Articoli

Rugby. Ranking mondiale

Gli All Blacks restano saldi al primo posto del ranking mondiale di rugby, seguiti con qualche sbalzo da Galles, Irlanda e Inghilterra.

L’Italia continua a slittare tra la 14° e la 15° posizione. Australia e Sudafrica si contendono spesso tra il quarto e il sesto posto. Seguono Scozia e Francia, in calzati dai Pumas che riescono a piazzarsi davanti alle Fiji.

Ricordiamo che la nazionale irlandese si è laureata campione europeo dopo aver vinto il Sei Nazioni 2015 e 2018, mentre l’edizione 2016 è stata vinta dagli inglesi che si sono aggiudicati anche l’edizione 2017. Ai Dragoni Rossi il 2019.

Rugby Ranking mondiale

 

Ranking mondiale di rugby

Tabella Ranking mondiale aggiornata al 29/4/2019

POSTEAMSPOINTS
1(1)NEW ZEALAND92.54
2(2)WALES89.96
3(3)IRELAND88.69
4(4)ENGLAND86.27
5(5)SOUTH AFRICA84.58
6(6)AUSTRALIA82.40
7(7)SCOTLAND80.17
8(8)FRANCE79.42
9(9)FIJI77.95
10(10)ARGENTINA77.05
11(11)JAPAN75.24
12(12)GEORGIA74.42
13(13)TONGA73.02
14(14)ITALY72.04
15(15)USA71.71
16(16)URUGUAY69.09
17(17)SAMOA68.78
18(18)ROMANIA65.84
19(19)SPAGNA65.11
20(20)RUSSIA63.72
Hai trovato utile questo articolo?
5/59 voti

Trapattoni show: “No say the cat is in the sac”

Giovanni Trapattoni, ct della nazionale di calcio irlandese, torna a far parlare di sé durante una conferenza stampa in vista della sfida con l’Estonia in vista delle ultime qualificazioni agli Europei 2012.

L’allenatore voleva ricordare il famoso detto: “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, però il problem è stato tradurlo in lingua inglese. Così “No say the cat is in the sac” sta facendo il giro del mondo. Una traduzione originale, geniale, unica e irripetibile. Che bene si abbina al personaggio.

Giovanni Trapattoni ha scelto un proverbio per esprimere il concetto, che prima di parlare devi assicurarti di sapere quello che stai dicendo, o almeno avere le prove.

 

No say the cat is in the sac (Non dire ‘cat’ se non ce l’hai ‘in the sack’)

E così una metafora, detta ai giornalisti sportivi presenti alla conferenza stampa, si è trasformata in un video spettacolare che ha fatto il giro del mondo. Trapattoni ha tradotto letteralmente il proverbio in “No say the cat is in the sac”, facendo ridere tutti, poi si è girato alla traduttrice e ha fatto segno, spiegalo tu agli irlandesi.

Guarda il video

(La frase si trova al minutaggio: 1:07)

 

L’inno che spopola in rete

E’ già una hit, il nuovo inno dell’Irlanda che spopola in rete. Si chiama “The Rocky Road to Poland“, ed è stato realizzato in vista degli Europei di Calcio 2012 che si svolgeranno in Polonia e Ucraina, da cantanti famosi quali i The Dubliners, The Coronas, Damien Dempsey e Bressie. Il brano riprende il famoso tormentone di Giovanni Trapattoni, quando durante una conferenza stampa ha voluto dire in inglese la celebre frase, “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, traducendolo letteralmente “Non dire ‘cat’ se non ce l’hai ‘in the sack'” davanti ad una platea di giornalisti irlandesi, che fecero fatica a capire. Ma ora che è tutto chiaro, il nuovo inno incita gli irlandesi e naturalmente riprende la frase inconfondibile dell’ex ct azzurro Trapattoni, “We have got our Trap, the cat is in the sack”. Il ricavato della vendita sarà devoluto alla John Giles Foundation e all’Irish Cancery Society.

 

Altre risorse interessanti

Hai trovato utile questo articolo?
0/50 voti

Andare avanti guardando indietro

Esce il nuovo libro di Mirco e Mauro Bergamasco, Andare avanti guardando indietro, in vista del torneo di rugby più ambito d’Europa, il Sei Nazioni 2011.

Sabato 22 gennaio il libro scritto a sei mani con Matteo Rampin, psichiatra e consulente personale di atleti, verrà presentato a Milano, edito da Ponte alle Grazie (160 pagine, 14,00 euro) presso la Libreria del Viaggiatore di via Meucci.

Da qualche anno il rugby si sta conquistando un seguito sempre più numeroso e particolarmente appassionato tra il pubblico italiano, anche quello femminile. Due campioni della palla ovale come Mauro e Mirco Bergamasco, affiancati da Matteo Rampin, dimostrano in queste pagine che i motivi di tanto successo non sono affatto accidentali, ma affondano le loro radici nei regolamenti, nell’orgoglio e nell’umiltà dei giocatori, nella disciplina, nell’etica stessa del rugby. In una parola, nella sua filosofia.

