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Vox, problemi alle corde vocali

Fan attoniti quando, dal palco della Mercedes Benz Arena di Berlino, Bono pronuncia le parole: “Mi spiace non riesco ad andare avanti”. Così, lo spettacolo viene annullato e l’attenzione si sposta sulle corde vocali della star irlandese. Bono è senza voce.

Ma passano pochi giorni e tutto sembra tornare come prima. Dietrofront, il tour europeo va avanti e per i fan tedeschi viene programmata una nuova data. Il concerto sarà ripetuto il prossimo 13 novembre.

Ma cosa è successo? Dopo una manciata di canzoni, la quarta in scaletta, il leader degli U2 ha provato senza successo a intonare “Beautiful Day”, poi il fumo invade il palco e poco dopo seguono le scuse al pubblico: “Non penso sia giusto andare avanti” annunciando una breve pausa. Ma la voce non torna e il concerto salta.

 

 

 
 
 
 
 
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I Will Follow, opening night in Berlin… #U2 #U2eiTour #U2SongsOfExperience #Berlin

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Bono è senza voce

Il problema potrebbe essere stato causato dalle macchine del fumo usate durante lo show? “Mistero sulla perdita totale della voce”, la stessa band in un comunicato ha dichiarato di “non sapere cosa sia successo”. Fortunatamente, è lo stesso sito ufficiale a rassicurare i fan: “Nessun problema serio alle corde vocali”. Dunque, quel “Non è giusto per voi” si trasforma in una nuova data utile.

È lo stesso cantante a confermare: “Sono stato visitato da un ottimo medico che ha escluso qualsiasi problema serio alle corde vocali”, precisa il frontman. Il prossimo concerto della band è in programma in Francia. A seguire sarà la volta del Portogallo, Spagna, Danimarca, Germania, Olanda, Italia, Gran Bretagna e Irlanda. Venerdì sera, durante il primo dei due show programmati a Berlino, Bono ha condannato le recenti violenza dell’estrema destra nella città di Chemnitz, nella Germania orientale. Durante il concerto, lo slogan #wirsindmehr (siamo di più) utilizzato dagli oppositori dell’estrema destra tedesca è stato anche proiettato sul palco, per incoraggiare la folla.

 

 
 
 
 
 
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I’m sorry… #imsorry #U2eiTour

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The Real Thing…. back on stage in Cologne tonight. #U2eiTour #U2 #U2SongsofExperience #evenbetterthantherealthing #köln

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100 miles across the room

Il cantautore irlandese Damien Rice torna sulla scena con un brano dal titolo “100 miles across the room“, proposto in duplice versione: unmastered e acoustic. La canzone porta la firma del discografico islandese di Reykjavík Albert Finnbogason.

Per comprendere meglio come nasce “100 miles across the room”, occorre tornato al 2008 quando l’artista irlandese decise di intraprendere il progetto “10 days to Barcellona”. L’idea semplice ed entusiasmante, è stata quella di viaggiare a bordo di una vecchia Mini Minor da Dublino a Barcellona assieme a degli amici e di trascrivere ogni emozione. Spezzoni di registrazioni, magari qualche brano ultimato e alcune immagini sono state riposte in un cassetto e ritirate fuori dieci anni dopo.

Insomma, nessuna fretta. Nei prossimi mesi, il songwriter irlandese tenterà di completare in studio canzone dietro canzone e  di regalare, attraverso la musica, le stesse emozioni di quel lungo viaggio.

 

100 miles across the room, in doppia versione

Due mix differenti, uno più ruvido, dello stesso brano: ecco “100 miles across the room”.

Rice si esibirà in Italia questa estate. Gli appuntamento sono per il 15 luglio all’Anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea (Ct), il 19 luglio al Belvedere di San Leucio (Ce) e il 22 luglio al Teatro Romano di Ostia Antica (Roma).

 

Il testo del brano

If I could get out of my mind
If I could forget about me
If I could forget about time
I might begin to see you
Hear you, feel and understand you

If I could forget about life
If I could shut up about me
If I could knock it out of my mind
Every once in a while
I might begin to see you
Hear you, feel and understand you
Instead of being hundred miles from you
When I’m sitting in the same room

If I could forget about trying to be special
‘Cause it has me ugly, bad skin, sore knees
Gathering disease, disease
Disagreeing with everything you offer me

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Esce il terzo album degli Alban Fùam: Galway Girl

Irlandaonline li aveva già intervistati qualche tempo fa in vista della presentazione del loro secondo lavoro Whiskey ‘n Beer ed eccoli di nuovo con il terzo album: gli Alban Fùam presentano Galway Girl, già disponibile sulle principali piattaforme digitali, tra cui iTunes e Spotify.

