Altan

Altan è il nome di un piccolo lago alla base del monte Errigal, nel nord-ovest del Donegal, a pochi chilometri da Gaoth Dobhair, paese d’origine di Mairead Ni Mhaonaigh, leader indiscussa del gruppo che, in certo qual modo, ha ereditato la sigla del padre Proinsias, rinomato fiddler locale, che nei primi anni ’70 diede vita ai Ceoltoiri Altan.

Mairead si dedica al fiddle sin da piccola e, mentre frequenta ancora le scuole medie, suona tutti i fine settimana all’Huidi Beag’s Pub, dove sistematicamente s’incontrano i giovani talenti, cui spesso si aggiungono Paul Brady, Tommy Peoples, James Kelly, i Glackins e i Lunny: è la fucina da cui usciranno i Clannad, la Bothy Band e buona parte dei “miti” che caratterizzano la scena irlandese dell’ultimo quarto del secolo scorso.

Gli Altan hanno la fortuna di costituirsi al momento giusto e finiscono col divenire gli alfieri di questa riscoperta ed espansione. La svolta per Mairead è però l’incontro, alla fine degli anni’70, con Frankie Kennedy, flautista proveniente da Cois Cladaigh, nei dintorni di Belfast, altra area particolarmente densa di umori musicali che si riallacciano alla tradizione. I due insegnano nella stessa scuola, s’innamorano e cominciano a fare coppia fissa per convolare a nozze nel 1981.
 

 

Altan, la storia

Nell’83 viene pubblicato il loro album “Ceol Adush” (Gael Linn: ‘musica del Nord’): una selezione di brani che affondano inequivocabilmente nel piu’ puro e canonico folk irlandese, dove canzoni rigorosamente in lingua gaelica si alternano a jigs, reels e altre dance-tunes. Di prestigio i collaboratori: Enya, Fintan McManus, il fratello di Mairead, Gearoid e soprattutto Ciaran Curran, della Contea di Fermanagh che, in pratica, trasformerà il duo in un trio. Con l’aggiunta del chitarrista Mark Kelly, di Coolock, Dublino, il gruppo diventa un’istituzione nei circoli di musica tradizionale.

Lo stesso quartetto incide “Altan” (Green Linnet 1987), ancora accreditato alla coppia ma da considerare come l’album d’esordio del gruppo. Ed è decisamente un passo avanti: il suono è pieno, con bouzouki e chitarra ben presenti, i ritmi sono già quelli giusti, l’amalgama è perfetto, la scelta dei pezzi azzeccatissima, il flauto e il violino si esprimono in un virtuosismo strabiliante e la voce di Mairead fa sognare; ci sono tutti gli ingredienti che nel giro di poco ne faranno la migliore folk band d’Irlanda.

Nel ’89 è la volta di “Horse with a Heart”, sempre per la Green Linnet. Entra nella formazione anche Paul O’Shaughnessy, e il raddoppio del fiddle rende il sound ancor piu’ irresistibile e penetrante. L’equilibrio, la pulizia dei suoni, la precisione, l’essenzialità, si uniscono a un colore, un trasporto, una passionalità, un vigore che ancora difettava nelle cose precedenti: immaginazione, cuore e rispetto per la tradizione. Tra gli ospiti, determinante la presenza di Phil Cunningham, che si occupa anche della produzione, Colm Murphy, mago del bodhran, Marie Askin, al piano e Donal Lunny, ormai di casa.
 

Il titolo Best Celtic Album

I tre album successivi ben rappresentano il momento migliore degli Altan, aggiudicandosi il titolo di Best Celtic Album, assegnato dalla National Association of Indipendent Record Distribution & Manufactures, per gli anni ’90, ’92 e ’93. Non mancano i riconoscimenti da parte di critica e pubblico, ed è ancora loro il posto di testa come Best Traditional Artist nei Reader’s Poll della Hot Press irlandese per due anni consecutivi. Altro particolare non indifferente è il deciso incremento delle vendite, che li porta in testa alle charts del Regno Unito.

“The Red Crow”, sempre su Green Linnet, è il primo dei tre ed esce nel giugno del ’90; gli Altan sono rimasti gli stessi, la formazione è immutata la formula e le fonti di approvvigionamento: tradizionali provenienti principalmente dal Donegal, con inequivocabili influssi scozzesi, più o meno diretti. Ai soliti ospiti si unisce per la prima volta l’accordeonista Dermot Burns. Tra le perle i reels iniziali “Yellow Tinker/Lady Montgomery/The Merry Harrisers” e “Mallai Chroch Shli”, intrisa di lirismo e soffusa di una luce irreale.

 

Harvest Storm

Due anni di pausa e gli Altan escono con “Harvest Storm”, la cui principale novità consiste nella tarsformazione del gruppo da quintetto a sestetto, con l’ingresso di un terzo fiddler, Ciaran Tourish, di Buncrane, allievo di Dinny McLuaghlin, già maestro della stessa Mairead. Donal Lunny è ancora l’uomo in piu’ e compare anche Daithi Sproule alle chitarre. L’album è caratterizzato dalla presenza di tre fiddlers, forse troppi, ed è Paul O’Shaughnessy a lasciare, ristabilendo il vecchio equilibrio sonoro.

