Busti, libri e scaffali. Dal 1801, la Old Library raccoglie oltre 200 mila volumi e intere collezioni di testi pubblicati in Gran Bretagna e in Irlanda.

Un vero e proprio patrimonio per l’isola che oltre ai libri vanta una serie di sculture in marmo che fiancheggiano la Long Room. Una collezione di sculture che si sono susseguite a partire dal 1743, anno in cui lo scultore Peter Scheemakers decise di commissionare la realizzazione di 14 busti.

Le opere della Old Library raffigurano grandi filosofi e scrittori del mondo occidentale e anche uomini – famosi e meno famosi – collegati al Trinity College di Dublino. La statua più bella è senza ombra di dubbio quella che omaggia lo scrittore Jonathan Swift, realizzata da Louis Francois Roubiliac.

La Old Library è ospitata nella Long Room: una sala di 65 metri che custodisce la biblioteca del 1712, che a sua volta preserva un patrimonio immenso di libri antichi. La vostra attenzione sarà sicuramente rapita dai volumi presenti nella sala, eppure soffermatevi ad ammirare le volte a botte del tetto. Sono state introdotte dopo il 1860 a sostituzione della precedente copertura in gesso.

La Long Room, la sala che custodisce la Old Library

La Old library, la biblioteca del Trinity College

Una volta entrati nella Old library troverete diversi tesori. Si tratta di capolavori accuratamente custoditi e rari. Come una delle poche copie rimanenti della Proclamazione della Repubblica d’Irlanda letta al di fuori del General Post Office, il 24 aprile, da Patrick Pearse. Correva l’anno 1916, più precisamente stava iniziando la Rivolta di Pasqua.

E ancora, fra i volumi custoditi nella Old library c’è il celebre “Book of Kells”, Libro di Kells, uno dei manoscritti miniati più preziosi al mondo. Non perdetevi l’arpa in legno di quercia e salice, con 29 corde in ottone risalente al 15° secolo, e una serie di lettere del 17esimo e 18esimo secolo che commemorano i benefattori. Tra loro ci sono James Ussher, arcivescovo di Armagh, Re Carlo II, William Palliser, arcivescovo di Cashel, Claudio Gilbert e Theophilius Butler.