Rugby

Da una prima impressione, la differenza principale tra il calcio e il rugby è che il primo ha avuto più successo rispetto al secondo nello stabilire e nel mantenere i contatti tra il nord e il sud dell’Irlanda.

È risaputo per esempio, che l’Irish International Rugby Team è rappresentativo di tutta l’isola d’Irlanda. Mentre l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda sono rappresentate separatamente nei vari tornei internazionali di rugby.

Inoltre, molte federazioni di rugby si sono costituite nella stagione 1990-91, quando i rapporti tra nord e sud dell’isola erano molto intensi e positivi. Sebbene si possa genericamente accettare che il rugby e il calcio siano due aspetti differenti del panorama culturale irlandese, concludere che il rugby sia uno sport di integrazione e il calcio di divisione, sarebbe troppo semplicistico oltre che scorretto.
 

Rugby

Pallone da Rugby (Foto freeimages.com/johnmckeag-44838)

 

Conoscere il Rugby

Una delle spiegazioni più comuni del perché il rugby sia in grado di funzionare in un contesto paese, risiede nel fatto che è uno sport della classe media.
Proprio come in Inghilterra, anche nel sud e nel nord dell’Irlanda, questo sport rientra nel curriculum dell’educazione fisica delle scuole d’elite. Nel frattempo riveste una certa importanza tra gli sport praticati nelle università. Esiste inoltre un esteso network di clubs privati attraverso i quali i contatti con le scuole si sviluppano e si estendono poi al di fuori di esse.

In generale quindi, la classe media irlandese accetta di buon grado di mantenere i contatti con la classe media nordirlandese e viceversa. Contatti che si sviluppano anche con altri tipi di sport, come ad esempio il golf, il cricket, l’hockey e che aumentano la visibilità sociale e il prestigio di quelle associazioni di professionisti benestanti che questi sport sostengono, e i cui propositi possono anche essere profondi e sinceri. Ma come fanno notare diversi studiosi: se da un lato è vero che il rugby aiuta nella costruzione di una classe media, allo stesso modo può inasprire e aggravare altre divisioni sociali. Escludendo da questo e dagli altri sport citati poco fa, la working class da entrambe le parti del confine.

Un’altra spiegazione risiede nella natura intrinseca dello sport stesso, discreto e di livello soprattutto amatoriale se paragonato per esempio al calcio. Con l’esclusione dei grandi avvenimenti sportivi a livello internazionale, il rugby ha sempre avuto un piccolo e appassionato pubblico di tifosi ed un’alquanto scarsa attenzione da parte dei mass media. Niente se paragonato appunto al più vasto pubblico di sport come il calcio o il calcio gaelico, in grado di catturare in misura molto maggiore anche l’attenzione dei media.

 

Il rugby è schivo alla politica

Ma questo sport non è totalmente sganciato dalla politica: in Irlanda del Nord è quasi esclusivamente praticato dagli appartenenti alla classe media protestante. Nonostante gli statuti dei rugby clubs consentano l’iscrizione a chiunque e proclamino il loro impegno come associazioni non settarie. Il sistema entro il quale ruotano, esclude per vie naturali la partecipazione di cattolici.

Si tratta di una segregazione informale, dal momento che il rugby viene praticato molto spesso soltanto nelle scuole e nei college più prestigiosi del nord. Qui l’accesso è economicamente possibile soltanto ad una piccola parte della popolazione, quasi sempre solo protestante. È una subcultura che gioca un ruolo importante nel mantenere forte la coesione sociale dell’ala protestante nordirlandese. La storia del Sei Nazioni.

 

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