Oliver Goldsmith nacque a Pallasmore, Longford, nel 1730. Di origine irlandese, lo scrittore studiò al Trinity College di Dublino e nelle università di Edimburgo e di Leida dove seguì corsi di medicina. Stabilitosi a Londra nel 1756, si guadagnò da vivere scrivendo qualsiasi cosa gli venisse richiesto. Il drammaturgo frequentò circoli letterari e pubblicò alcuni scritti sulla rivista “The Bee” da lui completamente allestita e curata.

Lavori degni di attenzione sono “Storia di Inghilterra” in forma epistolare e le lettere poi raccolte nel volume “Il cittadino del mondo”. In quest’ultimo un fantomatico turista cinese commenta con ironia i costumi e i vizi della società inglese. Ma l’opera per cui Oliver Goldsmith è ricordato è sicuramente il romanzo “Il Vicario di Wakefield”, che narra la storia della famiglia del reverendo Primrose: genitori e figli sono creature generose ed innocenti che la sorte bersaglia.



Primrose, coinvolto nel fallimento di un commerciante perde i suoi averi, finisce in prigione, trova la casa distrutta da un incendio, la figlia sedotta e abbandonata e il figlio incarcerato, alla fine, nonostante tutto, l’happy end arriva come di norma nei romanzi sentimentali settecenteschi. Tratti umoristici e sentimentali si trovano in tutte le opere di Oliver Goldsmith in versi e in prosa.

Alcune delle opere di Oliver Goldsmith

Oliver Goldsmith è noto soprattutto per il romanzo “Il vicario di Wakefield”, pubblicato nel 1766. Si tratta di uno dei romanzi più noti della letteratura inglese. Fra le altre opere “Il cittadino del mondo” del 1762, in cui il drammaturgo commenta ironicamente la vita londinese tramite l’occhio di un visitatore cinese.

  • The citizen of the world, 1762
  • History of England, 1764
  • Traveller, 1764
  • The vicar of Wakefield (1766), il più celebre di Oliver Goldsmith
  • Deserted village, 1170
  • The good natured man, 1768
  • She stoops to conquer, 1773

Libri

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Scrittori irlandesi

C’è un lungo elenco di scrittori natii d’Irlanda. Alcuni hanno influenzato il Secolo, veri e propri personaggi irlandesi, altri contribuito a diffondere la cultura irlandese e le proprie idee. Tra loro si sono distinti particolarmente William Butler Yeats, considerato il poeta nazionale irlandese. In questa élite ci sono George B. Shaw, l’amato James Joyce, i nobel Samuel BeckettSeamus Heaney. Segnaliamo la popolarità di Oscar Wilde , del papà di Dracula Bram Stoker, di Clive Staples Lewis con le sue cronache di Narnia. Jonathan Swift, coi suoi viaggi di Gulliver; John M. Synge e Lady Isabella, Patrick Kavanagh, più recente Roddy Doyle.

Senza nulla togliere, e ci mancherebbe, ad Antoine Hamilton, come del resto Brendan Behan o Cecil Day Lewis e Charles R. Maturin. In questo interminabile elenco c’è Edna O’Brien, Edward Dunsany, ed Elizabeth Bowen. Gli irlandesi Flann O’BrienFrank O’Connor, George BerkeleyGeorge Farquhar, George MooreGerald Durrell. Continuiamo con Iris MurdochJames Hanley e John DenhamJoseph O’Connor, fratello della famosa cantante. Joyce CaryLawrence G. Durrell al pari di Liam O’FlahertyLouis Mac NeiceMorr O’Dalaigh, Oliver Goldsmith e Rebecca West. A chiudere l’elenco  ci sono Richard Sheridan,  Richard Steele, Sean O’Casey, Sean O’Faolain e Thomas De Vere. E ancora Thomas KinsellaMayne Raid, Thomas MooreThomas Parnell.

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