Geografia

La geografia d’Irlanda riguarda un’isola nell’Oceano Atlantico settentrionale, localizzata nell’Europa nord-occidentale, situata ad ovest della Gran Bretagna, dalla quale è separata dal Mar d’Irlanda, mentre il mare che la separa dal resto d’Europa è il Mare Celtico.

Della geografia fa parte dell’Arcipelago britannico ed è spesso soprannominata the Emerald isle. Un nome che le è stato attribuito per le sue vaste midland collinari nelle quali domina incontrastato il colore verde.

La costa occidentale, invece, è caratterizzata, grazie all’influsso dell’oceano, da frastagliatissime e impervie scogliere. La superficie dell’isola è di circa 84.079 km², mentre le coordinate sono approssimativamente 53°N 8°W.

Indice

 

Formazioni geologiche

Le Slieve League descrivono perfettamente la geografia dell’isola. Le pareti della scogliera sono un chiaro esempio di roccia primordiale irlandese.

La geografia racconta che si tratta della roccia più vecchia d’Irlanda: databile a 1,7 miliardi di anni fa, rinvenuta su Inishtrahull. Si tratta di un isolotto a largo del Donegal. In altre parti di questo territorio, i geologi hanno trovato rocce nate come depositi glaciali. Questo a dimostrazione del fatto che l’Irlanda fosse interamente coinvolta in una massa di ghiaccio durante il periodo in questione.

Al termine del Precambriano, circa 600 milioni di anni fa, la terraferma di quel che sarebbe divenuto l’Irlanda, era divisa in due dall’Oceano Giapeto, più o meno situata dove è posizionato oggi il Sudafrica, quasi certamente al di sotto del livello del mare come testimoniano molti fossili a Bray Head, nel Wicklow.

Geografia e Territorio

Per conoscere affondo la geografia e territorio, spostandoci 50 milioni di anni avanti, queste due masse di terra entrarono in collisione, per poi unirsi circa 440 milioni di anni fa: questo è dimostrato da molti fossili di forme di vita di entrambe le masse rinvenuti insieme vicino Clogher Head, nel Louth. Le montagne del nord ovest sono frutto di questa collisione, così come le formazioni granitiche di Donegal e Wicklow. In questo periodo la terraferma irlandese giaceva già al di sopra del livello del mare ed era situata alla longitudine dell’Equatore: dimostrazione di queste teorie vari fossili di creature terrene, come gli alberi di Kiltorcan, nella contea di Kilkenny, le orme di esseri anfibi su Valentia Island, nel Kerry, o vari molluschi d’acqua dolce. L’arenaria rossa tipica di alcune zone si formò in questo periodo.

Tra 400 e 300 milioni di anni fa, l’Europa nord-occidentale affondò in un mare caldo e ricco di calcio. Si formarono grandi barriere coralline che poi, a loro volta, crearono la base per il calcare che tutt’oggi compone il 60% circa del territorio irlandese. Col ritirarsi delle acque, sorsero vaste foreste tropicali e paludi che, col passare dei secoli, formarono carbone in quantità considerevole, il quale sarebbe stato eroso successivamente. Questo periodo, chiamato Carbonifero, fu caratterizzato da movimenti tellurici che ebbero come risultato la formazione delle zone montuose e collinari del nord-est e sud-ovest dell’isola.

Burren: dettaglio della superficie calcarea della zona

L’Irlanda giunse così, 250 milioni di anni fa, all’altezza dell’attuale Egitto, caratterizzata da un clima desertico che contribuì a una erosione del terreno formato da roccia carbonifera e arenaria, e in parte di quella calcarea molto sottile ancora presente nel sud. La scomparsa dell’arenaria in alcune zone e l’esposizione della roccia calcarea all’anidride carbonica ha portato alla formazione di particolari paesaggi calcarei: uno fra questi è rimasto tutt’oggi intatto, ed è il Burren nel Clare, posto unico al mondo formato da un tavolato calcareo di notevoli dimensioni. Anche zone delle vicine isole Aran mostrano questa formazione geologica.