 

Il libro Andare avanti guardando indietro

Tecniche, mischie e placcaggi, il celebre “terzo tempo” e i fiumi di birra che dopo ogni partita riconciliano le squadre avversarie, il proverbiale fair play dei giocatori e del pubblico, la logica fondamentale del gruppo sono tutti aspetti che agli occhi di molti potrebbero perfino sembrare paradossali, ma che indicano risvolti umani e morali insospettabili quando si assiste alla vera e propria battaglia che si combatte sul campo, fra fango, sangue e botte da orbi.

Veri e propri “eroi della porta accanto”, i fratelli Bergamasco illustrano con semplicità il significato di uno sport che, al di là degli obiettivi strettamente agonistici, riflette in profondità la lotta che anima la vita e i nostri impulsi più ancestrali, riprodotti nel microcosmo sociale che è la squadra: in virtù dei caratteri non convenzionali di questa disciplina sportiva, la “filosofia rugbistica” si propone sempre di più come una metafora efficace in campo educativo e formativo.

Acquista

Acquista ora!

 

Altre risorse interessanti

Hai trovato utile questo articolo?
0/50 voti

Pagine

Hurling

In Irlanda lo Hurling e il Camogie sono sport nazionali. In gaelico Iománaíocht, lo hurling viene praticato principalmente nell’Isola di Smeraldo e si gioca con una mazza e una palla. Prende il suo nome dalla mazza ricurva di legno denominata hurley o stick, con la quale i 15 giocatori di entrambe le squadre devono colpire una piccola palla di cuoio, a terra o in aria, e passarla di giocatore in giocatore fino a farle superare i pali della porta, quei pali che fanno tanto pensare al rugby.

Considerato uno sport ad alta velocità in termini di rapidità di gioco (anche se la palla viaggia più velocemente in altri sport come per esempio il disco nell’hockey su ghiaccio), quando lo hurling viene giocato dalle donne prende il nome di Camogie.

Le origini dello Hurling sono antichissime, si tratta del più vecchio sport europeo e conta ben 2 mila anni di vita. Gli irlandesi ne vanno fieri dato che viene classificato come uno sport nativo irlandese.
 

 

Hurling, come si gioca?

Nello Hurling vince chi segna più punti (o gol). In campo, nello Hurling ci sono due squadre da 15 giocatori, si gioca utilizzando una mazza 64-97cm chiamata bas e una palla di cuoio, chiamata sliotar, con un diametro di 65 millimetri. Soltanto il portiere gioca con una mazza che ha un manico di dimensione doppia rispetto agli altri giocatori.

Come nel calcio, nello hurling si attacca raggiungendo la porta avversaria e si difende la propria, quando la palla è in campo, può essere giocata colpendola o sollevandola, usando la mazza, in aria, dove può essere colpita al volo o raccolta in mano per non più di 4 secondi o 4 passi. Se la palla viene raccolta, il giocatore non la può lanciare o trasportare per più di 4 passi o 4 secondi, può invece colpirla con la mazza, con la mano o calciandola. Il bas può essere usato per trasportare la palla.
Importante! visto i continui contatti tra difensori ed attaccanti, si utilizza un casco protettivo di plastica comprensivo di maschera.
 

Le regole dello hurling

Il campo nello Hurling è un rettangolo d’erba lungo 130-150 metri e largo 80-90, ma alle estremità troverete una porta da calcio con i pali da rugby ad H, così come nel calcio gaelico. I giochi sono regolati sempre dalla GAA, le partite durano 70 minuti (35 per tempo) e in caso di pareggio si giocano i tempi supplementari da 10 minuti.
 

Le squadre

Nello hurling le squadre sono composte da 15 giocatori (un portiere, due corner back, un full back, tre half back, due centrocampisti, 3 mezzali ed una punta) più tre riserve. Ogni giocatore è numerato da 1 a 15, partendo dal portiere, che deve indossare una divisa di colore diverso.
 

I falli tecnici (fouling the ball)

  • Raccogliere la palla direttamente da terra
  • lanciare la palla
  • muoversi per 5 passi con la palla in mano. Può essere fatta rimbalzare o trasportata con la mazza
  • prendere la palla 3 volte in fila senza che tocchi terra (il tocco sulla mazza non conta)
  • spostare la palla da una mano all’altra
  • segnare di mano un gol o un punto
  • lasciar cadere o lanciare la mazza
  • palla quadrata, una regola spesso contestata: se, nel momento in cui la palla entra nel rettangolo più piccolo (in area), c’è già un attaccante all’interno, viene fischiata punizione per la difesa.

