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Un capitolo a parte meritano le tasse per i non residenti in Irlanda, in particolare ci si riferisce ai non residenti che hanno prodotto redditi o possiedono beni in Italia e sono tenuti a versare le imposte allo Stato italiano, salvo eccezioni previste da eventuali Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali stipulate tra lo Stato italiano e quello di residenza.

Tutti i cittadini italiani, ovunque siano nati, che risiedono fuori dal territorio nazionale per più di un anno, devono richiedere al proprio Comune la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente (se residenti precedentemente in Italia) e conseguente trasferimento nell’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire) del Comune italiano di origine o di ultima residenza prima dell’espatrio, entro tre mesi dall’arrivo nel paese estero (Legge n. 470/88).

Sono previste alcune eccezioni, delle tasse per i non residenti in Irlanda, per il trasferimento temporaneo, di durata non superiore all’anno o peri i dipendenti dello Stato inviati all’estero per motivi di servizio.
 
Tasse non residenti in Irlanda
 

Come funzionano le tasse per i non residenti?

Tuttavia, si considerano “residenti”, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999. I cittadini che hanno trasferito la propria residenza in uno dei Paesi esteri, nel caso in cui siano effettivamente residenti dove hanno indicato, devono essere pronti a fornire la prova del reale trasferimento all’estero.

Sono tenuti a dimostrare che in Italia non hanno né la dimora abituale né il complesso dei rapporti riguardanti sia gli affari che li interessi (allargati, oltre che agli aspetti economici, anche a quelli familiari, sociali e morali). Sarà quindi possibile utilizzare qualsiasi mezzo di prova di natura documentale o dimostrativa, ad esempio la sussistenza della dimora abituale nel Paese fiscalmente privilegiato, sia personale che dell’eventuale nucleo familiare, l’iscrizione ed effettiva frequenza dei figli presso istituti scolastici o di formazione del Paese estero, lo svolgimento di un rapporto lavorativo a carattere continuativo, stipulato nello stesso paese estero, ovvero l’esercizio di una qualsiasi attività economica con carattere di stabilità.

 

Domicilio fiscale in Italia dei non residenti

Il domicilio fiscale è un dato necessario che permette di individuare con certezza l’ufficio dell’amministrazione finanziaria competente a controllare i dati della dichiarazione dei redditi. In base alle norme fiscali italiane i contribuenti non residenti, ai fini delle imposte sul reddito, hanno il domicilio fiscale nel Comune italiano nel quale hanno prodotto il reddito (o, se l’attività viene svolta in più Comuni, nel Comune in cui hanno prodotto il reddito più elevato).

I cittadini italiani che risiedono all’estero in forza di un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione, nonché quelli considerati residenti all’estero, avendo trasferito la residenza in Paesi aventi un regime fiscale privilegiato indicati nel D.M. 4 maggio 1999 (vedi capitolo 6), hanno invece il domicilio fiscale nel Comune di ultima residenza in Italia.
 

Codice fiscale dei non residenti

Il codice fiscale (costituito da un’espressione alfanumerica di 16 caratteri) rappresenta lo strumento di identificazione del cittadino nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche. Per essere valido deve essere registrato negli archivi dell’Anagrafe Tributaria gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Sono a disposizione dei Consolati o sul sito Agenzia delle Entrate.
 

Le principali imposte italiane per i non residenti

Le principali tasse per i non residenti in Irlanda sono:

  • l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef);
  • l’addizionale regionale all’Irpef;
  • l’addizionale comunale all’Irpef;
  • le imposte sui trasferimenti di proprietà degli immobili (Iva o imposta di registro, imposta ipotecaria e catastale);
  • l’imposta comunale sugli immobili (Ici);
  • l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

 

I non residenti titolari di redditi imponibili in Italia sono soggetti ai seguenti obblighi fiscali:

