Dall'Irlanda dei Celti e dei monaci cristiani alle invasioni dei Vichinghi: il racconto di epiche battaglie e leggendarie imprese.

Sulle orme dei Celti e dei Vichingi

La prima testimonianza dei Celti in Irlanda risale al 500 a.C., ovvero all’Età del Ferro, ben 200 anni dopo le tracce del passaggio di queste tribù indoeuropee in alter parti d’Europa. Prevalentemente i Celti erano raggruppati a nord delle Alpi intorno al fiume Danubio, nell’Europa centrale, dunque l’arrivo in Irlanda non ha informazioni certe e ancora meno affidabili sono le date di quando i Celti divennero il gruppo etnico dominante. Probabilmente il loro arrivo parrebbe essere stato graduale, un processo lungo classifica in centinaia di anni.

Nel V secolo d.C. e con l’arrivo del cristianesimo, la lingua celtica era parlata in tutta l’isola d’Irlanda. Il fatto che non ci siano testimonianze scritte del periodo celtico non preclude alcuni racconti verbali che sono arrivati fino ai giorni nostri. I Celti utilizzavano una tradizione orale, tuttavia avevano una scrittura chiamata Ogam o Ogham, usata in Irlanda dal IV secolo d.C. all’ottavo secolo d.C. composta da travi o tacche intagliate nel legno o sul bordo di una pietra. Un tipo di linguaggio dei segni, goffo e primordiale, basato su gruppi da uno a cinque caratteri per ogni lettera scelto dai druidi per iscrizioni brevi, come lapidi o monumenti commemorativi.

I monaci irlandesi

Vescovi, monaci o eremiti fondarono numerose chiese in Irlanda. La stima è di 4 mila luoghi di culto realizzate in legno o in pietra. A parte Duleek (VII sec.), le prime chiese in pietra somigliavano a delle tombe dei santi fondatori e in alcuni casi venivano realizzati degli altari all’aperto dove poter recitare le preghiere. Tra i più prolifici c’è San Colombano (597) nato a Garten nella contea di Donegal. Alla fine lasciò l’Irlanda per la Scozia per seguire l’evoluzione della sua evangelizzazione fondando l’abbazia di Luxeuil in Gallia (Francia) e l’abbazia di Bobbio prima di morire. Più in generale gli scribi irlandesi produssero eccellenti manoscritti come il Book of Kells, una copia dei quattro Vangeli probabilmente datata tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo, e il Libro di Durrow, probabilmente realizzato un secolo prima.


Le invasioni vichinghe

La civiltà irlandese rimase uniformemente celtica a lungo, fino al 795 quando ci furono i primi attacchi Vichinghi in Irlanda sull’isola di Lambay nella baia di Dublino. Un episodio che segnò l’inizio delle invasioni sull’Irlanda e sui monasteri irlandesi in particolare. I pirati, ovvero i Vichinghi, erano teutoni, agricoltori, pescatori e mercanti di mare danesi, svedesi e norvegesi, costretti in mare aperto in cerca di sostentamento dalla sovrappopolazione e dalla carenza di terra coltivabile. Dall’VIII secolo, incursioni e saccheggi diventarono sistematici un po’ ovunque. In Irlanda i norvegesi hanno condotto campagne sporadiche, almeno fino all’830 quando iniziarono attacchi su larga scala. In particolare i Vichinghi penetrarono nell’entroterra attraverso l’uso di fiumi e laghi poiché attratti dalla ricchezza dei monasteri e delle chiese, che saccheggiarono costantemente. A questo periodo risalgono i primi insediamenti fortificati dei Vichinghi. Nell’852 i danesi sottrassero il controllo degli insediamenti militari e commerciali di Dublino ai norvegesi, sotto il loro re Olaf (in irlandese Amlaoimh), e fondarono il regno danese di Dublino che doveva durare trecento anni, fino alla venuta degli anglo-normanni.

Con Brian Boru, per i successivi 100 anni, fino alla metà del X secolo, i Vichinghi consolidarono ed estesero il loro potere attraverso razzie. Il potere iniziò a calare soltanto a partire dal 950 fino a quanto Boru costituì il Regno d’Irlanda. Riuscì a fondare le disparate forze gaeliche in un unico esercito confederato e sconfisse le forze norvegesi e danesi nella battaglia di Clontarf il 23 aprile 1014, spezzando definitivamente il potere dei Vichinghi. La lingua e le usanze irlandesi mescolarono tradizioni del patronimico gaelico e per questo molti cognomi irlandesi moderni riflettono il nome di McLoughlin (Mac Lochlainn) e McIvor (Mac Iomhair). Ai Vichinghi vanno attribuite anche le prime città d’Irlanda, nate proprio come insediamenti vichingi e sono Dublino, Wexford, Waterford, Cork e Limerick.