Punteggio del Sei Nazioni

Il Sei Nazioni introduce un nuovo punteggio e dei bonus. Dunque, oltre alle regole di gioco troviamo un nuovo modo di dover fare i conti con la classifica.

I tradizionali due punti a chi vince e un punto per il pareggio lasciano il posto a quattro punti alla vittoria, due al pareggio, zero per la sconfitta, uno di bonus se si segnano 4 o più mete (che si vinca o si perda), uno di bonus se si perde con sette o meno punti di scarto.

Inoltre, il Grande Slam – ossia battere tutte e cinque le squadre – porta ancora tre punti di bonus e dunque un aumento di punteggio.

Punteggi e bonus

Dal 2017 il torneo più antico al mondo ha introdotto il sistema di punteggi australe adottato ormai in tutto il mondo. I punti sono assegnati seguendo il metodo: 4 punti a vittoria, 2 a pari, 0 a sconfitta, 1 di bonus per chi segna 4 mete, 1 per chi perde con 7 o meno punti di scarto. In più 3 punti di bonus per chi batte tutti. Un cambiamento significativo che segna la storia del Sei Nazioni, iniziata con le Home Unions. Quattro squadre: Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles e ben presto divenuta Five Nations con l’ingresso della Francia.

Correva l’anno 1910, ma ci furono diverse estromissioni dei transalpini che da team ‘ammesso a intermittenza’ riuscì a diventare titolare col passare del tempo. Soltanto nel 2000, l’Italia fece il suo ingresso al campionato vincendo con la Scozia per 34 a 20. Diego Domínguez realizzò 29 punti (una trasformazione, tre drop e sei calci piazzati.

Il nuovo conteggio porterà ad avere una maggiore possibilità di acquisire punti. Come ha sottolineato qualche anno fa John Feehan, amministratore delegato del torneo, il punteggio e i bonus portano a premiare le squadre capaci di giocare in attacco. Insomma, il regolamento premia un certo tipo di gioco che tanto piace ai tanti tifosi che assistono ai match.

 

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