 

Il punteggio

I punti nello Hurling possono essere realizzati facendo gol, ossia quando la palla, attraversa i pali avversari. La porta è larga 6,37 metri e la traversa è alta 2,12 metri dal suolo. Se la palla supera la traversa viene realizzato un punto ed un fazzoletto bianco viene sollevato da un arbitro. Se invece passa sotto la traversa si segna un gol, che equivale a 3 punti, e viene alzato un fazzoletto di colore verde.
 

I contrasti

I contrasti nello hurling si possono fare ma i giocatori non devono essere colpiti con la mazza. Nono si può tirare la maglia, spingere o sgambettare oppure lottare, i modi per cercare il contatto con l’avversario avviene attraverso il blocco, ossia un giocatore tenta di fermare un tiro avversario bloccando la palla tra la sua mazza e quella dell’altro. Oppure si utilizza il gancio, ossia quando un giocatore attacca l’avversario da dietro tentando di bloccare la mazza dell’avversario con la propria al momento del colpo. Ci può essere la spinta laterale, scontro con le spalle che avviene quando i due giocatori cercano entrambi la palla per vincere il tackle.
 

8 arbitri

Ci vogliono 16 occhi, ossia 8 arbitri per assistere una gara di Hurling e sono:

  • arbitro principale
  • due guardalinee
  • quarto uomo
  • quattro arbitri (due per ogni linea di fondo)

I ruoli nello hurling sono ben distinti, l’arbitro è responsabile del gioco, si occupa di tenere traccia del punteggio, assegna le punizioni e sanziona o espelle i giocatori. I guardalinee indicano la direzione delle rimesse all’arbitro. Il quarto uomo si occupa delle sostituzioni e dell’ammontare dei minuti di recupero. Gli ufficiali di fondo invece, indicano se la palla è entrata o meno, allargando le braccia se un tiro è fuori, il fazzoletto bianco se si tratta di un punto, oppure quello verde se è passato sotto la traversa, 3 punti.
 

 

Camogie

Il Camogie è la versione ridotta e tutta al femminile dello hurling. Ha le stesse regole di gioco di quest’ultimo ma è molto meno seguito e famoso. Il campo da gioco misura approssimativamente 137m x 82m.

Hai trovato utile questo articolo?
5/51 voto

Golf in Irlanda

Il Golf in Irlanda è considerato uno sport nazionale e sono numerosissimi i campi da gioco sparsi sull’intero territorio dove è possibile divertirsi e condividere le proprie storie con gli altri giocatori.

Il paese è abituato ad ospitare praticanti e amanti del golf in Irlanda, provenienti da ogni parte del mondo, offrendo terreni di gioco validi a tutti i livelli, che vanno dai club locali fino a quelli internazionali.

Da queste parti, il popolo del golf arriva a flotte, visto che il paese vanta 400 club con campi a 9 e 18 buche, un vero e proprio paradiso per i professionisti del settore. Negli ultimi anni, da queste parti sono state ospitate prestigiose competizioni internazionali come la Ryder Cup e la Solheim Cup.

Indice

 

Migliori campi da golf

Prenotate in largo anticipo, perché nonostante ci siano 400 campi sparsi sul’isola, allo stesso modo ci sono circa 250 mila giocatori che da tutto il mondo si riversano qui. I campi da golf in Irlanda sono aperti tutto l’anno, ma considerate il clima, sempre imprevedibile e non troppo mite durante la stagione invernale. Se ne avete la possibilità scegliete il periodo compreso tra aprile e ottobre. Scegliete i campi riconosciuti dal Fáilte, l’autorità nazionale del turismo per lo sviluppo, in maniera tale da essere sicuri che vengano rispettati gli standard e i servizi necessari per una buona vacanza all’insegna del gioco.

  • Esker Hills Golf Club a Tullamore
  • Dromoland Castle a Newmarket-on-Fergus
  • Tralee Golf a Tralee
  • Druids Glen Golf Course a Newtown Mount
  • Waterville Golf Links a Waterville
  • Old Head Golf Links Kinsale a Kinsale
  • Powerscourt Golf a Enniskerry
  • Lahinch Golf a Lahinch
  • Ballybunion Golf Club a Ballybunion
  • Dooks Golf a Glenbeigh
  • Enniscrone Golf a Enniscrone
  • Connemara Championship Golf Links a Ballyconneely
  • Carne Golf Links a Belmullet
  • The European Club Wicklow
  • Doolin Pitch & Putt a Doolin

 

Tornei e costi

Professionisti dei tornei internazionali, principianti e giocatori della domenica, possono trovare le attrezzature di cui avranno bisogno. I campi da gol in Irlanda, con tariffe green fees, partono da 10€ fino ad arrivare a 38€ a giornata. Solitamente, una lezione di mezz’ora con un istruttore ha un costo di 15 euro.

 

Campi a Dublino

Molti giocatori scelgono di praticare golf a Dublino, per viversi oltre allo sport la città. Non c’è niente di meglio che fare un giro su Grafton Street, dopo una dura sessione di allenamento, oppure bere una birra con gli amici a Temple Bar. Per questa particolare località abbiamo deciso di scrivere una sezione apposita.

