Bouzouki irlandese

L’ingresso del bouzouki sembra attualmente uno degli elementi più interessanti degli ultimi venti anni in tema di musica tradizionale irlandese. Una testimonianza di come sia stata sviluppata la capacità di integrazione e di rinnovamento degli strumenti musicali della scena irlandese.

Innanzitutto è da precisare che il termine bouzouki indica in Irlanda uno strumento del tutto differente dal suo antenato greco, pervenutovi nel corso degli anni ’60. Infatti, quando si ripercorre la storia bisogna tornare nell’antica Grecia. Questo strumento, noto col nome di πανδούρα, si presentava con tre corde.

In epoca bizantina viene chiamato bourás. Con l’arrivo degli Ottomani, questi ultimi lo adottano nella loro musica. L’odierno strumento turco tambur è praticamente identico al pandurís. Presso il Museo Storico Nazionale di Atene è in mostra il tambouras del generale Makrijannis (eroe della Rivoluzione Greca del 1821).

Il bouzouki originale era a tre doppie corde, tríchordo (τρίχορδο). Dopo la Seconda guerra mondiale, ha fatto la sua apparizione il bouzouki a quattro doppie corde, tetráchordo (τετράχορδο), è stato reso popolare da Manolis Chiotis, considerato uno dei grandi virtuosi del bouzouki.

Conoscere il Bouzouki

Dopo questa breve parentesi, torniamo agli irlandesi che hanno creato, negli anni ’60, una variante di questo strumento denominata bouzouki irlandese. È stata introdotta una cassa di risonanza a forma di goccia, che differisce dall’originale greco per il fondo piatto e per l’accordatura.

Tra i cantautori italiani che ne hanno fatto uso nei loro concerti si ricorda Fabrizio De André. In Italia attualmente Mauro Pagani, polistrumentista, virtuoso dello strumento ed autore, spesso suona in album e nei concerti di vari artisti come strumentista di bouzouki.

È probabile che l’uso frequente del termine, a designare una serie di strumenti molto diversi, derivi dal fatto che il bouzouki sia “arrivato” in Irlanda prima della cetera e delle altre mandole.
Adusi al termine “bouzouki”, i musicisti hanno preso facilmente l’abitudine di chiamare in questo modo qualsiasi strumento a corde doppie che fosse usato per accompagnare la musica irlandese.

Tutti i termini usati al riguardo nel presente studio sembrano infatti essere usati in modo più o meno intercambiabile dai musicisti, e manca qualsiasi accenno di precisione, eccezion fatta per i liutai.

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