Il nuovo disco segna già un successo visto che il singolo registra 6mila visualizzazioni e il gruppo irish vanta oltre 500 mila ascolti su Spotify: così la band si è guadagnata un posto nell’Irish Traditional Music Archive di Dublino.

Galway Girl, pubblicato dall’etichetta Maxy Sound, la stessa che ha dato lustro al precedente album, contiene 10 tracce. Le ballate delle migliori canzoni della tradizione popolare, sono state rivisitate in chiave moderna subendo un’influenza pop rispetto ai precedenti lavori. Folk, country e swing si mescolano e danno vita ad un tessuto musicale ricco di sfumature.

 

 

Il terzo album degli Alban Fùam

La band veronese, che fonde la musica tradizionale celtica con influenze del folk contemporaneo ed il bluegrass, racconta l’Irlanda come poche altre. Dal 2009 ad oggi il gruppo ha collaborato con artisti del calibro di Frankie Gavin, leader dello storico gruppo irlandese dei De Dannan.

Dopo anni di concerti in Italia ed in Irlanda, la pubblicazione del successo del secondo album, la vittoria come “miglior proposta musicale” al Festival di Montelago a Macerata, il superamento dei 500 mila ascolti su Spotify e la scalata delle classifiche di iTunes, gli Alban Fùam tornano con una formazione rinnovata ed un album di alto livello: Galway Girl.


 

La band

La band è formata da Alessandro Antonello (Voce); Cecilia Zanchetta (Fiddle/Violino, Cori); Alessandro Romagnoli (Percussioni/Bodhram); Davide Florio (Chitarra) e Lorenzo Lucchese (Mandolino, Basso, Cori). Con 70 concerti all’attivo ogni anno, gli Albam Fùam partecipano ai maggiori Celtic Festival in Italia e in Europa, tra cui Mutina Boica, Druidia, Stadtgartenkonzerte (DE), Festival Maritim (DE).
 

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“Sono quasi morto”, le rivelazioni shock di Bono

Una ‘confessione’ durante la lunga intervista alla rivista Rolling Stone in vista della pubblicazione del nuovo album “Songs of Experience” e per tracciare una linea sul successo riscosso dalla band nell’anno 2017. Ma a fare il giro del mondo, però, non sono le curiosità sulle recenti canzoni: almeno al momento, ma la dichiarazione shock sulla sua salute: “Sono quasi morto”, svela Bono. Una death experience durante la registrazione dell’ultimo album che ne avrebbe in qualche modo influenzato sia musica che testi.

Quel “Sono quasi morto”, senza scendere troppo nei particolari, ha suscitato interesse sulla condizione fisica della star irlandese. Intervistato da Jann Wenner, giornalista ed editore statunitense, famoso per essere il fondatore della rivista musicale Rolling Stone, il cantante cerca di spiegare ma senza scendere troppo nei dettagli. “C’era l’apocalisse politica in Europa e in America, ed era in perfetta assonanza con quello che succedeva nella mia vita. Ti arrivano i segnali e capisci, come dice mia moglie, che non sei un carro armato. The Edge dice sempre che io guardo al mio corpo come a un inconveniente”.

“È successo l’anno scorso, ero molto spaventato e non ero in grado di parlare e nemmeno di spiegare, mi sentivo come soffocare…”, aggiunge il leader degli U2, di 57 anni. “Capita. Possono essere psicologici o fisici. Per me è stato fisico, ma penso di essermi risparmiato tutta la soap opera” (un chiaro riferimento alla particolare attenzione mostrata dai media sulle sue vicende personali, ndr). In realtà, alcuni segni premonitori c’erano già stati.
 

“Sono quasi morto”

Negli anni passati, il vocalist ha manifestato qualche problema di salute. Mettendo da parte qualche complicanza legata alla vista, pertanto costretto a indossare sempre degli occhiali anche in luoghi chiusi, nel 2000 la star si è sottoposta a un controllo per un sospetto cancro alla gola. Nel 2004, l’intervento chirrgico dopo la caduta in bicicletta a Central Park, New York. “La cosa che mi ha scioccato è che non me lo ricordo. Totale amnesia, non mi ricordo nemmeno cosa sia successo”, ha ammesso durante l’intervista in riferimento a quest’ultimo episodio.

Insomma, Bono resiste.

 

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You’re the best thing about me, il nuovo singolo degli U2

Dopo The blackout, pubblicato lo scorso 30 agosto, la band rivela in anteprima ‘You’re the best thing about me’: brano tratto dal loro quattordicesimo album “Songs of Experience”.

Si chiama You’re the best thing about me ed è il secondo brano che gli U2 hanno pubblicato sul loro account YouTube in vista del nuovo album “Songs of Experience”, uscita prevista dicembre 2017. Protagonista in copertina con l’elmetto e circondata da un azzurro intenso Sian Evans, la figlia di The Edge. Il testo del brano, però, è rivolto a Ali Hewson, moglie di Bono Vox.