 

Un drumlin sprofondato nell’acqua: Clew Bay, Mayo

Poco dopo questo periodo, grazie a decomposizioni organiche nei mari, si formarono i depositi di petrolio e gas che oggi ricoprono un ruolo importante nell’economia della nazione irlandese. Dopodiché l’Irlanda sprofondò di nuovo, ma stavolta in un mare composto di gesso: tracce di questo minerale sono rinvenute in sottostrati del suolo nel nord, coperti da roccia basaltica, formatasi circa 65 milioni di anni fa grazie all’attività vulcanica. Testimonianza di queste attività sono i monti Mourne e altre formazioni montuose dell’Irlanda settentrionale. I vulcani resero il clima molto caldo, favorendo la nascita della vegetazione, che poi formò depositi di lignite tutt’oggi presente e lasciata dov’è, nel sottosuolo dell’Antrim, e piogge in enormi quantità, che accelerarono il processo di erosione.

L’isola era ormai prossima all’attuale posizione 25 milioni di anni fa, con il manto roccioso del territorio quasi ricoperto da suolo grazie alle lunghe erosioni. Nelle aree con buon drenaggio, lo strato roccioso era ricoperto da suolo grigio o scuro, in quelle invece con drenaggio scarso dominava l’argilla nera. Fino a 1,7 milioni di anni fa, la Terra fu soggetta a continui sbalzi fra ere calde e ere fredde, che notevolemente influenzarono anche l’Irlanda: soprattutto l’era glaciale, creò particolari figure geologiche che oggi caratterizzano l’ambiente irlandese, come i drumlin, gli esker, le vallate glaciali come Glendalough o Glengesh e i corrie.

Geografia, rocce e suolo

Scogliere di Moher: le scogliere mostrano vari strati di arenaria, roccia scistosa e altre rocce sedimentarie. Le piane centrali dell’isola sono formate di roccia calcarea ricoperte da uno strato di argilla e sabbia di origine glaciale, e sono formate da zone acquitrinose come la Bog of Allen, che è una delle brughiere più vaste. Le montagne situate lungo le coste sono piuttosto varie a seconda della loro posizione: nel sud sono formate di arenaria rossa, mentre le vallate dove scorrono i fiumi sono calcaree; nel Mayo, nel Galway, nel Donegal, nel Wicklow e nel Down, le montagne sono principalmente formate da granito; nel nord-est, infine, ci sono vari terreni di natura basaltica, uno su tutti il celebre Selciato del gigante (Giant’s causeway) nell’Antrim.

Il suolo dell’ovest e del nord tende ad avere scarso drenaggio, formando zone ampie acquitrinose, con ampie brughiere ricche di torba e argilla, tuttavia composte da terreno aspro e assolutamente poco adatto alla coltivazione. Al contrario, i territori orientali e meridionali, meno colpiti dalle pur continue piogge, hanno un drenaggio migliore e uno strato di humus più fertile.

Fiumi irlandesi

Della geografia del paese fanno parte il fiumi irlandesi. Lo Shannon è il fiume più lungo d’Irlanda (259 km) e, se considerato con il suo enorme estuario (386 km), il più lungo dell’arcipelago britannico. Nasce nel Cavan e percorre l’isola tagliandola in due e dividendo le paludose zone centrali dal selvaggio ovest, formando nel suo percorso tre laghi, tra i più grandi dell’isola, ovvero il Lough Ree, Allen e Derg, che è il più vasto dei tre, per poi gettarsi nell’Oceano Atlantico dopo aver attraversato Limerick.

Lo Shannon è collegato tramite un sistema di canali, all’altro grande fiume irlandese, l’Erne, che invece si getta a nord nella Donegal Bay, creando un sistema idrico notevole. Altri fiumi importanti sono il Liffey, che passa per Dublino, il Lee, che attraversa Cork, il Blackwater, il Nore, il Suir, il Barrow e il Boyne.

I laghi irlandesi

Fanno parte della geografia laghi irlandesi. Il Derg, terzo lago per grandezza dell’isola. Il lago più grande è il Neagh, interamente compreso nei territori dell’Irlanda del Nord e che vanta il record di dimensioni di tutte le isole britanniche. Segue il Corrib nel Connemara, vicino Galway e il Lough Erne, suddiviso in due laghi (Upper e Lower) oltre ai già citati laghi dello Shannon. Altri grandi specchi d’acqua sono situati nel Mayo, come il Mask, vicinissimo al Corrib, o il Conn col limitrofo Lough Cullin.

Da citare senz’altro il Lough Gill per la sua rinomanza in ambito turistico; o il Derg del Donegal per l’importanza religiosa, e ultimi, ma non per importanza, i celebri Laghi di Killarney.
Il Foyle e il Swilly, abbastanza conosciuti, non sono in realtà due laghi, come suggerisce il nome, bensì due insenature con un’apertura strettissima, quasi da farli apparire laghi in certi punti.

