Foto Dublino

La residenza in Irlanda viene concepita al pari di un domicilio, letteralmente tradotto: il posto dove abitate.

La maggior parte degli italiani che lavorano nell’isola risiedono in Italia e utilizzano il domicilio per ricevere la posta e ottenere il PPS number. Si tratta di un numero importantissimo che vi consentirà di attivare una serie di servizi come, appunto, la domiciliazione delle bollette e l’apertura di un conto corrente. Altra cosa è la residenza in Irlanda.

Il cambio effettivo della residenza in Irlanda e nel resto del mondo deve passare attraverso il registro Aire, ossia l’anagrafe degli italiani.
 
Residenza in Irlanda
 

Come ottenere la residenza

Per ottenere la residenza in Irlanda, entro 90 giorni dalla data di arrivo nel Paese, occorre recarsi presso l’ambasciata italiana a Dublino e iscriversi al Registro degli Italiani Residenti all’Estero. Fate attenzione, la registrazione a questo elenco comporta la perdita della vostra residenza in Italia. Insomma, se il vostro nome compare sul registro significa che risiedete nell’isola.

 

Sarebbe opportuno continuare ad avere la residenza in Italia e il domicilio in Irlanda?

Il problema della residenza in Irlanda sorge da un punto di vista fiscale, quando si lavora nell’isola. L’azienda per la quale lavorate decurta direttamente dal vostro stipendio le tasse, mentre per lo Stato italiano, visto che siete ancora residenti nel paese di origine, sareste comunque soggetti a tassazione sul reddito o bene patrimoniali. Questa situazione “ambigua” è stata sanata da una norma dell’Unione Europea, che abolisce la doppia tassazione tra Paesi membri, ciò stabilisce on esattezza a quale Ente verserete le vostre tasse.
 

Iscrizione, cancellazione ed esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero

L’Aire è l’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero e disciplina sulla residenza in Irlanda e nel resto del mondo. Istituita nel 1990 a seguito dell’emanazione della Legge n. 470 del 27 Ottobre 1988 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’estero”) e del suo regolamento di esecuzione, D.P.R. n. 323 del 6 settembre 1989. Il Registro contiene i dati dei cittadini che hanno dichiarato spontaneamente, ai sensi dell’art. 6 della citata Legge, di voler risiedere all’estero per un periodo di tempo superiore ai dodici mesi o, per i quali, è stata accertata d’ufficio tale residenza.

I comuni sono gli unici competenti alla regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione. Sia di quella residente in Italia, sia dei cittadini che hanno residenza in Irlanda o all’estero, cioè degli italiani che dimorano abitualmente all’estero. Ciascun comune dispone della propria Aire. Esiste, inoltre, un Registro nazionale, istituito presso il Ministero dell’Interno,­ Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, che contiene i dati trasmessi dalle anagrafi comunali. Oltre ai dati anagrafici, l’Aire centrale registra le indicazioni relative all’iscrizione dei cittadini nelle liste elettorali del comune di provenienza. I singoli comuni sono tenuti a comunicare tutti i dati in maniera telematica, via web-mail, utilizzando un sistema di sicurezza e un’apposita procedura informatica, che consente un aggiornamento diretto dei dati stessi.
 

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