Ancora una volta, la firma del video di You’re the best thing about me riconduce al fotografo e regista olandese Anton Corbijn, autore anche della copertina dell’album “The Joshua Tree“. Durante i concerti tenuti in mezzo mondo, anche a Roma, mentre la band di Dublino suonava sul palco, le immagini dai colori sobri lasciavano spazio al rosso e prendeva forma l’albero del deserto, lo scatto fotografico di Corbijn realizzato nel deserto californiano del Mojave. Celebre in tutto il mondo, l’artista vanta collaborazioni con i Depeche Mode, Nirvana, Coldplay e il cantante Bryan Adams.

Nel video le pagine scorrono e mostrano il testo pronunciato da Bono. Buona parte delle immagini, che cambiano rapidamente, sembrano essere realizzate in stop motion, la tecnica a ripresa a passo uno.

L’ispirazione

Accantoniamo per un momento You’re the best thing about me per passare al nome scelto per il nuovo album. Stando alle indiscrezioni degli ultimi tempi – molto presumibilmente – il nome sarà Songs of Experience. Come una specie di puzzle va a completare il lavoro iniziato nell’album precedente, il tredicesimo, Songs of Innocence. L’ispirazione arriva dal poeta inglese William Blake.

Era il 1788 quando, lamentando la perdita dell’amato fratello Robert, l’artista stava cercando un modo di condividere la sua poesia personale. Il fratello gli apparve in sogno e gli diede delle indicazioni. Blake pubblicò 19 poesie l’anno successivo, che costituivano la collezione Songs of Innocence. Cinque anni dopo, ne ha aggiunse 26 dal titolo Songs of Experience. Tradotto letteralmente in canzoni di innocenza e di esperienza: due lati opposti dell’anima umana. Gli U2 si sono ispirati a questi libri poetici perché i temi trattati da Blake, innocenza infantile, ingiustizia sociale, povertà, aspetti contrastanti della religione, sono identici a quelli della band irlandese.

 

Lo scorso 30 agosto, gli U2 hanno presentato “The blackout”. Si tratta di un altro dei brano che andrà a comporre il nuovo disco.

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Maratona rock all’Olimpico: gli U2 incantano Roma

È sera quando Bono & Co spuntano sul palco allestito all’Olimpico di Roma. La prima serata delle due date italiane del loro The Joshua Tree Tour 2017 è un successo. Una maratona rock in uno stadio sold out. Un’occasione unica per celebrare, trent’anni dopo, l’uscita del loro disco più famoso e rappresentativo: The Joshua Tree, appunto.

“È la notte più bella di sempre”, urla Bono davanti a 58 mila persone con un mega schermo alle spalle a dir poco coinvolgente. A poco a poco, le immagini dai colori sobri lasciano spazio al rosso e prende forma l’albero del deserto, lo scatto fotografico di Anton Corbijn realizzato nel deserto californiano del Mojave.

La scaletta si apre con Sunday Bloody Sunday e a seguire vengono eseguiti i brani New Year’s Day, Bad, Pride (In the Name of Love), Where the Streets Have No Name, I Still Haven’t Found What I’m Looking For. E ancora rimbombano le note di With or Without You, Bullet the Blue Sky, Running to Stand Still, Red Hill Mining Town, In God’s Country, Trip Through Your Wires, One Tree Hill, Exit, Mothers of the Disappeared, Miss Sarajevo, Beautiful Day, Elevation, Vertigo, Ultraviolet (Light My Way), One e Rain.

La prima volta della band a Roma

Correva l’anno 1987. Era il 27 maggio quando gli U2 arrivarono a Roma per la prima delle tre date italiane del Joshua Tree Tour. Un viaggio nel tempo, attraverso una delle pubblicazioni più importanti di questi artisti irlandesi. Quel concerto fu una pietra miliare che segnò la maturità artistica della band e certificò definitivamente il successo mondiale dei quattro.

 

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150 anni del Canada

In occasione dell’anniversario dei 150 anni del Canada, Bono e The Edge si sono esibiti al Parliament Hill di Ottawa. Davanti a una piazza gremita di persone e in mondovisione, i due membri degli U2 hanno avuto modo di incontrare numerose personalità. Primo tra tutti il tanto amato Ministro del Canada Justin Trudeau.

Una performance che stando alle dichiarazioni del portavoce del Canadian Heritage a CBC News, “sarebbe stata del tutto gratuita”.

Sembra, infatti, che le due star irlandese hanno donato il loro tempo come regalo di compleanno per il Canada. Insieme a loro, hanno preso parte all’iniziativa anche i cantanti canadesi Gordon Lightfoot, Alessia Cara oltre al Cirque du Soleil.