 

Campi nelle Lakelands

Golf nelle Lakelands Nelle Lakelands potrete praticare golf presso il Mount Temple a Moate, nella contea di Westmeath: un impianto rinomato per i suoi collegamenti e per le grandi dimensioni. La struttura si trova a breve distanza dalla città di Athlone, capitale delle Midlands, e ospita ogni anno un tradizionale campionato. Praticare da queste parti è possibile e lo è ancora di più prendere parte a un tradizionale campionato: il Championship Golf Course, modellato per facilitare tutte le esigenze dei giocatori che vengono a praticare golf nelle Lakelands.

 

Dormire nelle Lakelands

Giocare a golf in Irlanda sì, ma occorre anche dormire. Ecco alcune proposte.

  • Il Radisson Blu Hotel si trova sulle rive del fiume Shannon e affacciato sullo storico Castello di Athlone.
  • Ubicato nel vivace centro di Athlone, lo Sheraton Athlone Hotel vanta una piscina di 20 metri, un lussuoso centro benessere, la connessione internet gratuita e un parcheggio free.
  • Il Prince of Wales è un moderno hotel 4 stelle che offre Wi-Fi gratuita, il parcheggio gratuito e ricche colazioni irlandesi.
  • Il Hodson Bay Hotel è un lussuoso albergo e costituisce un’oasi di pace e tranquillità situata sulle splendide rive del lago Lough Ree.
  • Posto nella città mercato di Moate, a 18 km da Athlone, il Grand Hotel offre camere dotate di TV satellitare, una caffetteria e la possibilità di gustare una colazione completa irlandese.
  • Il Creggan Court occupa una posizione centrale, a 5 minuti da Athlone e vicino all’autostrada N6. La struttura offre un parcheggio free, due ristoranti e la connessione Wi-Fi gratuita.
  • Immerso nel cuore di Athlone, a soli 2 minuti a piedi dallo storico Castello, dalla Città Vecchia e dallo Shannon, l’Arch House offre la colazione fatta in casa, camere con bagno privato.
  • Lo Shamrock Lodge si trova nel centro dell’Irlanda e vi dà il benvenuto con un’ospitalità tradizionale irlandese.
  • Situato sulle sponde occidentali dello Shannon, a soli 5 minuti a piedi dall’abitato di Athlone, lo Shannonside è immerso in un vasto giardino privato.

 

Campi a Kildare e Wicklow

Golf a Kildare e WicklowMaturando l’idea di giocare a Golf a Kildare e Wicklow, consigliamo di prenotare una delle strutture alberghiere nate intorno ai campi da golf. Avrete facilità nel raggiungere agevolmente i club e il vantaggio di non allontanarvi molto da Dublino. La parte est dell’Isola, in particolar modo queste due contee, offrono varie soluzioni.

 

Soggiorni

 

Praticare a Tullow

A Tullow, nella Contea di Carlow, c’è il rinomato campo da golf in Irlanda: il Mount Wolseley, immerso in 80 ettari di magnifica campagna, con annesso un lussuoso hotel con spa che vanta anche un campo regolamentare a 18 buche. Per questo impianto abbiamo realizzato una pagina a parte.

Golf a Cork

 

Giocare a Clare e Limerick

 

Giocare a Donegal e Sligo

 

Strutture nel Kerry

 

Altre risorse

Hai trovato utile questo articolo?
5/55 voti

Inno nazionale irlandese

Amhrán na bhFiann è considerato dal 1926 Inno nazionale irlandese.

Inno nazionale irlandese, conosciuto come la Canzone del Soldato, è stato composto nel 1910 da Patrick Heeney (1881-1911) e Peadar Kearney (1883-1942), zio del famoso poeta, scrittore e attivista dell’Irish Republican Army Brendan Behan.

L’Inno nazionale irlandese è, assieme agli inni della Finlandia, Sri Lanka, Sudafrica, Belgio e Canada, inno nazionale bilingue.

 
Inno nazionale irlandese, Amhrán na bhFiann
 

Inno nazionale irlandese è conosciuto con il nome di Amhrán na bhFiann, o meglio come la canzone del soldato.

La canzone è considerata bilingue, così come lo sono altri brani che rappresentano gli stati di Sri Lanka, Sud-Africa e Canada. Si tratta di una melodia nobile, combattiva, fiera, di notevole bellezza, munita di due temi fondamentali: in cui il primo dei due incornicia il secondo. Dal 1990, durante le manifestazioni sportive, ha preso sempre più piede l’usanza di eseguire l’inno nazionale irlandese in maniera ridotta, cominciando subito con il secondo tema e concludendo successivamente con il primo.
 

La versione strumentale di Soldier’s Song

Ascolta l’Inno nazionale irlandese eseguito dalla banda della Marina degli Stati Uniti.