Paludi e torbiere

La pianura centrale irlandese è ricca di aree acquitrinose e di paludi, chiamate torbiere, perché in esse si forma la torba. Questa è costituita dagli accumuli di materiali vegetali decomposti, che man mano si depositano a strati sul fondo, insieme ai resti di molti insetti. La torba rappresenta il 1º grado della formazione del carbon fossile. Per questo viene usata come combustibile “povero” o come fertilizzante dei terreni da coltivare.

Le coste irlandesi: insenature e baie

Continuano a scoprire la geografia d’Irlanda. Partendo dal Donegal, quindi da nord, e procedendo in senso orario sulle coste irlandesi, troviamo subito i già citati Lough Swilly e Lough Foyle, quest’ultimo formatosi come estuario del fiume Foyle e che separa la penisola di Inishowen dalla contea di Londonderry.

Lasciando il territorio britannico, la successiva baia degna di nota è la Dublin Bay. Dopo la quale la costa irlandese si fa piuttosto lineare senza incurvarsi fino al Wexford Harbour, formatosi sulla foce del fiume Slaney. Porti naturali di natura fluviale seguono sulla costa meridionale. E sono la Wexford Harbour sulla foce del Suir e la Cork Harbour sulla foce del Lee, nella quale è situata anche l’isola Great Island.

A nord troviamo numerose baie formate dalle cinque penisole sud occidentali. Le elenchiamo in ordine: la Dunmanus Bay, la Bantry Bay, l’estuario del Kenmare e infine la celebre Dingle Bay. Segue l’enorme estuario dello Shannon tra Clare e Limerick, la famosa Galway Bay; la particolare e suggestiva Clew Bay nel Mayo, prima che la costa cambi velocemente direzione due volte, prima verso est, poi verso nord, formando la Sligo Bay e la vasta Donegal Bay.

 

L’incredibile geografia dell’Irlanda: i Promontori

La geografia non può che raccontare i celebri promontori irlandesi. Citiamo Malin Head (o Capo Malin) in Donegal, è il punto più settentrionale dell’isola d’Irlanda, mentre Mizen Head (capo Mizen), contea di Cork uno dei più meridionali e dalla collettività considerato il più sud-occidentale, tanto che l’espressione tipica “Malin to Mizen” (o vicerversa) indica l’Irlanda nella sua totalità. Carnsnore Point, invece, nella contea di Wexford, è il punto più sud orientale.

Degni di nota Capo Hook, nel Waterford, la Old Head di Kinsale, il lunghissimo Capo Loop nel Clare che delimita l’estuario dello Shannon, Hag’s Head sulle Cliffs of Moher, e Capo Erris, punta più nord occidentale del Connacht. Curiosi in Donegal il Bloody Foreland e St. John’s Point.

Isole irlandesi

Achill Island, l’isola più grande d’Irlanda. L’isola più grande dell’Irlanda è Achill Island, a largo delle coste occidentali del Mayo. Si tratta di una meta turistica gettonata e oasi gaeltacht, collegata alla terraferma da un ponte. Così come Valentia Island, a largo del Kerry, anch’essa popolata e molto vasta.

Importantissime a livello culturale sono sicuramente le tre famose isole Aran, nella Galway Bay, in ordine decrescente di grandezza Inis Mór, Inis Meáin e Inis Oírr. Molto ricche a livello culturale, meno per il lato economico, anche le isole al largo del Donegal, come Árainn Mhór ed isola di Toraigh. Meritano menzione per importanza anche Clare Island, covo della regina pirata Grace O’Malley; Inishtrahull, territorio irlandese più settentrionale; Omey Island, che diventa penisola a seconda delle maree; le impressionanti isole Skellig e l’isola Lambay, il territorio più orientale della Repubblica d’Irlanda.

Penisole

L’Irlanda, inoltre, soprattutto nella parte occidentale, è formata da numerosissime penisole. Tra le più spettacolari e famose, vanno sicuramente citate tre delle cinque penisole che formano la cosiddetta mano d’Irlanda nel sud-ovest, ovvero la Penisola di Dingle (Corca Dhuibhne), Iveragh e Beara. La Penisola di Ards, nel Down è anche molto vasta, che comprende capo Malin. La punta più meridionale invece è capo Brow. L’isolotto roccioso di Rockall sarebbe il punto più settentrionale irlandese, ma la sua appartenenza è disputata da ben quattro nazioni. Visita la mappa dell’Isola.

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