Articoli

40 posti di lavoro: Buyers Club eMsd

Il Taoiseach Enda Kenny, ha annunciato 40 nuovi posti di lavoro in Irlanda grazie alla società Buyers Club. Una società che aiuta i piccoli produttori irlandesi a vendere i propri prodotti online a prezzi competitivi.

Il ciclo per le assunzioni, andrà dai 12 ai 18 mesi e saranno gestite dalla PDQ Distribution Ltd, con sede a Blanchardstown, Dublin 15.

La Buyers Club è una società irlandese al 100% ed è appunto di proprietà di PDQ Distribution Ltd.

 

Buyers Club e Msd

In Irlanda l’azienda sta investendo anche nell’assistenza sanitaria con un investimento pari a 7milioni di euro destinato allo stabilimento MSD di Carlow. I posti di lavoro che verranno creati saranno 20 e riguarderanno soprattutto lavoro ingegneristico, automazione e gestione dei progetti.
L’impianto di Carlow produce vaccini e prodotti biologici per una serie di settori, tra cui reumatologia e oncologia. MSD impiega in Irlanda, 2.300 persone, attraverso otto siti presenti a Cork, Dublino, Wicklow, Tipperary e Carlow.

 

Altre risorse

La Sopa in Irlanda è legge

Il parlmento irlandese ha approvato la controversa legislazione anti-pirateria e per la difesa del diritto d’autore. La famosa ‘Sopa‘, dal primo di marzo è legge e mira ad impedire la diffusione incontrollata su internet di contenuti protetti da copyright.

Numerosi i comitati che si sono battuti contro questa legge, che potrebbe aprire nuovi scenari, anche nel resto d’Europa. Secondo il Premier Enda Kenny invece, la norma garantirà maggiori poteri ai tribunali, in maniera tale da perseguire i responsabili di diffusione, per mezzo di internet, di materiali protetti da diritto d’autore.

I ‘No Sopa’, credono fermamente che questa legge, sia un attacco alla libertà della Rete e rischia di colpire non solo i singoli utenti, ma anche autentici giganti come Google, Facebook e Youtube. Anche in America il dibattito è aperto e lo scontro è duro.

 

Sopa è legge

Vedremo l’evoluzione della Sopa in Irlanda (Stop piracy online act) e ricordiamo che l’esecutivo si è espresso a favore di questa norma, perchè costretto anche dalla causa legale avviata dalla casa discografica EMI, che nel 2011 ha fatto registrare la metà delle vendite rispetto agli anni precedenti.

 

La EMI fa causa al governo irlandese

Il colosso della musica EMI, ha lanciato una causa legale contro il governo irlandese sulla gestione delle leggi anti-pirateria. Secondo l’etichetta discografica che include artisti del calibro di Coldplay, 30 Seconds To Mars e Tinie Tempah l’azione legale è dovuta alla mancanza di nuove leggi, adatte a contrastare la condivisione illegale di file.

La Emi, non ha creduto alle promesse del governo irlandese, sull’introduzione di nuove norme che permetterebbero alle etichette discografiche di agire direttamente sui fornitori di servizi Internet, chiedendo di bloccare l’accesso a siti web che diffondono in rete materiali protetti da copyright.
L’Irish Time, infatti riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato EMI in Irlanda, Willie Kavanagh, “Le case discografiche dovrebbero avere il diritto di chiedere ai fornitori di servizi Internet di indagare sui siti web che noi crediamo coinvolti nella pirateria, mettendo anche in dubbio la volontà dell’esecutivo sulla riduzione dell’illegalità.

EMI Irlanda ha dimezzato i suoi profitti nel 2011.

 

Altre risorse

Governo chiude ambasciata presso Santa Sede

La rottura c’è, Dublino chiude con il Vaticano e nonostante le proteste dei vescovi dell’isola, la cattolicissima isola lascia la Curia Romana. Ma tutti rassicurano che non c’è l’ombra della pedofilia dietro questa scelta, è solo un problema di crisi e di costi.

Ricordiamo gli scandali sulla pedofilia di questi ultimi mesi che hanno animato i dibattiti nel paese e nel resto del mondo, sul ruolo di questi preti che pur macchiandosi in maniera indelebile di peccati atroci restano spesso al proprio posto o vengono spostati ma non processati secondo le leggi dello Stato. Una denuncia che il Premier Enda Kenny aveva rivolto senza mezzi termini direttamente a Roma.