 

La nascita di Amhrán na bhFiann o Soldier’s Song

Gli irlandesi combatterono a lungo, perché pesantemente discriminati in quanto cattolici, contro la Gran Bretagna. Per molti l’Ottocento, e l’inizio del Novecento, fu un periodo di emigrazione verso le Americhe. Agli inizi del ‘900 cominciarono a diffondersi i movimenti rivoluzionari clandestini e fu in questo clima che nacque l’inno nazionale irlandese, inteso come un canto di battaglia. Durante la Prima Guerra Mondiale gli irlandesi passarono alla lotta armata che portò, nonostante le feroci repressioni, al riconoscimento nel 1921 dello Stato libero d’Irlanda, da cui poi derivò la completa indipendenza del 1948, con l’eccezione del territorio dell’Ulster rimasto legato alla Gran Bretagna. Questo fu dovuto dal fatto che la popolazione era a maggioranza protestante. I simboli rivoluzionari, la bandiera verde, bianco, arancione divennero ufficiali, l’inno fu proclamato tale il 7 luglio 1926.
 

 

Traduzione italiana dell’inno nazionale irlandese

Canteremo una canzone, una da soldato,
Con un coro concitato d’ovazione,
Ci raduniamo attorno ai nostri fuochi splendenti,
I paradisi stellati sopra di noi;
Impazienti per l’imminente scontro,
E come aspettiamo la luce del mattino,
Qui nel silenzio della notte,
Noi canteremo una canzone da soldato.

Soldati siamo noi
le cui vite sono al servizio dell’Irlanda;
Alcuni sono venuti
da una terra al di là del mare.
giurando di essere liberi,
Non più la nostra antica madre terra
Dovrà sopportare il peso della schiavitù.
Questa notte sfidiamo il pericolo
In nome di Erin, sia dolore o piaga
In mezzo al rombo dei cannoni e al fragore dei fucili,
Canteremo una canzone da soldato

Nella verde vallata, sulla torre della rupe,
I nostri padri combatterono prima di noi,
E lottarono sotto la stessa vecchia bandiera
Che fiera sventola sopra di noi
Siamo figli di una razza combattente,
Che mai finora ha incontrato disonore,
E mentre marciamo, a fronteggiare il nemico,
Canteremo una canzone da soldato

Figli dei Gaelici! Uomini del Pale!
Il giorno tanto agognato sta arrivando;
I ranghi serrati di Inisfail
fanno tremare il Tiranno.
I fuochi del nostro campo scemano;
Guarda ad est un bagliore argentato,
Fuori attende il nemico Sassone,
Perciò canta una canzone da soldato.

 

Altre risorse interessanti

Hai trovato utile questo articolo?
5/52 voti

Tradizione del Natale

A scuola e forse solo lì, Merry Christmas si dice ancora Nollaig Shona Dhuit in gaelico. Le usanze in Irlanda e la tradizione del Natale rendono l’isola amabile durante tutto il periodo natalizio. La maggior parte della popolazione prende parte alle funzioni religiose e rispetta le antiche tradizioni. Durante il Natale si sta in famiglia, si raccontano storie e si tramandano racconti ai più piccoli.

Il 24 dicembre, secondo le usanze e la tradizione del Natale in Irlanda, le famiglie cattoliche, dopo la cena della Vigilia, partecipano alla messa di mezzanotte.

Così come in Italia il giorno del 25 dicembre, ci si ritrova in famiglia per il pranzo, naturalmente abbondante. Sulla tavola potrete trovare tacchino o prosciutto, ripieni vari, carote, salsa di mirtilli, ma anche piatti più particolari come l’arrosto d’oca. Di certo non mancheranno le patate combinate in tutte le salse e cavoli di Bruxelles stufati.

Tradizione del Natale: le usanze in Irlanda

Le usanze e la tradizione del Natale a tavola

A tavola, il 25 dicembre troverete i Christmas crackers, dei cilindri di cartone rivestiti di carta colorata sui quali è applicato un cordoncino. Tirandolo, avviene una piccola esplosione e viene fuori un biglietto scherzoso o persino un regalino.

Il pranzo di Natale in Irlanda consiste in portate più che tradizionali: salmone accompagnato da brown bread e burro salato, tacchino ripieno arrosto (esattamente come negli Stati Uniti), prosciutto lessato e poi cotto al forno in glassa di miele e chiodi di garofano, patate arrosto, accompagnati da salsa “cranberry” (bacca simile al mirtillo).
Per finire viene servito il Christmas Pudding, un dolce al cucchiaio a base di Guinness, frutta secca, uva passa, preparato con due o tre settimane d’anticipo e cotto a bagno maria per circa sette ore. È servito alla “fiamma”, con crema al whiskey.
Dopo pranzo, si aprono i regali e si ricevono le visite di parenti e amici.