Ed ecco “Harvest Angel”, che a detta di molti è il loro miglior disco degli Altan. Daithi Sproule di Derry, ma naturalizzato americano, ex Skara Brae e Bowhand, entra a far parte dell’organico alternandosi o sovrapponendosi a Mark Kelly alla chitarra, mentre Byrne, Lunny e altri appoggiano dall’esterno. E’ il trionfo del buon gusto e dell’armonia. Purtroppo, a far da contraltare al successo raggiunto ci sono le brutte notizie sulla salute di Frankie Kennedy, che nl ’92 viene colpito da un male incurabile, morirà nel settembre del ’94, all’età di soli 38 anni. In suo onore viene istituita a Bunberg, Lotterkenny, Fonegal, la Frankie Kennedy Winter School, che ogni anno accoglie alcuni tra i migliori musicisti d’Irlanda.

 

Il passaggio degli Altan alla Virgin

Altan ha un comprensibile momento di sbandamento e ci vorrà del tempo per raccogliere idee ed entusiasmo e ripartire per nuove avventure. Il passaggio alla Virgin si inaugura con la pubblicazione, nel ’96, di “Blackwater”, preceduto da un sostenuto battage pubblicitario. La formazione non subisce rimaneggiamenti sostanziali: subentra a integrare il sestetto l’accordeonista Dermot Byrne, da tempo nell’entourage. Attorno a loro Lunny, Cooney, Higgins, le Domhnaill, la sorella di Mairead e uno string quartet guidato da Maire Breathnach, pronti a sostenere anche psicologicamente gli amici. L’album è eccellente senza pur raggiungere le vette artistiche dei precedenti.

Non passa molto tempo e gli Altan ci riprovano: sul finire del’96 registrano in maniera informale, in un vecchio cottage, quasi fosse un concerto dal vivo, le tracce per il nuovo album. L’ambiente è il piu’ appropriato, naturale e familiare, per aiutare Mairead a riacquistare la serenità perduta. Lo si percepisce sin dal primo ascolto: un’insolita placidità e pacatezza sovrastano ogni esecuzione, rivelando una nuova sensibilità entro un mirabile processo di decantazione. E’ decisamente un passo evolutivo rispetto al precedente “Blackwater” e fa intravedere il desiderio di seguire nuove strade: un segno di maturità, crescita e intelligenza.
 

Another Sky

Nel 2000 esce “Another Sky”, per l’etichetta Narada: un disco che conferma definitivamente il nuovo indirizzo e si colloca tra le migliori prove in assoluto della band Altan. Il calore e la poesia avvolgono l’ascoltatore in maniera totale. Ci sono per la maggior parte brani attinti alla tradizione, come sempre riarrangiati con cura e rispetto, ma non mancano composizioni originali e una cover di assoluto valore, la “Girl from the North Country” del grande Bob Dylan. La partecipazione di personaggi del calibro di Bonnie Raitt, Jerry Douglas e James “Hutch” Hutchinson apre il suono degli Altan alla cultura americana, formatasi con l’insediamento delle popolazioni europee trasferitesi nel nuovo mondo.

Il disco del 2002, The Blue Idol, vede come ospite alla voce la famosa cantante americana Dolly Parton, diventata molto amica del gruppo dopo averli invitati a suonare con lei nel suo album Little Sparrow, del 2001. Il giornalista di Sing Out Weir ne parlerà così: “proprio quello che vi aspettereste dalla stagionata formazione degli Altan: matura, sofisticata e di alta qualità”. Il disco farà guadagnare loro il premio quale Miglior Gruppo ai Radio 2 Folk Awards della BBC. Nel 2003 viene pubblicata la compilation The Best of Altan: The Songs. Nel 2005 esce Local Ground, che come sempre riceve recensioni positive ed entusiastiche. La cantante Mairéad Ní Mhaonaigh ha pubblicato nel dicembre del 2008 il suo primo disco solista, Imeall.
 

25 anni

Nel 2009, per celebrare il loro 25esimo anno di attività, gli Altan hanno registrato un album “Altan 25 years”, un disco in cui le musicalità tradizionali celtiche e i grandi successi della band sono arrangiati e accompagnati dalla prestigiosa RTE Concert Orchestra. La stessa atmosfera del disco sarà garantita anche negli spettacoli dal vivo, per il loro tour in Italia gli Altan saranno accompagnati dai i 18 elementi dell’Orchestra Sinfonica Accademia della Musica, diretti dal Maestro Maurizio Fipponi.
 

Formazione degli Altan

Ecco chi sono i sei membri degli Altan.

  • MAIREAD NI MHAONAIGH – violino, voce
  • DERMOT BYRNE – fisarmonica
  • CIARAN TOURISH – violino, whistles, coro
  • CIARAN CURRAN – bouzoiki, chitarra
  • MARK KELLY – chitarra, coro
  • DAITHI SPROULE – chitarra, coro

 

Discografia:

Ecco i dischi prodotti dagli Altan.
 

In studio

  • Horse with a Heart, 1989
  • The Red Crow, 1990
  • Harvest Storm, 1991
  • Island Angel, 1993
  • Blackwater, 1996
  • Runaway Sunday, 1997
  • Another Sky, 2000
  • The Blue Idol, 2002
  • Local Ground, 2005

 

Compilation

  • Once Again 1987-93, 1993
  • The First Ten Years (1986-1995), 1995
  • Best of Altan, 1997
  • Altan’s Finest, 1999
  • The Songs, 2003
  • A Heart Made of Glass, 1995
  • The Crow in the Sun, 2007
  • Down The Line, 2005
  • Imeall, 2008

 

Altre risorse