Bono VoxTomKern, Pixabay

Bono, in arte Paul David Hewson è nato a Dublino il 10 maggio 1960. Il cantante irlandese, è il frontman degli U2, la band rock più conosciuta al mondo. «Sono un pessimo chitarrista, e un pianista ancora peggiore. Se non avessi avuto vicino Edge non avrei avuto speranze – ammette Bono -. Se non ci fossero stati Larry e Adam, quelle melodie non avrebbero messo radici. Devo contare sugli altri, e lo faccio molto bene».

Bono è il leader della celebre band irlandese U2, uno dei gruppi più importanti al mondo della musica rock, in vetta da oltre 40 anni.

Bono si è sempre dichiarato cattolico, anche se cresciuto da padre cattolico e madre protestante, diversità religiose che saranno sempre presenti nei brani della band di Dublino. Paul a 14 anni perde il nonno e durante i funerali dell’anziano, la madre viene colpita da un’aneurisma cerebrale. Morirà soltanto quattro giorni dopo. Ricordi indelebili per Paul, che nel corso della carriera gli suggeriscono numerose canzoni da dedicare alla madre.

Indice

 

Bono, Cantante poliedrico

La rabbia verso il mondo di Bono, trova spazio nella musica, dapprima con i Lipton Village, un gruppo ‘fuorilegge’ dove Paul diventa ‘Bono Vox’ (nome venuto fuori da un negozio di apparecchi acustici di Dublino) e poi grazie ad un ‘annuncio in bacheca’ presso la Mount Temple Comprehensive High School, che aprirà all’incontro con il batterista Larry Mullen, il bassista Adam Clayton e il chitarrista David The Edge’ Evans.

A quei tempi, oltre al gruppo, Bono incontra anche Alison Stewart, che poi sposa nel 1982. Con lei ha due figlie femmine, Jordan e Memphis Eve, e due maschi, Elijah Bob Patricius Guggi Q e John Abraham.

Nella figura carismatica della rock star irlandese troviamo anche tanto misticismo, chiaro in Gloria, canzone contenuta nell’album “October”, che è un vero e proprio inno a Dio e anche nell’album “War”, dove è presente il brano “40”, il cui testo è tratto da un salmo biblico.

 

La fede: “Attraverso Cristo riesco a capire chi è Dio”

Bono Vox è cattolico, cresciuto in una famiglia di fede mista e la sua fede è presente ed ha condizionato la scrittura dei testi delle canzoni. Ci sono infatti numerosi riferimenti a Dio e non dimentichiamo che la rockstar irlandese nel 1999 ha scritto l’introduzione al “Libro dei Salmi”, uno dei nove libri della Bibbia pubblicati singolarmente nella serie dei “Libri Sacri” tascabili del Canonato di Edimburgo. Sempre nell’introduzione, Bono spiega la nascita della canzone 40, tratto dall’omonimo salmo, e del suo legame a questa lettura.

Bono mostra tutta la sua fede durante un’intervista andata in onda su RTE. Gay Byrne dell’emittente gli chiede: «Chi è Gesù?» e Paul Hewson prontamente risponde la porta di accesso a Dio. E tornando a parlare della figura di Cristo aggiunge: «O era il Figlio di Dio o un folle». Vox non ha mai fatto mistero della sua devozione, inserendo riferimenti più o meno espliciti della fede in Dio nei testi delle canzoni della band di Dublino. È accaduto in Gloria brano del 1981 e si ripete con Invisible stabile ai vertici delle classifiche mondiali. I momenti più importanti della star irlandese sono l’incontro con Giovanni Paolo II e la morte del padre.

 

Impegni umanitari

Nei suoi testi ci sono vari riferimenti al conflitto nordirlandese. Dal 1999 il suo impegno maggiore è stato quello per l’azzeramento del debito dei paesi del terzo mondo e per la difficile situazione dell’Africa. Ha operato per il bene del popolo africano con l’organizzazione “DATA” (Debt, Aids, Trade in Africa), il cui obiettivo è stato quello di diffondere la consapevolezza dell’immenso debito estero dell’Africa, l’incontrollabile diffusione dell’AIDS e le leggi del mercato che strangolano di fatto, impoverendoli, gli abitanti di quegli stati, poi accorpata all’associazione ONE. Numerosi i viaggi e gli interventi in compagnia di presidenti e politici di ogni stato del mondo. Oggi è attivo con l’associazione RED.

