Canzoni popolari irlandesi da cantare nei pub

Le canzoni irlandesi raccontano le tradizioni, la passione nel cantare, pratica diffusa soprattutto nei pub, la storia di eventi importanti e di altre avventure e sventure tipiche del popolo d’Irlanda. Per questo abbiamo voluto raccogliere le migliore drinking song che hanno segnato un’epoca.

La maggior parte del repertorio folkloristico irlandese e, dunque, delle canzoni irlandesi è stato composto tra il Seicento e il Settecento da musicisti che tramandavano la musica in maniera orale. La svolta, almeno da un punto di vista della diffusione, si ebbe con la danza che giocò un ruolo chiave per la musica strumentale.

Iniziarono così le composizioni di melodie celtiche, ballate e brani anonimi che andarono a formare quello che definiamo il panorama delle canzoni irlandesi. Un lavoro pionieristico frutto di artisti come i fratelli Clancy e Tommy Makem, fino ad arrivare ai fantastici Dubliners. Sembra un’epoca fa il 1960. Seguirono i loro discepoli moderni.

 

Canzoni irlandesi, brani popolari da cantare nei pub

La canzone “Jug of Punch” (The Clancy Brothers and Tommy Makem, 1962; Pete Seeger, Memphis Slim e Willie Dixon, 1960) canta le lodi di uno specifico tipo di bevanda alcolica: un infuso fatto di miele, chiodi di garofano e whisky. «E se io sono ubriaco, allora i miei soldi sono i miei e se non ti piace mi puoi lasciarmi in pace», recita il brano.

Come non cantare nei pub la celebre “Dirty Old Town” in un inno conosciuto in tutta Europa, con radici che traggono ispirazione al movimento folk nascente degli anni 1950. Musicista inglese, drammaturgo e attivista Ewan MacColl scrisse la melodia nel 1949. Originariamente composto per accompagnare uno spettacolo teatrale, la canzone divenne ben presto uno standard nel lessico di innumerevoli gruppi folk europei, tra cui i The Dubliners. La versione definitiva è quella interpretata da Luke Kelly.

 

Drinking song da cantare nei pub

Se credete che questi siano soltanto degli assaggi in realtà è così. Chi non conosce The Wild Rover, tra le più importanti canzoni irlandesi, considerata al pari di un inno. Il nome è simile alla precedente, eppure si contraddistinguono profondamente: è il caso di The Irish Rover, un brano celebre nella cultura della musica tradizionale d’Irlanda. Completiamo questo primo balletto, si fa per dire con Whiskey in the Jar, un brano favoloso probabilmente risalente al 1600.

Continuiamo questo viaggio nella musica irlandese con When Irish Eyes Are Smiling, The Auld Triangle e Some Say The Devil Is Dead. Un capolavoro è senz’altro Danny Boy, brano che assume un significato particolarmente toccante per il popolo irlandese. Una mamma saluta il proprio figlio, in partenza per la guerra, durante la diaspora che portò il paese alla guerra civile irlandese. Come non citare The Rose of Tralee e la significativa Molly Malone, sgualdrina e pescivendola che merita una canzone solo per lei.

Tra amore e politica le più famose da cantare sono Black is the colour, “Il nero è il colore”, un chiaro riferimento ai capelli del suo vero amore (Black Color Of My True Love’s Hair). Segue My Irish Molly, il brano dedicato a questa donna irlandese e all’amore che si sarebbe consumato se soltanto il protagonista avesse qualche soldo: con 99 centesimi ti amerei. Di gran lunga più impegnativa è Follow Me up to Carlow, un brano scritto durante la ribellione del 1798 e celebra la sconfitta di 3 mila soldati inglesi. La canzone irlandese riguarda Fiach MacHugh O’Byrne e la Seconda Rivolta dei Desmond contro Elisabetta I d’Inghilterra, scritta nel XIX secolo.

 

Canzoni irlandesi da Stadio

Tra le più belle canzoni irlandesi da cantare negli stadi c’è Ireland’s Call, l’inno della nazionale irlandese di rugby capace di unire la Repubblica irlandese e l’Irlanda del Nord. Durante gli Euro 2012, la nazionale di calcio irlandese ha preso parte agli Europei. Le qualificazioni e la lunga marcia ha portato alla nascita di The Rocky Road to Poland, una canzone diventata molto popolare nel Paese. Vogliamo chiudere quest’elenco con Rocky to Dublin, realizzata in contesto ben diverso rispetto alla precedente. Datato 19° secolo, il brano è scritto in nove ottavi.

 

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