Altre usanze irlandesi

Le tradizioni impongono che il 25 dicembre, sia l’unico giorno dell’anno in cui tutti i pub restano chiusi. Insomma, bisogna stare in famiglia e passare una giornata con i propri figli, giocando oppure semplicemente trascorrendo un po’ di tempo davanti ad un camino acceso, addobbano per accogliere i regali. Durante le festività natalizie, occorre pulire la casa, come processo di purificazione. Una casa adornata e pulita è più ospitale e l’accoglienza nel periodo natalizio diventa il fulcro della festa. Per questo occorre fare o comprare dei dolci natalizi: come budini, mince pies e biscotti, sempre molto apprezzati come accompagnamento al tè pomeridiano.

Bisogna adornare le finestre con delle candele o con la luce elettrica, proprio per comunicare quel senso di accoglienza che si riserva soprattutto nel periodo natalizio. E poi, non dimenticate l’albero, dove sulla cima dovrete applicare una stella o un angelo. I bimbi non dimenticano mai di appendere le calze ai caminetti e di scrivere una lettera a Santa Claus, che non delude mai le aspettative dei più piccini. Alcune famiglie, fanno trovare i doni ai bambini ai piedi del letto, mentre altri preferiscono metterli sotto l’albero. Per chi invece cerca un’emozione forte, consigliamo di partecipare al tradizionale tuffo, che ogni anno si tiene sulla costa irlandese.

Altre curiosità e risorse

Hai trovato utile questo articolo?
5/53 voti

Aviva stadium

Aviva stadium, conosciuto come lo stadio di Dublino, sostituisce il vecchio e tanto rimpianto Lansdowne Road. Il vecchio impianto fu realizzato nel lontano 1872, il “rettangolo” con la terra più antica del rugby e il più antico campo sportivo d’Europa.

Il nuovo Aviva stadium anta una capacità di 51.700 posti e ospita principalmente i match della palla ovale e le partite di calcio.

Per la realizzazione di Aviva Stadium il governo ha sborsato €191 milioni di euro (circa $242.600.000 di dollari). I costi del progetto complessivo si aggirano a 410 milioni di euro. Più di 6 mila persone hanno preso parte alla costruzione dell’opera, ultimata nel 2010.

 

Visitare Aviva stadium

John Callaghan, presidente della Irish Rugby Football Union, ha detto: «L’inaugurazione di Aviva Stadium segna l’alba di una nuova era entusiasmante nel panorama sportivo irlandese». La prima partita si è disputata il 31 luglio 2010. I fortunati a scendere in campo sono stati il Munster Connacht Rugby e il Leinster. Successivamente il 4 agosto 2010 è avvenuto l’esordio del calcio, con la partecipazione del Manchester United.

Dopo l’inaugurazione, Aviva Stadium ha avuto riconoscimenti internazionali, come quello arrivato dalla UEFA che lo ha promosso nella categoria 4/Elite. Un premio per la polifunzionalità della struttura, capace di accogliere comodamente sport e concerti di musica.

Aviva stadium: lo stadio di Dublino

Cosa vedere. Lo stadio di Dublino è visibile e si espande su quattro livelli, su tre lati, mentre dal lato nord arriva addirittura a cinque piani. Da tutti gli anelli è possibile assistere comodamente ai match, tutto è stato pensato per offrire servizi eccellenti agli spettatori, ai giocatori, ai media e a tutto il personale che ci lavora. Il secondo piano è riservato ai possessori del biglietto premio.

Aviva stadium

Tickets, tour e orari

Seguite le orme dei vostri eroi e date un’occhiata dietro le quinte del campo. Regalatevi una giornata magica, magari acquistando i tickets di una partita di calcio o di rugby. Caso mai potrete rilassatevi all’insegna di un tour.

L’organizzazione che gestisce Aviva stadium permette di visitare gli spogliatoi e di vivere l’esperienza del tunnel: il lungo corridoio che i giocatori percorrono prima di entrare in campo. Aperto tutti i giorni, l’impianto rispetta i seguenti orari: da febbraio a ottobre dalle 10 alle 16, mentre da novembre a gennaio dalle 10 alle 15. Prenota un tour.

 

Altre risorse interessanti

Hai trovato utile questo articolo?
5/512 voti

Croke Park

Il Croke Park è lo stadio della città di Dublino, luogo considerato di notevole importanza per gli irlandesi. Non rappresenta soltanto un terreno di gioco, ma qualcosa di più.

Per comprendere meglio il Croke Park, occorre sapere cos’è la Gaelic Athletic Association (GAA), un’associazione fondata nel 1884. La sua storia suggerisce l’inseparabile legame che da sempre unisce sport e politica in Irlanda del Nord. Non è una coincidenza, che l’organizzazione sia stata fondata verso la fine del XIX secolo, quando prese avvio un’altra importante struttura del nazionalismo politico e culturale irlandese: l’IRA.

Per il resto, il Croke Park è il più capiente stadio d’Irlanda e tra i più grandi in Europa, potendo accogliere sugli spalti 82.300 persone. Normalmente dedicato ad accogliere gare di sport gaelici (calcio gaelico, hurling e camogie), dal 2007 al 2009 ha ospitato temporaneamente anche incontri di rugby e calcio. Vi si sono inoltre svolti diversi concerti di artisti internazionali.

