Sean O’Casey (Dublino, 30 marzo 1880 – Torquay, 18 settembre 1964) è nato e cresciuto nei quartieri poveri di Dublino. Autodidatta, ha scritto alcuni drammi per l’Abbey Theatre quali Giunone e il pavone, L’aratro e le stelle (1926).

Stabilitosi a Londra, Sean O’Casey ha continuato a scrivere: Rose rosse per me (Red roses for me, 1946) e il falò del vescovo (The bishop’s bonfire, 1955) vano assolutamente citati.



Le opere del primo periodo di ean O’Casey rappresentano realisticamente la miseria del proletariato dublinese e i suoi tentativi di rivolta anti-inglese. Nelle tragicommedie successive troviamo accenti grotteschi e aggressiva vivacità del dialogo.

La biografia di Sean O’Casey

Nella giovinezza, Sean O’Casey lavorò come operaio e partecipò attivamente al movimento di rinascita irlandese e alla guerra civile del 1922. Furono proprio queste esperienze a conferire ai suoi primi lavori teatrali, nel periodo dal 1923 al 1926, uno stile molto vivo con l’uso di uno slang dei bassifondi di Dublino. Ha messo in scena vari drammi caratterizzati dalla contrapposizione fra eroiche e coraggiose eroine femminili e personaggi maschili di infimo carattere, come ad esempio The Shadow of a Gunman (Il falso repubblicano, del 1923); Juno and the Paycock, (La spia, del 1924) e The Plough and the Stars (L’aratro e le stelle, del 1926).

Visse sulla propria pelle il detto Nemo propheta in patria, con una blanda accoglienza delle proprie opere nel suo paese a tal punto da andarsene a vivere in Inghilterra nella metà degli anni ’30. Qui iniziò la stesura dell’autobiografia I Knock at the Door (Busso alla porta), che completò solo nel 1939, in ben sei volumi. La produzione successiva di Sean O’Casey fu The Star Turns Red (La stella diventa rossa, del 1940); Red Roses for Me (Rose rosse per me, del 1942); che si sviluppò soprattutto su tematiche sociali antifascista e anticapitalista. Nel 1955 produsse inoltre The Bishop’s Bonfire, il falò del vescovo, una satira pungente sulla condizione dell’Irlanda contemporanea.

Libri

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Scrittori irlandesi

C’è un lungo elenco di scrittori natii d’Irlanda. Alcuni hanno influenzato il Secolo, veri e propri personaggi irlandesi, altri contribuito a diffondere la cultura irlandese e le proprie idee. Tra loro si sono distinti particolarmente William Butler Yeats, considerato il poeta nazionale irlandese. In questa élite ci sono George B. Shaw, l’amato James Joyce, i nobel Samuel BeckettSeamus Heaney. Segnaliamo la popolarità di Oscar Wilde , del papà di Dracula Bram Stoker, di Clive Staples Lewis con le sue cronache di Narnia. Jonathan Swift, coi suoi viaggi di Gulliver; John M. Synge e Lady Isabella, Patrick Kavanagh, più recente Roddy Doyle.

Senza nulla togliere, e ci mancherebbe, ad Antoine Hamilton, come del resto Brendan Behan o Cecil Day Lewis e Charles R. Maturin. In questo interminabile elenco c’è Edna O’Brien, Edward Dunsany, ed Elizabeth Bowen. Gli irlandesi Flann O’BrienFrank O’Connor, George BerkeleyGeorge Farquhar, George MooreGerald Durrell. Continuiamo con Iris MurdochJames Hanley e John DenhamJoseph O’Connor, fratello della famosa cantante. Joyce CaryLawrence G. Durrell al pari di Liam O’FlahertyLouis Mac NeiceMorr O’Dalaigh, Oliver Goldsmith e Rebecca West. A chiudere l’elenco ci sono Richard Sheridan,  Richard Steele, Sean O’Casey, Sean O’Faolain e Thomas De Vere. E ancora Thomas KinsellaMayne Raid, Thomas MooreThomas Parnell.

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