Clive Staples Lewis (Belfast 1898 – Oxford 1963) nato nell’Irlanda del Nord ha insegnato letteratura inglese a Oxford dal 1925 al 1954, poi a Cambridge fino alla morte.

Clive Staples Lewis è sicuramente uno dei maggiori studiosi del medioevo e del rinascimento inglesi, cui ha dedicato alcuni saggi ammirevoli per rigore filologico e per eleganza stilistica.



Lo scrittore Clive Staples Lewis si è cimentato anche come scrittore: tra le sue opere narrative, accomunate da una profonda religiosità, spiccano Le lettere di Berlicche (The screw-tape’s letters, 1942) e alcuni singolari romanzi di fantascienza, come Lontano dal pianeta silenzioso (Out of the silent planet, 1938) e Perelandra, 1943. Dei suoi numerosi libri di favole per bambini, le Cronache di Narnia (Chronicles of Narnia, 1950-56) sono uno dei best seller del momento riscoperti grazie al film uscito nel dicembre 2005.

 

La biografia di Clive Staples Lewis

Le vicende biografiche di Clive Staples Lewis meritano una certa attenzione, in quanto si trovano frequentemente tematizzate nelle opere del Nostro: si pensi alla morte della madre, avvenuta quando Lewis aveva dieci anni, o la complessa evoluzione intellettuale del giovane Clive sfociata nella conversione al cristianesimo anglicano, per non parlare dell’amicizia con i membri del club degli Inklings J. R. R. Tolkien e Charles Williams. Che Lewis ritenesse la sua biografia degna di interesse per i lettori è se non altro testimoniato dalla pubblicazione di un’opera autobiografica incentrata sugli anni giovanili.

 

Narnia: un classico della letteratura per l’infanzia

Clive Staples Lewis ottiene una enorme fama come scrittore per l’infanzia dal successo della serie di fiabe moderne, scritte tra il 1950 ed il 1956, che compongono la saga de Le cronache di Narnia. La saga, composta da sette libri pubblicati in epoche differenti, narra la storia del mondo di Narnia. Si tratta di un luogo fantastico, in cui gli animali parlano, la magia è comune ed il bene è in lotta con il male. Oltre ai numerosi temi cristiani, la serie prende in prestito anche personaggi ed idee della mitologia greca e romana, dai racconti tradizionali britannici e dalle fiabe irlandesi.

Secondo alcune fonti, il nome di Narnia era conosciuto a Clive Staples Lewis fin dall’infanzia, tanto che nel suo atlante latino era sottolineata, nella cartina d’Italia, la città di Narnia ora chiamata Narni. Dal libro la casa di produzione Walden Media ha sviluppato un ciclo di film. Il primo episodio, Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio, è uscito nel 2005, il secondo, Il principe Caspian, nel 2008 ed il terzo, Il viaggio del veliero, nel 2010.



Il ciclo di Narnia ha subito anche pesanti critiche, prevalentemente da parte di oppositori che ne hanno criticato l’ideologia di fondo; in particolare, lo scrittore Philip Pullman in un articolo pubblicato su The Guardian nel 1998 espone le sue perplessità sulle modalità con cui Lewis introduce idee religiose e filosofiche in opere per l’infanzia. Lo stesso Pullman ha pubblicato tra il 1995 e il 2000 un ciclo di tre romanzi fantasy che secondo alcuni sarebbero una replica, ugualmente colma di idee filosofiche e religiose, alle cronache di Narnia.

Scrittori irlandesi

C’è un lungo elenco di scrittori natii d’Irlanda. Alcuni hanno influenzato il Secolo, veri e propri personaggi irlandesi, altri contribuito a diffondere la cultura irlandese e le proprie idee. Tra loro si sono distinti particolarmente William Butler Yeats, considerato il poeta nazionale irlandese. In questa élite ci sono George B. Shaw, l’amato James Joyce, i nobel Samuel BeckettSeamus Heaney. Segnaliamo la popolarità di Oscar Wilde , del papà di Dracula Bram Stoker, di Clive Staples Lewis con le sue cronache di Narnia. Jonathan Swift, coi suoi viaggi di Gulliver; John M. Synge e Lady Isabella, Patrick Kavanagh, più recente Roddy Doyle.

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