Croke Park è il tempio dello sport

Il Croke Park è la casa dei Giochi, qui si disputano le partire di hurling, football gaelico e da qualche anno anche il rugby e il calcio trova in questo impianto ospitalità. La zona coperta ospita un museo che mostra reperti storici e oggetti appartenuti ai grandi nomi dello sport irlandese. Durante la vostra visita alla stadio, il quarto più grande d’Europa, visitate gli spogliatoi, accessibile al pubblico. Poi, ancora da vedere, segnaliamo le suite aziendali, la sezione VIP, il media center e naturalmente il lato campo.

Orari di apertura

Lunedì e sabato per tutto l’anno, il Croke Park rispetta i seguenti orari: dalle 9:30 alle 17. L’ultimo ingresso è alle 16.30. La domenica, l’impianto apre alle 12 e chiude alle 17, si entra fino alle 16.30. Nei mesi di luglio e agosto, il lunedì e la domenica, l’orario va dalle 9:30 alle 18. Lo stadio resta chiuso il Venerdì Santo, dal 24 al 27 dicembre, il 31 dicembre e il primo gennaio.

Ingresso ai gruppi

Le prenotazioni di gruppo sono accettate, ma occorre raggiungere il numero minimo di 20 persone. Per effettuare una prenotazione, si può contattare il GAA Museum al numero +353(01)18192374 oppure via e-mail tours@crokepark.ie.

Servizi

Il complesso del Croke Park ospita bar, servizi igienici, una sala emergenze, un teatro ed il parcheggio. Inoltre, va ricordato che il Museo è accessibile ai disabili.

Come arrivare

Il Croke Park può essere raggiunto in bus, con le linee 3, 11, 11A, 16, 16A, 123 (da O’Connell Street), 51A (da Abbey Street a Clonliffe Road). Per chi volesse muoversi in treno, per poi proseguire a piedi, suggeriamo la fermata di Connolly Station, a quindici minuti dall’impianto, oppure la stazione di Drumcondra, a soli cinque minuti dalla struttura.

Prenota un tour

Acquista i biglietti per accedere al Croke Park.

Altre risorse interessanti

Hai trovato utile questo articolo?
5/51 voto

La storia del 6 Nazioni

La storia del 6 Nazioni comincia poco più di 100 anni dopo la rivoluzione francese, a pochi decenni dalla guerra di secessione americana e dall’unificazione dell’Italia: nasce il torneo delle sei squadre. All’epoca si trattava di un incontro fra le quattro squadre del Regno Unito, Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles, le home nations. Le prime testimonianze risalgono al 1883, quella volta vinse l’Inghilterra, seconda la Scozia. Colpisce pensare che all’epoca si trattasse di un appuntamento che 4 squadre si davano, quasi una scommessa, un patto d’onore senza bisogno di comitati organizzativi.

La storia del Sei Nazioni, qualcosa in più di un ovale…

Fu il Times, giornale londinese, a pubblicare per la prima volta la classifica sulle proprie pagine: era il 1892 e quell’anno fu la Scozia a vincere. Nelle edizioni immediatamente precedenti e successive videro l’Inghilterra in declino, la netta supremazia della Scozia e l’affermarsi di Irlanda e Galles.

Nel 1910 la Francia diventa la quinta nazione e l’Inghilterra torna a vincere dopo 18 anni di delusioni. La Francia arriva al titolo solo nel 1954, insieme a Inghilterra e Galles, l’anno dopo ancora Francia e Galles: fino al 1960 la Francia vive un sogno. L’Irlanda che sembra destinata ad aggiudicarsi il cucchiaio di legno alla carriera, raggiunge i suoi pochi momenti di gloria negli anni della II Guerra Mondiale, tempi bui, poi, per la squadra di Dublino sono quelli della guerra civile fra cattolici e protestanti delle provincie dell’Ulster: l’Irlanda rinuncia a molti incontri.

Negli anni ’80 del ‘900 sono Inghilterra e Francia a farla da padroni, nel 2000 l’Italia disputa la sua prima partita in quello che è diventato il Torneo delle Sei.

Per conoscere le regole del Sei Nazioni.

Hai trovato utile questo articolo?
5/52 voti

Una banconota per George Best

L’Ulster Bank, a un anno dalla morte, ha messo in commercio una serie limitata di banconota da 5 sterline dedicate a George Best, il campione di calcio di Belfast. Un nuovo riconoscimento che arriva dopo quello del 22 maggio 2006, quando in onore del giocatore, l’aeroporto cittadino di Belfast, ha cambiato nome, diventando il Best City Airport.

L’omaggio nel primo anniversario della morte dell’Ulster Bank ha previsto l’emissione di una serie limitata di banconote da cinque sterline. Il gruppo bancario è una grande banca commerciale e una delle tradizionali banche Big Four irlandesi.

