Il libro racconta le gravissime violazioni dei diritti umani, soprattutto a danno dei civili, che vengono perpetrate in Irlanda del Nord.

Figlie di Erin

Da decenni gravissime violazioni dei diritti umani si registrano in Irlanda del Nord. Sono ormai palesi le collusioni tra le forze dell’ordine, l’esercito britannico e i gruppi paramilitari lealisti fedeli alla Corona britannica. Figlie di Erin racconta proprio questo.

Ciononostante il problema viene spesso liquidato affrettatamente come una questione di ordine pubblico interna alla Gran Bretagna o peggio come un’anacronistica guerra di religione tra cattolici e protestanti.

Figlie di Erin oltre all’edizione inglese “Women’s stories from the North of Ireland”, è disponibile in lingua spagnola “Hijas de Erin” e in lingua gaelica “Scéalta Ban ó Thuaisceart na hÉireann”.

di Silvia Calamati (Autore)

  • Lunghezza stampa

    172 pagine

  • Lingua

    Italiano

  • Editore

    Edizioni Associate

  • Data di pubblicazione

    28 giugno 2005

  • Dimensioni

    11.6 x 4 x 19 cm

  • ISBN-10

    8884907578

  • ISBN-13

    978-8884907578

Scheda

Già autrice e curatrice di importanti testi sul conflitto anglo-irlandese, Silvia Calamati, giornalista collaboratrice di RainNews24, aggiunge in “Figlie di Erin” un altro tassello fondamentale alla conoscenza critica di un conflitto spesso banalizzato. Il volume raccoglie oltre un decennio di interviste, testimonianze e racconti pieni di sofferenza – ma anche di orgoglio – che le donne nordirlandesi hanno rilasciato negli anni all’autrice, la quale è riuscita a trasformarle in un potente atto d’accusa nei confronti dell’autorità britannica nel nord. In questo senso Calamati conferma ancora una volta grande sensibilità e competenza in materia, e particolarmente felice appare la scelta di dare voce a un universo, quale quello femminile, la cui anima è stata letteralmente lacerata dal conflitto.

Mogli e sorelle, madri e fidanzate, storie di donne comuni in circostanze eccezionali quali quelle di una guerra a bassa intensità combattuta nel cuore dell’Europa tra l’indifferenza dell’opinione pubblica internazionale e la “criminalizzazione” portata avanti con ogni mezzo dalla propaganda britannica. Per la prima volta a parlare del conflitto, in Figlie di Erin, sono donne impegnate in iniziative politiche ma anche semplici casalinghe trascinate nel dramma loro malgrado, mobilitate dalla perdita di un affetto o dalla privazione della libertà, comunque dall’assurdità di un regime costruito per opprimere e schiacciare una comunità privandola dei diritti umani più fondamentali.

Talvolta alcune di loro sono trasformate da un evento tragico, spinte a impegnarsi dalla ricerca di un conforto nell’effetto terapeutico che la lotta per una causa può talvolta offrire in situazioni disperate. Le “voci” che escono dalle pagine di questo libro sono in realtà grida di dolore, ma anche testimonianze di grande dignità da parte di donne “forti ma anche dolci come le pietre delle isole Aran”, che hanno affrontato tutte le difficoltà con coraggio e a testa alta, sapendo di agire sempre e comunque nel giusto. Anche per questo si tratta di “voci” che pesano come macigni sulla coscienza di chi in tutti questi anni non ha visto o ha fatto finta di non vedere l’immane tragedia del popolo irlandese. Da non perdere.