I Celti erano soliti festeggiare Yule banchettando sotto un pino, l’arbusto che oggi probabilmente chiamiamo con il nome albero di Natale.

Addirittura la ricorrenza investiva persino l’antica Roma, che durante il Solstizio d’inverno celebrava i Saturnali con l’insediamento nel tempio del titano Saturno che all’epoca imperiale si svolgeva dal 17 al 23 dicembre. In questo periodo, per un giorno si abolivano le distinzioni sociali e gli schiavi diventavano padroni.

Le celebrazioni nel mondo

Celebrazioni nel mondo

Il solstizio è una ricorrenza che coinvolge moltissimi stati a partire dalla Cina, l’Iran e ovviamente anche località più vicine come l’Inghilterra, che ogni anno attrae centinaia di migliaia di visitatori a Stonehenge, e l’Irlanda che si difende con dei siti davvero unici e privilegiati per assistere al fenomeno come Newgrange e Brú na Bóinne, attualmente patrimonio mondiale dell’Unesco.

Cina

La Cina ricorda questo giorno speciale similmente al Natale, ovvero ci si ritrova con la famiglia per degustare piatti tipici della tradizione. Un’occasione per mettere in tavola i celebri tangyuan, che sono delle palline di riso servite sia piene sia vuoto e dei più famosi ravioli cinesi. Un incontro intimo che negli anni è diventato qualcosa in più, tanto da essere stato istituito il Dōngzhì Festival o Winter Solstice Festival che dalla Cina ora coinvolte l’Asia orientale a cominciare da giapponesi, coreani e vietnamiti.

Inghilterra

L’Inghilterra, un po’ come l’Irlanda, vive intensamente la ricorrenza del Solstizio. Il primo pensiero è il sito preistorico di Stonehenge ad Amesbury, dove ogni anno gli affezionati del genere si accalcano per assistere al tramonto del sole. I giochi di luce tra le pietre fanno pensare un loro posizionamento studiato, al pari delle tombe megalitiche irlandesi che all’alba si riempiono di luce regalando una sensazione speciale e unica. E se la classe sacerdotale dei druidi avrebbero studiato a lungo come e dove realizzare gli avvistamenti, a Brighton spopola il Burning the Clocks, il festival del solstizio d’inverno che mobilita la cittadinanza in un coloratissimo corteo fatto di lanterne colorate e costumi a tema.

Iran

A Teheran e nel resto del Paese c’è un’antichissima festa a ricordo della “notte più lunga e più buia dell’anno”. Conosciuta con il nome di Yalda, le celebrazioni per il solstizio d’inverno dell’emisfero settentrionale. Secondo la tradizione persiana, ci si riunisce in famiglia per mangiare, bere e leggere poesie possibilmente del mistico Hafez. Passata la mezzanotte è tempo di melograni e cocomeri a simboleggiare i colori, dunque la vita. In qesto giorno così speciale chiamato Shab-e Chelleh, la notte è l’ingresso alla “grande Chelleh”, ossia tra l’ultimo giorno d’autunno e il primo giorno d’inverno.

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