Samuel BecSamuel Beckett Bridge, Dublinokett Bridge, Dublino

Dublin Docklands è un area della città di Dublino completamente riqualificata. La zona si estende su entrambi i lati del fiume Liffey all’incirca dal Talbot Memorial Bridge verso est fino alla 3Arena. Fortemente segnata dalla crisi finanziaria, i Docklands hanno invertito la rotta fino a raggiungere una completa rigenerazione urbana.

Così i Docklands, negli ultimi anni, sono diventati un’estensione del moderno centro commerciale dell’International Financial Services Center di Dublino. La scommessa è stata quella di investire in nuove infrastrutture, come il Samuel Beckett Bridge e il prolungamento della Luas ha di fatto collegato l’area al resto del centro città.

Il Bord Gais Energy Theatre, il rinnovato 3Arena (prima The O2) e il Convention Centre di Dublino sono diventati edifici moderni. La loro bellezza e innovazione ha di fatto consacrato i Docklands come il quartiere del digitale e delle comunicazioni. In breve tempo, i Docklands sono diventati il fulcro del quartiere dell’informatica. Ispirandosi alla Silicon Valley americana, la zona è stata preda dello sbarco dei colossi delle aziende informatiche made in Usa. Non è un caso se i Docklands ospitano le sedi europee di Facebook, Google, Ibm e tante altre compagnie. Da qui si spiega la grande capacità di offerte di lavoro a Dublino.

Docklands, i progetti completati

  • Spencer Dock è uno dei progetti più grandi dei Docklands e forse anche quello più ambizioso. Si tratta della rigenerazione urbana mai avvenuta prima nella storia d’Irlanda, con appartamenti sul mare, uffici, spazi commerciali, un parco e servizi locali per attività ricreative.
  • Il Point Village comprende un hotel, un centro commerciale, 13.000 m² di uffici, un parcheggio sotterraneo di 3 piani e un cinema a 12 sale. La zona avrebbe dovuto ospitare il museo “U2 Experience”, successivamente divenuto mostra permanente al Little Museum di Dublino che si trova su St Stephen’s Green.
  • Il Grand Canal Dock è il progetto che ha trasformato il sito di gas, 10 ettari abbandonati e pesantemente contaminati all’estremità orientale di Pearse Street, in un mega progetto che ha visto la realizzazione del Grand Canal Harbor, 80mila metri quadrati di uffici, 1.200 appartamenti, bar, ristoranti con un teatro da oltre duemila posti e hotel a 5 stelle (150 camere da letto).

 

La Silicon Docks dei Docklands

Tra gli elementi dei Docklands c’è la zona definita Silicon Docks, divenuta famosa per ospitare i quartieri europei di aziende high-tech come Google, Facebook, Twitter, Linkedin e numerosissime startup. Una ‘macchina’, se così si può definire, che dà lavoro a circa 7 mila persone. Una rinascita, quella dei Docklands, avvenuta in seguito alla crisi finanziaria irlandese. Il piano di riqualificazione promosso per i Docklands dal Consiglio comunale di Dublino ha consentito un rapido sviluppo. Le concessioni per costruzione su aree portuali di edifici fino a 22 piani in altezza, il 50% in più rispetto agli edifici del centro cittadino, hanno attirato le aziende straniere. Complici gli sgravi fiscali, con una tassazione pari al 12,5%.

 

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