  • presentazione della dichiarazione annuale dei redditi ai fini Irpef ad eccezione dei casi di esonero – e versamento delle relative imposte (saldo per l’anno precedente e acconti per ;l’anno in corso);
  • se possiedono beni immobili, oltre all’Irpef devono pagare l’Ici e, se l’immobile non è concesso in locazione, la tassa sui rifiuti (entrate comunali). La dichiarazione Ici, al contrario di quanto avviene per quella relativa all’Irpef, non si presenta ogni anno, ma solo in caso di variazioni che si sono verificate nel corso dell’anno (ad esempio acquisto di immobili);
  • in caso di successione, per i beni immobili siti nel territorio italiano e per i diritti immobiliari c’è l’obbligo di presentazione della relativa dichiarazione. Se ricorrono i requisiti di legge sono dovute le imposte di successione e le imposte ipotecaria e catastale nella misura del 2% e dell’1% applicate alla base imponibile determinata secondo le disposizioni relative all’imposta sulle successioni.

 

Irpef: i redditi tassabili dei non residenti

Ai fini dell’applicazione dell’Irpef nei confronti dei non residenti, si considerano prodotti in Italia e sono quindi soggetti ad imposizione da parte dello Stato italiano – salvo quanto previsto dalle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni – i redditi che hanno avuto origine nel territorio italiano e derivano da:

  • attività di lavoro dipendente;
  • attività di lavoro autonomo, d’impresa, eccetera;
  • pensioni e assegni assimilati;
  • fabbricati e terreni ubicati in Italia;
  • redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria (plusvalenze).

I singoli redditi sono classificati nelle seguenti categorie:

  • redditi fondiari
  • redditi di capitale
  • reddito di lavoro dipendente
  • redditi di lavoro autonomo
  • reddito d’impresa
  • redditi diversi

 

Le addizionali regionali e comunali

Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per i redditi prodotti all’estero che hanno subito la ritenuta di imposta a titolo definitivo. Per individuare la regione a favore della quale effettuare il versamento dell’addizionale, si deve fare riferimento al domicilio fiscale del contribuente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente.
 

Stipendi

Per quanto riguarda gli stipendi pagati da un datore di lavoro privato, è prevista la tassazione esclusiva nel Paese di residenza del percettore quando esistono contemporaneamente le seguenti condizioni:
a) il lavoratore residente all’estero presta la sua attività in Italia per meno di 183 giorni;
b) le remunerazioni sono pagate da un datore di lavoro residente all’estero;
c) l’onere non è sostenuto da una stabile organizzazione o base fissa che il datore di lavoro ha in Italia.
In tali casi gli stipendi non vanno dichiarati allo Stato italiano.
 

Pensioni

Sono imponibili comunque in Italia le pensioni corrisposte, a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso. Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali le pensioni corrisposte a cittadini non residenti sono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private.

Sono pensioni pubbliche quelle pagate dallo Stato italiano, da una sua articolazione politica o amministrativa o da un suo ente locale. In linea generale tali pensioni sono imponibili soltanto in Italia. Sono pensioni private quelle corrisposte da enti, organismi o istituti previdenziali italiani preposti all’erogazione del trattamento pensionistico (ad esempio l’Inps). In linea generale tali pensioni sono imponibili soltanto nel Paese di residenza del beneficiario.
 

Borse di studio

Per quanto riguarda le borse di studio è previsto, in genere, dalle Convenzioni per le doppie imposizioni, che le somme che gli studenti e gli apprendisti percepiscono, allo scopo di provvedere al mantenimento e alla loro istruzione e formazione, non sono imponibili in Italia qualora sussistano entrambe le seguenti condizioni:

  • siano percepite da soggetti non residenti, o che erano non residenti immediatamente prima di giungere nel nostro paese, che qui soggiornano al solo scopo di compiere gli studi o completare la propria formazione;
  • provengano da fonti estere.

 

Collaborazioni coordinate e continuative (ora collaborazioni a progetto)

Per quanto riguarda i redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative, ora collaborazioni a progetto, se questi non sono imponibili in Italia sulla base delle disposizioni convenzionali, il sostituto d’imposta italiano può applicare direttamente l’esenzione secondo le normali procedure previste nel caso di agevolazioni convenzionali.
Qualora invece il reddito risulti imponibile in Italia, l’imposizione avviene secondo le disposizioni della normativa nazionale in materia. Pertanto, il sostituto opera una ritenuta a titolo d’imposta sulla parte imponibile del reddito e questo non dovrà essere indicato in dichiarazione.

 

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