L’impegno di Bono per il sociale lo ritroviamo in numerose iniziative. Ne è un esempio la partecipazione all’Artists United Against Apartheid, scrivendo e registrando la canzone Silver and Gold per Sun City. Si tratta di un album corale contro la politica della segregazione razziale in Sudafrica. A seguire ci sono i progetti letterari e cinematografici, come la sceneggiatura del film di Wim Wenders; articoli di giornali attraverso cui portare avanti campagne umanitarie, come la Jubilee 2000, per azzerare il debito pubblico nei paesi del terzo mondo; e nella lotta all’Aids con l’associazione DATA.

 

La biografia di Bono

Da piccolo Bono vantava, si fa per dire, il soprannome di Anticristo. La sua adolescenza si è formata alle scuole elementari a Inkwell, una scuola della chiesa protestante. Nato da un matrimonio misto, protestante e cattolico, era usuale allevare i figli secondo i principi cattolici. Anche per Norman, suo fratello maggiore, fu la stessa cosa. Nel settembre del 1974, Bono festeggia il cinquantesimo anniversario dei matrimonio dei suoi nonni materni. La festa si rivela una tragedia, in seguito alla morte del nonno. Una catena infernale segna il percorso della futura star. Durante i funerali del nonno, la madre Iris viene colpita da un aneurisma cerebrale e muore quattro giorno dopo.

Paul, astro nascente Bono, rimane molto scosso: scriverà molte canzoni dedicate alla madre, tra le quali ‘I Will Follow’, ‘Tomorrow’, ‘Out of Control’, ‘Lemon’, ‘Mofo’ e ‘Iris’ (Hold me Close). Il giovane reagisce con rabbia a ciò che gli accade. Entra a far parte di un gruppo di ragazzi ribelli del suo quartiere, i Lipton Village, il cui scopo è di evadere qualsiasi forma di legge. Durante la permanenza in questo gruppo, Paul viene soprannominato Bono Vox dall’amico e futuro membro dei Virgin Prunes, Fionan Hanvey, in arte Gavin Friday. Un soprannome che inizialmente non piaceva al cantante che, scoprì, volesse dire dal latino “bella voce”. Solo col debutto discografico della band alla fine degli anni 70, il nome d’arte Bono Vox viene ridotto a Bono.

Bono frequenta il primo anno alla St Patrick, dalla quale viene espulso perché sorpreso a tirare escrementi di cane alla sua professoressa di spagnolo. Viene mandato alla Mount Temple School, dove diventa popolare per la sua bella voce. Impara a suonare la chitarra grazie al fratello Norman, che gli presta il suo strumento e le intavolature delle canzoni dei Beatles.

 

Riconoscimenti

I riconoscimenti per Bono sono davvero molti, 32º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone. Nel 2002, il suo nome è stato incluso tra i primi “100 Grandi Britannici”. L’elenco redatto dalla BBC è stato votato dal pubblico (che include anche personalità irlandesi). Qualche anno dopo, nel 2005 è stato nominato Person of the Year, insieme a Bill e Melinda Gates, dal Time. Nel 2006, la canzone One da lui scritta e pubblicata nell’album Achtung Baby uscito nel 1991, viene dichiarata la canzone dal testo più bello della storia della musica. Il 29 marzo 2007 viene insignito del titolo di “Cavaliere” dalla regina Elisabetta II per il grande contributo in ambito musicale e umanitario.

 

Attività letteraria

Bono scrive per gli U2 e si diletta anche in ambito letterario. Tra le sue ‘opere’ c’è la sceneggiatura del film The Million Dollar Hotel. Il cantante irlandese ha redatto numerosi articoli giornalistici spesso legati alle iniziative sociali da lui sostenute. Alcune su tutte, la richiesta di cancellare il debito dei paesi in via di sviluppo e la campagna per la lotta contro l’AIDS in Africa.
Il 23 marzo 2007 Bono scrive un articolo, pubblicato sul Corriere della Sera, per commemorare la nascita della Cee. Sono passati cinquant’anni e l’articolista cerca di spiegare come questa istituzione debba cercare di risolvere i problemi che affliggono l’Africa. L’Italia dovrebbe donare lo 0,7% del proprio pil per salvare milioni di persone. Sempre sull’Unione Europea, il leader tornerà con un articolo pubblicato dal quotidiano la Repubblica nel 2018.

Altre risorse

Hai trovato utile questo articolo?
5/54 voti