 

 

Il Canada festeggia 150 anni

Il 9 dicembre 1980, data del primo concerto in assoluto degli U2 in Canada, al club El Mocambo di Toronto. I due, davanti a 45 mila persone, hanno interpretato la canzone dei Beatles Rain e la celebre One. “Quando altri costruiscono muri, aprite le porte, quando altri dividono, le braccia sono aperte, dove conducete, altri seguono. E io sono qui oggi”, ha esordito Vox aggiungendo che gli irlandesi sono stati accolti in Canada “per centinaia di anni”.

Un chiaro riferimento alle politiche di accoglienza che stanno mettendo a dura prova l’amministrazione Usa e le leadership europei. “Dalla carestia, dove eravamo principalmente dei rifugiati, abbiamo realizzato 17165 pub irlandesi”, ha concluso il cantante.

 

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Omaggio degli U2 a Chris Cornell

Durante il concerto al Rose Bowl di Pasadena, negli Stati Uniti, gli U2 hanno omaggiato Chris Cornell. Al cantante e musicista statunitense, la band di Dublino impegnata a celebrare il 30° anniversario del Joshua Tree ha dedicato Running To Stand Still. Il brano è stato annunciato dal leader Bono, che commosso ha nominato Cornell, morto suicida il 17 maggio.

L’esecuzione della canzone è stata perfetta. Un ricordo in vista dei funerali che si svolgeranno il 26 maggio a Los Angeles. Il corpo di Chris è stato trasportato da Detroit, luogo dove è deceduto mentre era in tour con i Soundgarden, a Los Angeles. Per la sepoltura – secondo quanto dichiarato dalla Cnn – è stato scelto l’Hollywood Forever Cemetery.

«Il mio cavaliere oscuro è andato», ha scritto il batterista dei Soundgarden Matt Cameron su Facebook.

U2 Running To Stand Still Dedicated to Chris Cornell Rose Bowl The Joshua Tree Tour Tribute

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Ed Sheeran: il video ufficiale di Galway Girl

Aveva scelto la graziosa città di Galway per girare le immagini da mettere come sfondo della canzone Galway Girl. Il video ufficiale, promosso su Youtube, ha già raggiunto un grande successo: quasi 60 milioni di visualizzazioni. Non è passato neanche un mese ed Ed Sheeran mette a segno un altro colpo.

Già durante le registrazioni si capiva il grande interesse del pubblico. Ci sono volute transenne e guardie del corpo per delimitare i fan. In massa i suoi supporter irlandesi hanno assistito alle riprese nel sobborgo marino di Salthill. Protagonista il celebre O’Connor’s Famous Pub, dove sono state girate le immagini principali.

Ed Sheeran – Galway Girl

Il testo della canzone

She played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”

I meet her on Grafton street right outside of the bar
She shared a cigarette with me while her brother played the guitar
She asked me what does it mean, the Gaelic ink on your arm?
Said it was one of my friend’s songs, do you want to drink on?
She took Jamie as a chaser, Jack for the fun
She got Arthur on the table with Johnny riding as a shotgun
Chatted some more, one more drink at the bar
Then put Van on the jukebox, got up to dance

You know, she played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
With my pretty little Galway girl
You’re my pretty little Galway girl

You know she beat me at darts and then she beat me at pool
And then she kissed me like there was nobody else in the room
As last orders were called was when she stood on the stool
After dancing to Kaleigh, singing to trad tunes
I never heard Carrickfergus ever sang so sweet
A capella in the bar using her feet for a beat
Oh, I could have that voice playing on repeat for a week
And in this packed out room swear she was singing to me

You know, she played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
My pretty little Galway girl
My, my, my, my, my, my, my Galway girl

And now we’ve outstayed our welcome and it’s closing time
I was holding her hand, her hand was holding mine
Our coats both smell of smoke, whisky and wine
As we fill up our lungs with the cold air of the night
I walked her home then she took me inside
To finish some Doritos and another bottle of wine
I swear I’m gonna put you in a song that I write
About a Galway girl and a perfect night

She played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
My pretty little Galway girl
My, my, my, my, my, my, my Galway girl, hey

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‘Red Hill Mining Town’ degli U2

Trent’anni dopo dall’uscita dell’album The Joshua Tree, gli U2 propongono una rivisitazione del brano Red Hill Mining Town.

Con il remix del discografico Steve Lillywhite, che produsse i primi tre album del gruppo, “Boy” del 1980, “October” del 1981 e “War” del 1983, il prossimo 22 aprile, in occasione della giornata dedicata ai negozi indipendenti di musica di tutto il mondo, la band di Dublino farà uscire la nuova versione del brano.

Prodotta da Daniel Lanois e Brian Eno, la canzone originaria era stata indicata come secondo singolo dopo “With or without you“.

 

 

Red Hill Mining Town, la versione originale del 1987

 

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