L’Ulster Bank Group è suddiviso in due entità legali separate, Ulster Bank Limited (UBL – registrata nell’Irlanda del Nord) e Ulster Bank Ireland DAC (UBIDAC – registrata nella Repubblica d’Irlanda). La sede centrale del gruppo (e UBIDAC) si trova a George’s Quay, Dublino, nella Repubblica d’Irlanda, mentre la sede ufficiale di UBL si trova a Donegall Square East, a Belfast, nell’Irlanda del Nord e mantiene un ampio settore finanziario servizi nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda.

 

La banconota da 5 sterline

banconota George BestGià dai primi giorni dell’emissione delle banconote commemorative di George Best, si sono registrare delle lunghe code davanti agli istituti bancari. In tanti hanno omaggiato il campione del Manchester e cercato di accaparrarsi la serie limitata di banconote.

Quando la distribuzione è terminata, la rivendita, a prezzi maggiorati, è passata su internet, in particolar modo su Ebay, dove ci sono state oltre 40 aste. Il campione di Belfast, che mai tramonterà nei cuori dei suoi tifosi, era molto amato anche all’estero. Come confermano fonti ufficiali, un portavoce della Ulster Bank ha confermato che la valuta cartacea era molto richiesta in Sudafrica e negli Stati Uniti.

 

Altre risorse interessanti

Hai trovato utile questo articolo?
5/52 voti

Funerali di George Best

Belfast saluta George Best con oltre cinquecentomila persone, che si sono strette attorno al feretro dell’ex campione tanto amato dalla sua città e dal mondo intero.

Il feretro è stato trasportato dalla tenuta di Creghag, dove vive la sua famiglia, al castello di Stormont, sede del Parlamento nazionale del Nord Irlanda. Qui si sono svolti i Funerali di George Best a Belfast, dove la folla si è accalcata per l’ultimo saluto.

George Best Funeral

Ai funerali erano presenti numerose celebrità, l’ultima fidanzata Ros Hollidge, le ex mogli Angie e Alex, il medico che operò Best, il professor Roger Williams, che ha ricordato l’impegno del giocatore per la sua fondazione omonima contro la dipendenza dall’alcol.

Il calcio ha onorato il suo campione, Sven Goran Eriksson, Alex Ferguson e tanti ex nazionali dell’Irlanda del Nord erano presenti alle celebrazioni. Best è stato sepolto accanto alla madre nel cimitero di Roselawn a Belfast.

Sung by Brain Kennady at George Best Funneral

Qualche giorno prima che si svolgesse la funzione, il tabloid britannico The Sun annunciava: “quello di Best sarà il funerale più grande dopo quello di Lady D, con una partecipazione massiccia di 500 mila persone”.

Hai trovato utile questo articolo?
5/51 voto

Geordie, dal Manchester a icona Pop

Definito il “Beatle” del calcio, George Best, noto anche col nome di Geordie, è  un giocatore entrato nella storia del calcio nordirlandese per il suo immenso talento e per una condotta di vita estremamente trasgressiva e sopra le righe.

Nato in Irlanda del Nord, Geordie all’inizio fatica a farsi notare dai selezionatori delle squadre giovanili fin quando in un partita del Creghan Boy’s Club, squadra in cui milita, poco più che quindicenne, contro il Boysland, formato da diciottenni, George segna ben due gol e viene segnalato dagli osservatori del Manchester United.

best icona pop

Approdato al Manchester sotto la guida del manager Matt Busby, trionfa in Europa e nel 1966 partecipa alla storica vittoria nei quarti di finale di Coppa Campioni, contro il Benfica di Eusebio: dei cinque gol dei Red Devils, due sono suoi. La trasformazioni in un’icona Pop.

Best icona pop, la consacrazione

Nel 1968, di nuovo contro il Benfica, questa volta in finale, il giocatore più forte al mondo segna e meraviglia tutti. Il suo è un trionfo personale, contribuendo al 4-1 finale. Così piano piano cresce la sua figura carismatica e travolgente. Una volta all’aeroporto, di ritorno da una gara, Best indossa un sombrero mandando in visibilio le fan. Quel momento segnò incredibilmente la fama di Best come icona pop.

Ma come tutte le cose belle, purtroppo, o meglio come gran parte delle persone divenute icona pop, la favola col tempo svanisce. La sua carriera calcistica finisce con la sua passione per l’alcool e le donne. Ci sono frasi celebri che raccontano quanto dedizione abbia avuto per il sesso e l’alcool: “Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili, il resto l’ho sperperato”. Best è stato trovato alla guida in stato di ubriachezza e con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale è stato quattro mesi in prigione. Nel 2002 a 56 anni, ha subito un trapianto di fegato al 20% con numerose ricadute negli anni successivi. La sua vita ha anche ispirato un film, “Best“, per la regia di Mary McGuckian.

Hai trovato utile questo articolo?
5/51 voto