Per i celti Dublino era Baile Atha Cliath, cioè Città del guado di graticci, per via degli intrecci di canne utilizzati per consolidare il terreno paludoso. Inizia così la storia di Dublino che soltanto nei decenni successivi all’anno mille, un processo di assimilazione tra popolazioni gaeliche e incursori scandinavi caratterizzò il primo sviluppo urbano. Abitazioni, vie e poderi occuparono il terreno irregolare fra Poddie e Liffey.

Mentre al guado si sostituiva un primo ponte. Ormai rilevante centro di scambi, contava qualche migliaio di abitanti e batteva moneta propria. Fu perciò naturale che, nel XII secolo, prendesse avvio la conquista militare dell’isola da parte degli anglo-normarmi. Quest’ultimi costrinsero l’Irlanda a instaurare con la maggiore delle isole britanniche un legame che non si sarebbe mai più rescisso. Non riuscirono però a pacificare del tutto l’isola.

Per secoli i confini del territorio stettero sotto il diretto controllo inglese. Attorno alla città («The Pale») mutarono a seconda della maggiore o minore belligeranza nell’entroterra. La città in quanto tale, tuttavia, non mostrava particolari fervori anti-britannici. Anche più tardi, quando nel ‘500 venne introdotta una Riforma d’ispirazione anglicana, nessuna levata di scudi ci fu da parte dei fedeli alla Chiesa di Roma. Sotto un profilo urbanistico il centro medievale tendeva ad ampliarsi, in parte su terreno di bonifica sottratto al Liffey, e a formalizzare i suoi poli politici (il castello, 1220) e religiosi (la nuova collegiata intitolata a san Patrizio, sin dal 1192).