Catena umana, titolo originale Human Chain, è una raccolta in lingua originale di Faber&Faber e tradotta in versi italiani da Luca Guerneri.

Catena umana

Continuando al più alto livello la sua ricerca, caratterizzata dalla grande ampiezza del respiro e dall’energia dell’espressione, oltre che dal fortissimo legame con la propria terra, Séamus Heaney ragiona liricamente in Catena umana sulla continuità e solidarietà nei rapporti interpersonali. Catena umana si sofferma sulla relazione tra marito e moglie, figli e genitori, sulla trasmissione del sapere nel tempo, producendo nuove immagini quotidiane.

di Seamus Heaney (Autore), Luca Guerneri (Traduttore)

  • Lunghezza stampa

    171 pagine

  • Lingua

    Italiano

  • Editore

    Mondadori

  • Data di pubblicazione

    15 marzo 2011

  • Dimensioni

    13.8 x 1.6 x 20.5 cm

  • ISBN-10

    8804607351

  • ISBN-13

    978-8804607359

Scheda

“Catena umana” è come il racconto lirico di un viaggio essenziale, condotto con poetica saggezza in un confronto con le cose più decisive, le cose ultime. Un libro animato internamente da un’urgenza estrema, quanto mai vivida, perché arrivata a intaccare il corpo fino a ottunderlo. Lo vediamo nella sequenza Chanson d’aventure, in cui Heaney rivive i momenti in cui il male l’aveva colpito qualche anno fa, ripensa alla corsa rapida in ambulanza verso l’ospedale, al contatto ravvicinato con quell’oltre che non era mai stato così terribilmente vicino, così a portata di mano. Ma lo vediamo anche nella sequenza Linea 110, tra i momenti più alti di questa raccolta, dove il semplice, ordinario percorso del bus diventa un lungo viaggio di citazioni e riferimenti al libro VI dell’Eneide: Enea che chiede alla Sibilla di poter scendere in Averno per incontrare il padre morto, Anchise.

Heaney riutilizza il materiale classico nelle cadenze battenti della sua lingua e del suo stile, in un sapiente gioco di poesia tra il senza tempo del capolavoro virgiliano e il tempo del presente e dell’infanzia irlandese dei suoi luoghi più cari e mai realmente abbandonati. Ci fa poi compiere un altro viaggio nel tempo con la sequenza Canzoni dell’eremita, dove appaiono i leggendari santi della tradizione gaelica, i quali incarnano un umanissimo ideale di lavoro e preghiera, e insieme quel nobile senso di ricerca e instancabile fiducia e credito nella poesia tipico dei migliori artigiani.