Ma il governo fa sapere che la chiusura della sede irlandese (così come quella in Iran e a Timor Est) è dovuta esclusivamente ad un problema di tagli che l’esecutivo intende rispettare per rispondere positivamente agli obiettivi del programma dell’Ue e dell’Fmi.
 

Reazioni

Per il Vaticano ha risposto Padre Federico Lombardi, “La Santa Sede prende atto della decisione irlandese”.

Dall’Irlanda ‘profonda delusione’ è stata espressa dal cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda, che ha dichiarato: “Per la prima volta da quando sono stati stabiliti rapporti diplomatici tra i due Stati nel 1929, non ci sarà un ambasciatore accreditato presso la Santa Sede”.
 

Higgins ricuce lo strappo con la Santa Sede

Il Presidente dell’Irlanda, Michael D. Higgins, ha definito ‘buone’ le relazioni diplomatiche tra l’Irlanda e la Santa Sede. E’ quanto sarebbe emerso da un incontro tra il nuovo nunzio apostolico a Dublino, mons. Charles John Brown e Higgins, avvenuto lo scorso 16 febbraio. Almeno così riporta l’Osservatorio romano, che aggiunge: “Il Presidente avrebbe chiesto a Brown di comunicare al Papa un saluto da parte sua e di tutto il popolo irlandese”.

L’anno scorso il governo di Dublino, aveva maturato la decisione irrevocabile, almeno per il momento, di chiudere la propria ambasciata presso la Santa Sede di Roma, dopo gli scandali sessuali che hanno coinvolto il clero irlandese e la relativa polemica sulla copertura sistematicamente osannata dal Vaticano. Chiusura confermata inoltre proprio alla fine di febbraio.

 

Altre risorse

Elisabetta II parla dei Troubles

La Regina dal Castello di Dublino, ammette che è impossibile ignorare il peso della storia e tra lo stupore del presidente Mary McAleese si rivolge proprio a lei e agli amici con “A hUachtarain agus a chairde”.

Nel secondo giorno della sua visita, Elisabetta ha reso omaggio alle vittime dei Troubles e nel suo discorso tanto atteso, ha dichiarato “A tutti coloro che hanno sofferto come conseguenza del nostro passato travagliato estendo il mio profondo cordoglio”.
La sovrana ha poi voluto elogiare i due governi e il lavoro straordinario che hanno attutato per la condivisione del potere e ha voluto ricordare l’importanza degli Accordi del Venerdì Santo.

Anche il Presidente McAleese si è detta orgogliosa dei “costruttori di pace” che hanno contribuito a realizzare la condivisione del potere e si è detta fiduciosa per il futuro del Paese. Il presidente ha inoltre riconosciuto il sostegno della Regina per il processo di pace.

 

La visita della regina

Al banchetto era presente il primo ministro David Cameron e il Taoiseach Enda Kenny, oltre ai 172 invitati tra i quali anche il primo ministro Peter Robinson e sua moglie Iris. Tra gli ospiti il capitano della nazionale irlandese di rugby, Brian O’Driscoll e sua moglie e l’attrice Amy Huberman.

Cinque persone sono state arrestate durante la protesta davanti al Castello.

Gerry Adams, presidente del Sinn Fein ha dichiarato che il discorso della Regina dovrà essere “giudicato dalle azioni del suo governo nel tempo a venire”. “Credo che il cordoglio per coloro che hanno sofferto espresso dalla Regina sia autentico, ma il perdono arriverà soltanto se la politica futura del suo governo sarà basato sulla vera uguaglianza e rispetto reciproco”, ha aggiunto Adams.

 

Strade chiuse

Alla vigilia della visita di stato della regina Elisabetta, a Dublino è scattato il piano sicurezza. Su cinquanta strade del centro, non sarà possibile parcheggiare e prima dell’arrivo della sovrana, saranno chiuse definitivamente al traffico cittadino. Un dispiegamento di agenti impressionante, con oltre 8mila poliziotti e 2mila militari coinvolti per garantire la sicurezza della regina Elisabetta e di suo marito Filippo. Un piano doveroso, secondo la polizia britannica, dopo le minacce indirizzate alla regina, definita “criminale di guerra” da parte di alcune organizzazioni terroristiche. Intanto la polizia ha fatto sapere di aver arrestato due persone un 25enne e un 26enne.

 

Altre risorse