinity College di Dublino, lo scrittore Samuel Beckett viaggiò a lungo per l’Europa e a Parigi conobbe James Joyce. Tra loro nacque una profonda e duratura amicizia. Tornato in patria, il poeta tentò la carriera accademica ma l’abbandonò ben presto dedicandosi esclusivamente alla scrittura.

Samuel Beckett, frasi e biografia

Non possiamo indicare con certezza la data di nascita di Samuel Beckett. Potrebbe essere il 13 aprile 1906, un venerdì santo, come riporta un certificato di nascita in contrapposizione coi registri anagrafici del tempo, che fissano l’evento al 14 giugno. Da piccolo, a soli cinque anni, Beckett inizia a frequentare la scuola materna locale. Apprezza la musica e la studia fino a quando si trasferisce presso la Earlsford House School vicino ad Harcourt Street.

Nel 1919, il futuro scrittore frequenta la Portora Royal School a Enniskillen, nella contea di Fermanagh, nello stesso edificio che vide Oscar Wilde. Ottiene ottimi risultati nello studio del francese, lingua che padroneggerà in modo perfetto in età adulta. Atleta naturale, Beckett eccelle nel cricket come battitore e lanciatore. Più tardi segna un record come giocatore della University of Dublin. Gioca due match contro il Northamptonshire, divenendo l’unico Premio Nobel ad apparire nel Wisden Cricketers’ Almanack, il più illustre libro del cricket inglese.

Scavando nel passato di Samuel Beckett scopriamo una famiglia protestante, membri della Chiesa d’Irlanda. La dimora di famiglia, Cooldrinagh a Foxrock, quartiere periferico di Dublino, era una grande casa col giardino e un campo da tennis. Costruita nel 1903 dal padre di Samuel, William, funzionario in campo edile, la dimora viene menzionata nei libri dello scrittore. Tra le righe ci sono la campagna circostante, il vicino ippodromo Leopardstown Racecourse e la stazione ferroviaria di Harcourt Street.

Il Premio Nobel

È il 1969 quando Beckett viene insignito del Premio Nobel per la letteratura. Lo scrittore si trova in vacanza in Tunisia con sua moglie Suzanne. Riservato, troppo, la donna capisce che questo Premio altro non è che una “catastrofe”. Il riservato Becket sarebbe stato ricoperto da grande fama, a discapito dei suoi incontri segreti vicino alla sua casa parigina a Montparnasse.

Le opere di Samuel Beckett

Le prime opere di Samuel Beckett furono in inglese: tra queste spicca il romanzo Murphy, scritto nel ’35. Nel 1938 si trasferì definitivamente a Parigi e dal ’45 adottò il francese come lingua d’elezione. Tra i primi testi redatti in francese si segnala la novella Primo amore. Fra il 1951 e il ’53 vide la luce la grande trilogia narrativa composta da Molloy, Malone muore e l’innominabile comincia ad affermarsi con questi lavori la predilezione dell’autore per il dialogo. I protagonisti usano un delirio verbale dal quale emerge la sinistra condizione dell’uomo contemporaneo impegnato in una lotta contro il destino e contro il nichilismo, alla conquista della conoscenza di sé: chiara è l’influenza che il conflitto mondiale da poco conclusosi esercita su questi testi.

Il successo per Beckett arrivò con il teatro. La narrativa non verrà abbandonata. Con essa si produce uno smantellamento della fisionomia umana e del linguaggio. I personaggi diventano figure, quasi fantasmi, neutri al limite fra esistenza e silenzio.

Ecco le opere di Samuel Beckett.

  • Murphy, 1935
  • Premier amour, rimasta inedita fino al 1970
  • Molloy, Malone meurt e L’innomable (1951-1953)
  • Watt (1953)
  • Nouvelles et Textes pour rien (1955)
  • Comment c’est di Samuel Beckett (1951)
  • Mereler et Camier (1970)
  • Sans – Le dépeupleur (editi insieme 1970)
  • Company (1980)
  • Mal vu mal dit (1981)
  • Worstward Ho (1983)
  • Eleutheria (1947, pubblicato postumo)
  • En attend Godot (1952), successo di Samuel Beckett
  • Fin de partie (1957)
  • Acte sans paroles (1957)
  • Oh les beaux jours (1961)
  • Not I (1913)
  • Ohio impromptu (1981)

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Aspettando Godot

Aspettando Godot

Fu con Aspettando Godot, opera del 1952, che Samuel Beckett venne conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Due vagabondi aspettano invano l’arrivo di un enigmatico personaggio Godot, appunto. Resta ancora da stabilire quale sia la natura dello stano soggetto, forse Dio, forse la sua negazione. Godot in effetti nasce dall’unione della frase di God, dio in inglese, e robot. Il libro venne redatto verso la fine degli anni quaranta e pubblicato in lingua francese nel 1952. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dal cartaceo al teatro, la prima rappresentazione si tenne a Parigi nel 1953 al Théâtre de Babylone sotto la regia di Roger Blin. Nel 1954, Beckett tradusse l’opera in inglese.

Pochi anni dopo Samuel Beckett pubblicò Finale di partita, un’opera che a detta di molti sarebbe il vero capolavoro dello scrittore irlandese. Questa volta, Beckett pone al centro della scena il linguaggio in un regime di totale anarchia, come a volere affermare che il nulla esiste. In questa bizzarra frase dell’essere attraverso la sua negazione risiede “l’assurdità” del teatro beckettiano. L’unicità e la copiosità della sua opera gli valse nel 1969 il Premio Nobel per la letteratura.

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Le sue frasi più celebri

Sono davvero tante le frasi di Samuel Beckett che sono rimaste impresse nella memoria collettiva. “Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio”, amava ripetere lo scrittore cui a Dublino è stato dedicato anche un grande ponte: il Samuel Beckett bridge. “Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano” e “Dove sono, non lo so, non lo saprò mai, nel silenzio non lo sai, devi andare avanti, anche se non posso avanzare, andrò”.

Tra le celebri frasi c’è anche “Il sole risplende: non ha altra scelta, nulla di nuovo. Com’è difficile parlare della luna! È così scema la luna. Dev’essere proprio il culo quello che ci fa sempre vedere”. Frasi su frasi quelle di Sameul Beckett coniate su tantissimi argomenti: “Un cane andò in cucina e si accostò al fornello. Allora col coltello il cuoco lo sgozzò. Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa e sulla terra smossa scrissero con la coda: Un cane andò in cucina e si accostò al fornello”. “Non c’è niente di più comico dell’infelicità” e “Siamo contenti. E che facciamo, ora che siamo contenti? Aspettiamo Godot”.

L’omaggio di Dublino

Il Samuel Beckett bridge

Samuel Beckett bridge

Il Samuel Beckett Bridge è un ponte strallato, che attraversa il fiume Liffey. Il bridge si trova a Dublino ed è forse l’ultimo tra i passaggi pedonali che collegano le due sponde. Progettato da Santiago Calatrava, il Samuel Beckett Bridge è stato inaugurato nel 2009 e misura 120 metri di lunghezze e alto 48. I cavi di sostegno rendono questo bridge spettacolare, tanto da somigliare a un’arpa celtica.

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